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Dopo Violette di marzo, il secondo capitolo della trilogia berlinese di Bernie Gunther: un grande classico del poliziesco.
Durante la torrida ondata di caldo estivo che affligge Berlino nel 1938, il popolo tedesco attende con ansia l’esito della conferenza di Monaco domandandosi se Hitler trascinerà l’Europa in una nuova guerra. Nel frattempo, in città sono scomparse diverse ragazze adolescenti, tutte bionde con gli occhi azzurri, tutte bellezze ariane. Heydrich in persona assolda il detective Bernie Gunther, costringendolo a tornare nella Kriminalpolizei, a capo di una squadra che faccia luce sul caso.
Mentre qualcuno cerca di far ricadere la colpa su un membro della comunità ebraica, l’investigatore si cala nei meandri della prostituzione, della pornografia e della stampa estremista: la Germania hitleriana, sotto la sua patina di ordine e decoro, nasconde sentieri sotterranei cosparsi di depravazione. E, come se non bastasse, la Notte dei cristalli è alle porte.
Colpi di scena, depistaggi, intuizioni e una buona dose di maleducazione: tutto quello che serve per un romanzo poliziesco vecchio stile riuscito in pieno, frutto di una mente geniale. Con Il criminale pallido Kerr si conferma maestro: è il momento di riscoprire l’iconico Bernie Gunther, il detective privato antinazista più scorretto di sempre.

– Nonostante tutto, nella lunga, calda estate del 1938, la bestialità conosceva una sorta di impetuosa, ariana fioritura.-
Berlino, estate del 1938.
Mentre il mondo ha il fiato sospeso, aspettando le mosse di Hitler dopo la sua rivendicazione del Sudeti, Bernie Gunther e il suo socio Bruno Stahlecker sono chiamati a investigare su una storia di omosessualità e ricatti.
Ma le storie non sono mai semplici come appaiono e Gunther sarà costretto, suo malgrado, a rientrare nella Kripo, su ordine diretto di Heydrich, con l’incarico di trovare l’autore (o gli autori) delle terribili, violente morti di giovanissime ragazze di perfetta, pura razza ariana. Tutto fa pensare a omicidi rituali, ma chi ha interesse a indicare la comunità ebraica berlinese come colpevole degli omicidi?
– “Ma lei non è tipo da credere nelle coincidenze, non è vero, commissario?”
“Non quando si tratta di omicidio, signore. Vedo un piano dove gli altri vedono una coincidenza. O per lo meno ci provo.”-
Tra lotte di potere, sospetti, sussurri, ricatti, Gunther arriverà alla verità, una verità che si nasconde nella brama di potere e nella follia delle più alte sfere del nazismo. Certo, la Storia non si ferma, la Germania e il mondo corrono verso il baratro, accompagnati dal ritmo sinistro della marcia dell’oca e dal fragore dei cristalli infranti in una notte di barbarie organizzata, e a Bernie non resta che fare da spettatore, disincantato e stanco.
Un ottimo giallo, questo secondo capitolo della Trilogia berlinese, un noir di scuola classica, che Fazi meritoriamente ripubblica, nel quale la finzione letteraria si mescola alla realtà storica in una sintesi perfetta.
I personaggi, quelli tristemente noti e quelli di pura invenzione, bucano le pagine, e l’ambientazione è parte del tutto, viva, reale e protagonista del racconto anch’essa, luogo dove la violenza del singolo impallidisce davanti alla violenza impunita del potere.
Dalla Conferenza di Monaco alla Notte dei Cristalli, il destino dell’Europa è ormai segnato.
E Bernie, che ha amato e che finalmente scopre cosa è accaduto al suo amore, rimane solo e un po’ più sarcastico e triste, eroe suo malgrado in un mondo di mostri.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:


1 – “Violette di Marzo” – Potete leggere trama e recensione QUI
2- “Il criminale pallido”
3 – “A German requiem”









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