♦ Traduzione a cura di Valentina Andreose
Dreamspinner Press, acquistabile qui ♦

Sebbene sia nato tra agi e ricchezze, Jordan Thorndike è stanco di fingere: non potrà mai diventare un avvocato come vorrebbero i suoi genitori, e nemmeno dare loro una nuora e dei nipotini. Messo di fronte a un ultimatum – continuare a vivere nella menzogna o andarsene – Jordan prende la sua BMW e se ne va.
Senza casa, senza lavoro e senza aspirazioni, Jordan trova rifugio in una delle organizzazioni di beneficenza finanziate dalla madre: il ranch delle seconde occasioni. Grazie al proprio nome e carisma, Jordan ammalia lo staff in quattro e quattr’otto… tutti tranne uno. Russ ha sempre dovuto lottare per sopravvivere e detesta quel rampollo viziato che sfrutta il ranch solo per il gusto di vivere un’avventura. Jordan è disposto a tutto pur di dimostrare a Russ di saper lavorare sodo, ma la famiglia e alcune ferite del passato complicheranno le cose. Riuscirà Jordan a capire che quella che per lui è una vacanza per altri è la dura realtà della vita? E Russ potrà mai accettare che Jordan è capace di maturare… e di amare?
Jordan è il secondogenito di una famiglia facoltosa e ha sempre “subito” il fatto di non essere considerato come il primogenito o coccolato come l’ultima arrivata. Il primogenito è perfetto e ha seguito le orme paterne, una gioia per la famiglia; la piccola di casa è piccola, può permettersi di fare ciò che vuole, mentre lui? Beh, lui deve diventare avvocato e sposare una brava ragazza di pari ceto sociale (possibilmente la figlia di qualche amico di famiglia): peccato che Jordan non voglia diventare avvocato, ma soprattutto non voglia sposare la figliA di nessuno, così affronta i suoi genitori… e vi lascio immaginare la scena: madre in lacrime e padre furibondo, così arrabbiato che lo caccia di casa fino a quando non rinsavirà.
Si fottano tutti. Che si tenessero il loro primogenito perfetto e la loro figlioletta prediletta. Il figlio mezzano era sempre lo scarto, no? Era stato segnato fin dalla nascita.
Quando il suo cuore si fu placato abbastanza, uscì dall’auto, le gambe rigide e tremanti, posò i palmi delle mani sulla rossa vernice rovente del cofano e abbandonò il capo in avanti. Non era giusto parlare male di suo fratello e di sua sorella. Will Junior non lo faceva apposta a essere così perfetto, e Gemma sarebbe stata trattata come una ragazzina per il resto della sua vita. Ognuno aveva i propri fardelli, anche se nessuno dei due si era mai incasinato quanto Jordan. Almeno in qualcosa sapeva eccellere. Che consolazione.
“Non dire un’altra parola. Non voglio ascoltarti.”
Suo padre era in piedi nel suo studio, dando le spalle a Jordan e tenendo le mani incrociate dietro la schiena. Fissava fuori dalla finestra. La madre di Jordan tirava su con il naso, accasciata su una poltrona dietro di lui, ma Jordan aveva occhi solo per il padre.
“Papà, io…”
“No. Non dire altro. Ora va’ a farti una passeggiata, Jordan, e al tuo ritorno ti scuserai con tua madre per averla turbata con questo scherzo crudele. Acconsentirai ad accompagnare la figlia di Madson, Sheila, alla cena per il festival del dressage, e le farai da cavaliere per qualsivoglia evento a cui la ragazza vorrà partecipare durante l’estate. Dopo di che, in autunno, tornerai a scuola per finire la tesi. Ecco le uniche parole che intendo sentire da te.”
Jordan sale in macchina e guida senza una meta precisa, deluso e ferito, non sa cosa vuole fare del suo futuro; ma per la prima volta può decidere da solo. Mentre guida si ricorda del periodo felice trascorso in un ranch che la madre sovvenziona, il Ranch delle Seconde Occasioni e, dato che lui ha bisogno di una seconda occasione, si dirige lì.
Arrivato a destinazione ritrova Phyllis, la proprietaria, e Russ il suo braccio destro (anche sinistro volendo, con tanto di torace e gambe… ehm ok torno seria) ma il primo incontro fra i due uomini non è proprio amichevole al 100%.
Jordan ritrova sensazioni passate di quando era piccolo e i “suoi” adorati cavalli, perché il ranch acquista cavalli maltrattati, li aiuta a guarire e poi li rivende per avere una seconda occasione di essere felici.
Russ non sopporta i figli di papà a causa di un rapporto passato finito male quindi all’inizio prende Jordan un po’ di punta. Lentamente però capisce (anche grazie a Phyllis) che non è un ragazzino ricco e sfaccendato, ma che ha i suoi demoni come tutti, e pian piano dall’amicizia…
L’autore riesce a far capire il disagio di Jordan come figlio mezzano, il suo non sapere cosa fare della sua vita, la sua confusione, la paura di deludere i genitori.
Essere genitori non è facile, ma i figli devono essere felici per loro stessi, non sono una nostra estensione.
Russ invece è solo reticente a causa di esperienze passate non positive, anche perché è la classica persona che dà tutto se stesso in una relazione.
Due protagonisti ben caratterizzati, uno stile scorrevole, un romanzo che ha saputo emozionarmi e…
ma il finale? Rowan McAllister, scrivi il sequel!
Consigliato!


Recensione:

Editing:










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