Titolo: Atmosfera
Autore: Taylor Jenkins Reid
Pubblicazione: Mondadori
Genere: Narrativa contemporanea LGBTQ+
Trope: Forbidden/Secret Love, Strangers to Lovers,Women in Male-Dominated Spaces.
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Joan Goodwin è sempre stata ossessionata dalle stelle. Riflessiva e riservata, è soddisfatta della sua vita come docente di Fisica e Astronomia alla Rice University e come zia di Frances, una ragazzina decisamente sveglia per la sua età. Questo almeno fin quando scopre da un annuncio che la NASA è in cerca delle prime donne scienziate per il programma Space Shuttle. In quel preciso istante, inizia a desiderare molto di più: vuole essere fra le poche persone ad andare nello spazio. Scelta fra centinaia di candidati nell’estate del 1980, Joan inizia l’addestramento come astronauta insieme a un gruppo di colleghi eccezionali: il pilota Top Gun Hank Redmond e lo scienziato John Griffin, sempre gentili e disponibili, anche quando la posta in gioco è alta; Lydia Danes, specialista di missione, che ha sgobbato troppo per arrivare dov’è e non si può permettere di fallire; l’affettuosa Donna Fitzgerald, impegnata a nuotare tra i suoi stessi segreti; e Vanessa Ford, ingegnere aeronautico in grado di aggiustare qualsiasi motore e pilotare qualsiasi velivolo, magnetica e misteriosa. Mentre si preparano per il loro primo volo, Joan scopre un amore e una passione che non avrebbe mai immaginato, e comincia a mettere in dubbio tutto ciò che ha sempre creduto di sapere sul suo posto nell’universo. Ma nel dicembre del 1984, durante la missione STS-LR9, tutto cambia in un istante.

Ho iniziato ad ascoltare questo romanzo quasi per caso: ambientato negli anni Ottanta e con protagoniste donne astronauta. Ecco. Sono partita senza in pratica leggere la trama.
In questo delizioso romanzo, Joan Goodwin insegue il suo sogno di diventare astronauta, di conquistare lo spazio di cui è innamorata fin da bambina.
Il percorso di Joan non è solo quello professionale, con le difficoltà, le amicizie, la complicità con i colleghi, le sfide per ottenere la stella che racconta al mondo che è stata nello spazio, ma è anche e soprattutto quello personale.
Joan è astronoma e astronauta, orgogliosa zia di Francis che ama come una madre, sorella di una donna egoista e insopportabile, ma quando la conosciamo è ancora lontana dal conoscersi davvero. E se il lettore, anche senza sapere niente del libro, lo capisce in fretta, Joan ci mette del tempo a capirlo.
Joan trova se stessa non solo nella sua professione, ma anche nell’amore, che la coglie completamente alla sprovvista, perché, prima di amare qualcun altro, deve prima capire chi è davvero.
La storia d’amore pervade la narrazione, ne è parte integrante, ma non la domina. E viene rappresentata con grandissima delicatezza.
La protagonista matura, accetta se stessa, capisce che il rapporto con la sorella è malsano, dedica il suo amore e la sua dedizione a Francis, figlia di sua sorella, una donna incapace veramente di essere madre, ma soprattutto ama. Nonostante le difficoltà di essere negli anni Ottanta e nella Nasa.
Il libro ci rappresenta personaggi realistici, con luci e ombre, con difetti, ma coraggiosi e determinati in uno scorcio di un passato in cui il coraggio e la passione fecero la differenza.
Ed è impossibile non commuoversi durante la scena di maggior tensione di tutto il libro, quando il lettore già fa fatica a respirare, e compaiono i versi di Space Oddity di David Bowie…
Recensione a cura di:

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