♦ Traduzione a cura di Grazia Di Salvo
Triskell Edizioni, acquistabile qui ♦

Progettare una casa è semplice. Trovare quella giusta è tutt’altra questione. Thomas Elkin e Cooper Jones godono finalmente del supporto delle loro famiglie e il loro amore cresce di giorno in giorno.
Vivono insieme e pensano che nulla possa mettersi sulla loro strada. Là fuori, però, c’è chi vuole dividerli. Cooper incontra un giovane suo coetaneo, amministratore di un’impresa immobiliare, che lo vuole tutto per sé. Tom, d’altra parte, deve far fronte alle discriminazioni di uno dei partner anziani della sua azienda, che cerca di farlo licenziare. Che cosa si presenti loro davanti, però, non ha importanza: il rapporto tra Tom e Cooper è forte. Messa da parte la differenza d’età, Tom ha finalmente trovato il suo senso d’appartenenza. L’unico centro della sua vita, la sua vera casa.

Arrivare al capitolo finale di alcune serie è più difficile che di altre, perché si sa in anticipo che i personaggi ci mancheranno moltissimo, che rileggere le pagine a loro dedicate sarà inevitabile. Dopo aver letto l’ultima riga di “Senso d’appartenenza”, la tentazione di ricominciare dalla primissima del primo romanzo della trilogia è quasi irresistibile: Thomas Elkin e Cooper Jones sono una coppia che resta nel cuore.
Questo terzo libro li vede più uniti che mai, nonostante le interferenze del mondo esterno e le differenze che all’apparenza potrebbero separarli. Cooper viene corteggiato da un cliente giovane e facoltoso, eppure la forza del sentimento che lo lega al compagno non vacilla mai, né la stabilità della coppia viene messa a rischio. Anzi è divertente vedere come qualsiasi frecciatina si ritorca contro il suo incauto corteggiatore, che ignora di essersi spinto troppo oltre con una persona profondamente innamorata.
«Sono sicuro che riuscirai a trovare un modo per unire nuovo e vecchio.»
«Sì, beh, tra di noi siamo riusciti a cavarcela bene con l’intervento di retrofit, no?» rispose lui, annuendo. «Sai, con la mia modernità e la tua antichità.»
Alzai gli occhi al cielo. «Almeno io sono post-1940.»
«Per fortuna,» rispose lui, ridendo. «Perché non so se la Commissione per la Salvaguardia mi avrebbe dato il permesso di frequentarti, in caso contrario.»
«Che stronzo che sei,» risposi, prendendogli il mento tra indice e pollice e dandogli un bacio sulle labbra. «Io mi offro di aiutarti e tu mi insulti.»
Cooper sogghignò e si alzò, per poi mettersi a cavalcioni su di me. «Come sei sexy quando fai l’offeso.»
L’armonia tra i due protagonisti ormai è perfetta, la differenza d’età da ostacolo si trasforma in punto di forza quando Thomas comprende l’affanno della frenetica vita lavorativa di Cooper, e lo sostiene con la propria sicurezza, così come Cooper dà nuovo slancio alla creatività di Thomas, e lo spinge a cercare la piena soddisfazione in ogni aspetto della propria esistenza.
Le famiglie e i personaggi secondari fanno la loro comparsa, nessuno viene dimenticato mentre la nuova vita che i due uomini stanno costruendo insieme prende forma. La maggiore saggezza derivante dall’età di Thomas e le insicurezze che Cooper cela dietro alla consueta spavalderia si bilanciano a vicenda, anche grazie all’aiuto delle rispettive famiglie, che finalmente hanno iniziato ad accettare la loro relazione.
La formula adottata dall’autrice per questa serie funziona anche stavolta perché, nonostante la relativa brevità del romanzo, la storia è perfettamente equilibrata e nulla viene lasciato in sospeso, mentre il lettore accompagna Thomas e Cooper verso un dolcissimo finale, un addio ricolmo di felicità.


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