Titolo: Destroy. Noi siamo distruzione.
Autore: Alessia D’Ambrosio
Serie: Velarion academy #1
Pubblicazione: Queen edizioni.
Genere: Contemporary romance, New Adult,
Trope: Enemies to Lovers, Forced Proximity, Morally Gray Characters
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Alla Velarion, tutto si regge sull’equilibrio tra trionfo e rovina. Nessuno arriva qui per caso. Nessuno ci resta senza pagare un prezzo. Io sono il migliore lottatore che l’Accademia abbia mai avuto. Disciplinato. Temuto. Come Achille, prima che la morte lo toccasse davvero. Quando Patricia Vale è morta, tutto è cambiato. Non perché avessi qualcosa da nascondere. Ma perché sapevano che, se solo avessi avuto il coraggio, l’avrei lasciata per Briseide Kallaros, la ragazza che non avrei mai dovuto guardare Non mi fido di lei. Ma non riesco a starle lontano. Mi chiamo Killian Rhodes. E se questa è la mia guerra. Alla Velarion, nulla è mai solo quello che sembra. Qui, nessuno è davvero innocente. Killian Rhodes non è solo il lottatore che tutti rispettano. Era il ragazzo della mia compagna di stanza, quello che mi guardava come se avesse già scelto, anche se non avrebbe mai dovuto. Adesso viviamo nella stessa stanza. Ma parliamo come nemici. Eppure, in ogni sguardo che ci lanciamo, c’è una promessa non detta che minaccia di esplodere.

“Cantami o autrice dello studente
Killian l’ira funesta
che tanti dolori alle lettrici causò.”
Quando ho letto la trama di questo libro mi sono subito incuriosita, poiché mi piacciono molto i miti greci, quindi mi sono tuffata nella lettura e…
La Velarion è una scuola d’élite, forma futuri capi (che siano di Stato o di azienda poco importa) e si cerca solo l’eccellenza, almeno ufficialmente; ufficiosamente il verbo “formare” assume un significato molto più sinistro, perché, più che lavorare sulla persona, pare che la costruiscano ripartendo da zero.
Killian è la punta di diamante dell’accademia, atleta fortissimo dal passato sconosciuto: egli stesso non sa quali siano esattamente le sue origini ed è pieno di rabbia, ma quanta di questa rabbia è sua e quanta gli è stata instillata? Dopo la morte di Patricia, la sua ragazza, tutto cambia, il suo senso di colpa lo rende sospettoso nei confronti di tutti, perché chiunque l’abbia uccisa passeggia indisturbato per i corridoi della Velarion.
Anche Briseide, la compagna di stanza di Patricia, inizia a sospettare che dietro la morte della sua amica ci sia qualcosa di poco chiaro. E quindi inizia a indagare, ma la verità, in questa storia, fa coppia con il pericolo.
L’inizio del romanzo ci fa vedere un mondo dove chi entra alla Velarion studia e si allena, un ambiente tranquillo e luminoso, ma poi tutto cambia. Avanzano le ombre e nei corridoi che prima sembravano essere pieni di luce si fa avanti l’oscurità e con essa il pericolo. Il sospetto si infiltra tra le mura dell’istituto e rende tutto claustrofobico.
Di chi ci si può fidare?
Devo ammettere che l’idea dell’autrice è buona, poiché la tensione psicologica in alcuni punti esce dalle pagine per abbracciarti. Tuttavia, se si basa un intero libro su una guerra psicologica bisogna fare molta attenzione, perché il rischio è che la narrazione si appesantisca con il proseguire del romanzo, ed è un po’ quello che è successo qui, a mio avviso.
Aggiungo che purtroppo non ho provato la giusta empatia nei confronti dei due protagonisti, anzi li ho trovati un po’ piatti per i miei gusti.
Killian, più che un moderno Achille, mi ha ricordato un novello Truman, come il protagonista di “The Truman Show”: vive una vita programmata da altri, sempre sotto l’occhio vigile delle telecamere che osservano ogni sua mossa, così come quelle dei suoi amici.
A mio parere l’autrice ha caratterizzato molto meglio alcuni personaggi secondari, uno in particolare, e mi riferisco a Rowan. Lui è esattamente quello che io cerco in un protagonista: è intelligente, curioso, brillante.
Questa storia avrebbe dovuto essere un retelling dell’Iliade però ho trovato ben poco in comune con l’opera di Omero: ci sono i nomi e qualche riferimento ai miti greci.
In definitiva, per me, questo romanzo aveva un potenziale enorme, ma non è stato sfruttato al meglio. Tuttavia, essendo solo il primo di una serie, ho fiducia nel fatto che ci potrà essere un buon margine di miglioramento.
Infatti, sono proprio curiosa di leggere cosa succederà nel prossimo volume.



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