Buongiorno, Feelers!
Oggi partecipiamo al blog tour di “Violette di Marzo” di Philip Kerr, primo romanzo della trilogia berlinese di Bernie Gunther in uscita il 30 gennaio.
La nostra tappa vi condurrà nei luoghi del romanzo!
Venite a leggere …;)
Con Violette di marzo torna finalmente in libreria un grande classico del poliziesco: la trilogia berlinese di Bernie Gunther.
Nella Berlino del 1936, alla vigilia delle Olimpiadi, marito e moglie vengono assassinati nel loro letto e il loro appartamento viene incendiato. Il padre della donna, Hermann Six, un industriale milionario, vuole fare giustizia – o meglio, rivuole la preziosissima collana di diamanti della figlia Grete, che è stata rubata. Si rivolge perciò al detective privato Bernie Gunther, veterano di guerra ed ex poliziotto. Grete non ha fatto testamento e dunque tutti i suoi averi spetterebbero al marito, Paul Pfarr, il quale ha nominato suo unico erede legittimo il Reich stesso. Come scopre in seguito Gunther, Pfarr era una “violetta di marzo”: un affiliato dell’ultima ora al Partito Nazionalsocialista. L’investigatore si troverà invischiato in una vicenda pericolosissima che tocca le alte sfere del potere nazista, tormentato da un conflitto interno. Bugie, eccessi, corruzione e brutalità sono all’ordine del giorno, mentre a muovere le fila di tutto ci sono Himmler e Göring.
È il momento di riscoprire l’iconico Bernie Gunther, detective privato antinazista, vero berlinese, beffardo e donnaiolo, che si trova ad affrontare quotidianamente il male assoluto: la città cupa e dilaniata dalla corruzione, l’antisemitismo e lo strapotere dei gerarchi. Scritto con una grande potenza evocativa, Violette di marzo, primo capitolo della trilogia, trasporta i lettori nel cuore della Berlino nazista e dà vita a un nuovo, indimenticabile investigatore privato nella grande tradizione di Hammett e Chandler.
LE AMBIENTAZIONI
Il romanzo si svolge nella Berlino del 1936.
La città sta per ospitare i Giochi Olimpici e il regime nazionalsocialista vuole mostrare al mondo il suo volto migliore.
Ma camminare per le strade di Berlino, insieme al nostro protagonista, dà modo al lettore di capire meglio l’atmosfera reale che permeava la città, soprattutto in un momento in cui gli occhi del mondo erano puntati qui.
Stamattina, all’angolo tra la Friedrichstrasse e la Jägerstrasse, ho visto due uomini, gente delle SA, che svitavano una bacheca rossa di «Der Stürmer» dal muro di un edificio. «Der Stürmer» è il giornale antisemita diretto dal più autorevole avversario degli ebrei del Reich, Julius Streicher. L’impatto visivo di queste bacheche, con i loro disegni semi-pornografici di fanciulle ariane strette in abbracci sensuali da mostri dal lungo naso, cerca di attrarre i lettori meno intelligenti, cui offre una certa superficiale solleticazione. La gente per bene non ha niente a che vedere con questa roba. Comunque, i due SA hanno sistemato la Sturmerkästen sul retro del furgone, accanto a parecchie altre. Non lavoravano con molta attenzione, perché ce n’erano almeno altre due con i vetri rotti. Un’ora più tardi ho rivisto gli stessi due uomini che rimuovevano un’altra di queste Sturmerkästen da una fermata del tram di fronte al municipio. Questa volta mi sono avvicinato e gli ho chiesto che facessero. «È per le Olimpiadi», ha risposto uno di loro. «Ci hanno ordinato di levarle tutte per non impressionare i visitatori stranieri che verranno a Berlino a vedere i giochi». È la prima volta, a quanto ne so, che le autorità dimostrano tanta delicatezza.
Uno dei luoghi simbolo è lo Stadio del Reich e il protagonista è lì proprio nel giorno in cui si svolgono le gare di atletica, il giorno della vittoria di Jesse Owens, il velocista di colore che stracciò gli atleti ariani nazionalsocialisti.
Lo stadio, costruito su due piani, sembrava più piccolo di quanto mi immaginassi, tanto che mi chiesi come avrebbe fatto a entrarci tutta la gente che ci gironzolava intorno. Solo una volta entrato mi resi conto che l’interno era più grande dell’esterno, perché l’arena era parecchi metri sotto il livello stradale.
Sparando di avervi incuriosito a sufficienza, vi lasciamo con il calendario delle prossime tappe!
Grafica:














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