Titolo: L’impero dell’alba
Autore: Jay Kristoff
Serie: #3 Empire of the vampire
Pubblicazione: Mondadori
Genere: Dark fantasy, fantasy avventuroso
Trope: Morally Grey Hero; Found Family
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Dal pluripremiato autore bestseller della trilogia Nevernight, l’epica conclusione di una saga grandiosa. Gabriel de León ha perso la famille, la fede e l’ultima speranza di veder finire la notte eterna: Dior, il Santo Graal. Gli rimane solo un desiderio: vendicarsi. Così, assieme a un gruppo di fratelli leali, si avventura ad Augustin, cuore dell’impero dilaniato dalla guerra, per reclamare la vita del Re Sempiterno. All’insaputa dell’ultimo Santo d’argento, però, Dior è ancora viva, e si sta dirigendo verso Augustin, la capitale assediata, nella fragile speranza di porre fine per sempre al sine die. Ma un tradimento mortale la attende nelle stanze del potere, e le legioni del Re Sempiterno marciano sempre più vicine. Gabriel e il Graal saranno trascinati nella battaglia finale che segnerà il destino stesso dell’impero. Mentre il sole tramonta per quella che potrebbe essere l’ultima volta, non potranno fidarsi di nessuno. Nemmeno l’uno dell’altra.

Ho pensato e ripensato a come iniziare questa recensione, se farlo citando la genialità un po’ sadica del suo autore, oppure se parlare degli inizi di Empire of the vampire (che ci accompagna da ben cinque anni) o se partire subito in quarta con i miei deliri da brava fangirl. Ho deciso di parlarvi toccando un po’ tutti questi ambiti.
Era il lontano 2021 quando è iniziata l’avventura con questa serie che mi ha subito conquistata e che pagina dopo pagina, libro dopo libro, mi ha portato alla resa dei conti, qui narrata.
Questo libro inizia esattamente dove finisce il secondo e ricalca lo stile da “Intervista con il vampiro” del libro precedente, ma al contrario: qui, un vampiro, Jean Francois intervista un mezzo vampiro, Gabriel, e una vampira, Celene, sorella di Gabriel.
Ho molto apprezzato questa modalità perché mi ha dato la possibilità di avere uno sguardo più ampio sulla storia, di colmare quelle lacune che ci sarebbero inevitabilmente state se avessimo avuto solo il punto di vista di Gabriel.
Questa trilogia non è per tutti, pertanto se siete “anime delicate” che poco sopportano la violenza il mio consiglio è di passare oltre; questa storia è decisamente oscura, piena di odio e di violenza, ma è geniale in questa sua oscurità.
Ritroviamo tutti i protagonisti del precedente libro – adoro Baptiste e Aaron – e li accompagniamo verso l’inevitabile conclusione, verso lo scontro finale. Una lunga “cavalcata” esaltante per raggiungere la meta finale, un tuffo tra combattimenti, assedi e trappole.
Per fortuna, Lachlan con il suo modo di fare e di parlare ha contribuito ad alleggerire un po’ l’atmosfera cupa. Pur intuendo parte del piano che portava allo scontro finale sono rimasta stupita da come l’autore abbia tirato le fila di tutto.
È un genio. Sadico, ma geniale.
Ma…
Ebbene si c’è un “ma”.
Piccolo, che però, in un certo senso, mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca e, per dirlo alla “vampiresca”, vi aspettate di banchettare con del sangue fresco e alla fine vi arriva una sacca stagionata.
Quello che mi ha lievemente delusa è stato il finale, che ho trovato poco coerente con il tono generale della serie. L’ho trovato poco “realistico” e sì, lo so, parlare di realismo in una serie fantasy con i vampiri pare assurdo, ma è così.
Devo comunque fare i complimenti al traduttore, poiché non deve essere stato facile riuscire a trasporre tutti i dialetti e giochi di parole. Gran parte del successo generale per me è da ricondurre alla traduzione.
Concludo parlando anche delle cover dei tre libri, poiché ho particolarmente apprezzato la scelta dei vari colori.
La prima era nera, a rappresentare la cupezza e la mancanza di speranza del protagonista.
La seconda era rossa, a rappresentare la guerra intrapresa da Gabriel, quando è nata la speranza di poter porre fine al giogo dei vampiri.
E, per finire, l’ultima è color oro e simboleggia l’alba di un nuovo mondo, quando la speranza ha raggiunto la sua pienezza.
Consigliato!



Recensione a cura di

Editing a cura di










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