Oggi partecipiamo al blog tour di “Un requiem tedesco” di Philip Kerr, terzo romanzo della trilogia berlinese di Bernie Gunther, uscito il 27 maggio per Fazi.
La nostra tappa vi condurrà a conoscere i personaggi del romanzo!
Venite a leggere …;)
Capitolo conclusivo dell’acclamata trilogia berlinese del maestro Philip Kerr, Un requiem tedescovede il detective Bernie Gunther entrare nel nuovo e terrificante mondo della Vienna del dopoguerra.
Nell’aspro inverno del 1947 la morsa dei russi si fa sempre più stretta intorno a Berlino. Così, quando un enigmatico colonnello chiede a Bernie Gunther di andare a Vienna, dove il suo ex collega della Kripo Emil Becker è accusato di omicidio, il detective non esita a lungo. Nonostante il passato sgradevole di Becker, Gunther è convinto che sparare a un cacciatore di nazisti americano non sia da lui. Ma Vienna non è il luogo pacifico che si aspettava. Il comunismo è il nuovo nemico e, una volta chiuso il processo di Norimberga, vengono forgiate strane alleanze contro la Minaccia Rossa – allineamenti al cui confronto molte delle atrocità commesse in tempo di guerra appaiono innocue. In mezzo alle rovine della città agonizzante, Gunther, circondato da ex nazisti braccati, uomini disposti a barattare qualsiasi cosa e belle donne pronte a vendere se stesse, si troverà suo malgrado coinvolto nel gioco di spionaggio e controspionaggio fra i due grandi schieramenti. Evocando vividamente l’atmosfera della Vienna del dopoguerra, Philip Kerr trasla tutto il ritmo e l’arguzia mordente di cui è capace all’interno del groviglio di colpa, sospetto e doppio gioco che ha gettato le basi per la guerra fredda.
I PERSONAGGI
BERNIE GUNTHER
La guerra è finita, la Germania è sconfitta, piegata, in macerie.
Bernie è tra quei milioni di tedeschi che deve fare i conti con la Storia. C’è scarsa traccia dell’uomo affascinante, intelligente e sarcastico che abbiamo conosciuto nei primi due volumi. Le esperienze sul Fronte Orientale, la prigionia sovietica, il ritorno in una Berlino occupata, la fame, il freddo e un matrimonio che ha perso la via, hanno trasformato l’uomo capace di non piegarsi alle imposizioni naziste nell’ombra di quel che era. Ma una serie di eventi non casuali lo richiama al suo lavoro di un tempo. Perché Bernie è un bravo sbirro, ha intuito e un cervello sopraffino e, nonostante tutto, ha ancora una coscienza. Tra una Berlino spettrale e affamata, che corre verso il Blocco, a Vienna, dove si dipanano un groviglio di spie, doppi e tripli giochi, ex SS in cerca di nuove opportunità, giovani donne sopravvissute, mercato nero, nuovi nemici e nessuna alleanza, Bernie ritrova se stesso e, forse, fa i conti col suo passato.
Aggrappato all’esterno di una carrozza del tram che mi riportava in centro, distolsi il pensiero dalla mia posizione precaria per inventare una quantità di eleganti titoli per la mia professione piuttosto volgare: “Professionista di stile di vita maschile e solitario”; “Agente investigativo non metafisico”; “Intermediario di ricerca per perplessi ansiosi”; “Avvocato confidenziale per sfollati e dispersi”; “Cercatore di Graal su misura”; “Cacciatore di verità”. Quest’ultimo mi piaceva più di tutti.
GLI OCCUPANTI
Sovietici, americani, inglesi, francesi, tutti hanno avuto un pezzo della Germania distrutta. Il mondo corre verso la Guerra fredda che comincia proprio là, sulle macerie del Terzo Reich.
Gli alleati diventano nemici, e i nemici alleati, in un gioco di specchi dove nulla è come sembra.
Come Berlino, Vienna era divisa tra le quattro Potenze, e ognuna di esse controllava un diverso settore. La sola differenza era che il centro di Vienna -circondato dai grandi viali di alberghi lussuosi e palazzi, che chiamavano “Il Ring”- si trovava sotto il controllo simultaneo di tutte e quattro le Potenze, che avevano formato una Polizia Internazionale. Altra e più evidente differenza era lo stato di conservazione della capitale austriaca. E’ vero che la città era stata in parte bombardata ma, in confronto a Berlino, Vienna appariva più ordinata della vetrina di un’agenzia di pompe funebri.
I CRIMINALI DI GUERRA
Heinrich Müller
Conosciuto come Gestapo Müller, fu dal 1939 il comandante della Gestapo, corrispondente amministrativamente all’Ufficio IV (Amt IV) del RSHA, la grande struttura centralizzata che controllava tutte le strutture di sicurezza e repressione della Germania nazista.
Personaggio riservato e misterioso, esercitò un immenso potere durante il suo periodo di comando della Gestapo, la potente polizia segreta di sicurezza del Terzo Reich; Müller inoltre svolse anche un ruolo decisivo nell’attuazione della soluzione finale del problema ebraico. La Gestapo infatti decideva e attuava le misure di identificazione, selezione e deportazione degli ebrei dell’Europa nazista e dalla sottosezione IVB4 diretta da Adolf Eichmann, direttamente subordinato a Müller, partivano tutte le direttive per il trasporto degli ebrei nei campi di sterminio all’est.
Müller scomparve nelle fasi finali della battaglia di Berlino e non è mai stato possibile appurare con certezza se egli sia riuscito a sfuggire ai soldati sovietici dell’Armata Rossa o se sia rimasto ucciso durante i confusi combattimenti nella capitale tedesca.
Arthur Nebe
Commissario di Polizia a Berlino, durante gli anni Venti, fu uno dei primi membri delle Sturmabteilung (SA) e poi delle Schutzstaffel (SS). Nel 1936 venne posto a capo della Reichskriminalpolizei (Kripo), che venne incorporato nel corso della guerra nell’Amt V.
Fu inoltre al comando dell’Einsatzgruppe B, gli squadroni della morte, attraverso i quali venivano eliminati gli indesiderati dal regime nazista.
Dopo avere più volte manifestato la sua opposizione a Hitler, collaborò con Fabian von Schlabrendorff e fu coinvolto nell’attentato a Hitler del 20 luglio 1944; in seguito al fallimento dello stesso venne arrestato dalla Gestapo e impiccato il 21 marzo 1945 nelle carceri di Plötzensee. Di quest’ultima notizia però non si hanno dati certi. Dopo la guerra, alcuni testimoni affermano di aver visto Nebe in Argentina e altri Paesi del Sudamerica.
“Niente è rimasto uguale, crucco. la guerra ha cambiato tutto per tutti, investigatori privati inclusi. Ma se vuoi vedere delle fotografie di criminali, te ne posso mostrare a centinaia. Forse a migliaia. Tutti criminali di guerra”.
“Fotografie di crucchi? Ascolta, Belinsky, tu sei americano ed ebreo. E’ molto più facile per te vedere giusto. Ma io? Io sono tedesco. Per un breve, sporco momento sono stato perfino nelle SS. Se incontro uno dei tuoi criminali di guerra, può anche darsi che mi stringa la mano e mi chiami vecchio camerata” –
LE CHOCOLADY
Erano dette così, con connotazione spregiativa, quelle donne che alla fine della guerra scambiavano favori sessuali con cibo, sigarette o piccoli oggetti di lusso, come profumi o calze di nylon…
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