
Da duecento anni ogni donna Darling sparisce il giorno del suo diciottesimo compleanno. Alcune stanno via un giorno, altre una settimana o un mese. Ma tornano sempre distrutte. Oggi compio diciotto anni e la mamma si sta affannando a sbarrare porte e finestre. Non servirà a niente. Perché non appena scenderà la notte, lui verrà per me. E, questa volta, Peter Pan e i Ragazzi Sperduti non mi lasceranno più andare.

Attenzione, prima di proseguire nella lettura sappiate che non vi verrà rimborsato in nessun caso l’acquisto di pannoloni, che siano perché vi siete fatti la pipì addosso per le risate o che vi siate fatti addosso altro perché avete trovato la recensione orrenda.
Un’ultima cosa prima che vi buttiate nella lettura… Anime pie, vi consiglio di fermarvi qui, non proseguite oltre, e non leggete questo libro, perché la mia recensione sarà nei limiti del possibile sullo stesso tono della storia.
Mi sono fatta incantare e imbrogliare dalla trama – brutta trama, cattiva trama, non si fa, non si dicono le bugie – ero convinta di immergermi in una versione dark di Peter Pan, una versione con un Peter cresciuto e oscuro e dominante, già sentivo le ombre allungarsi e gli schiocchi di una frusta sibilare nell’aria… Invece…Invece mi sono trovata a leggere una versione hard, ecco a voi Peter Porn (questa l’ho rubata a un’amica, l’ho trovata perfetta): ci sono Peter e i ragazzi sperduti decisamente cresciuti, che sono il tipico caso di CBCR (cresci bene che ripasso); lui è abbastanza oscuro e abbastanza dominante, violento sì, ma niente frusta. In compenso c’erano tanti bastoni ehehehe.
“Chi ben comincia è a metà dell’opera”… Avrei dovuto fare tesoro di queste parole, perché sono state profetiche!
La storia inizia con la nostra protagonista, Winnie (non so voi ma io ho subito pensato all’orsetto, anche se visto le caratteristiche della protagonista l’autrice avrebbe dovuto chiamarla Pimpi come l’amico porcellino di Winnie the Pooh), mentre si dà da fare sul sedile anteriore di un suv. Ma insomma, dai, lo sanno tutti che il sedile posteriore è più comodo… Da lì in poi sarà un crescendo: viene rapita da Peter, un pezzo di marcantonio dall’aria tenebrosa, portata su un’isola dove si ritrova circondata da altri manzi, ehm volevo dire altri marcantoni tenebrosi e l’unica cosa che riempie il suo cervello per gran parte del tempo è come farsi un giretto su ognuno di loro. (Oddio, dalle torto ma…). Ebbene sì, non passa pagina che lei non pensi al sesso o non lo stia facendo; la ragazza è di larghe vedute e non importa se Peter e i suoi sgherri non la vogliono toccare, qualcuno si trova sempre. Winnie, da noi si dice “basta che l’arfia” che tradotto vuol dire basta che respiri.
La caratterizzazione della protagonista è non pervenuta!
Se la caratterizzazione della protagonista femminile è praticamente ridotta all’osso, quella dei personaggi maschili è allo stesso livello; diciamo che ho avuto l’impressione di avere a che fare con una gang modello moschettieri, per il detto “uno per tutti e tutti per uno”, anche se nel loro caso sarebbe più corretto dire “una per tutti e tutti per una”. I gemelli Kas e Bash sono molto ma moooolto interessanti, e anche Vane. E tutti, dico tutti, sono attratti da Winnie: ah, sti giovani pieni di ormoni…
La storia si basa sulla ricerca di quanto è stato rubato a Peter, che lui rivuole indietro, questione di vita o di morte, e solo le Darling possono aiutarlo nella ricerca; ecco perché le rapisce a ogni diciottesimo compleanno (V.M.18). Ma attento, Peter, qualcuno di cui ti fidi, o di cui magari non ti fidi ma ti tocca fidarti, non ti sta davvero aiutando…
L’autrice getta qui e là diverse informazioni interessanti, così interessanti da spingerti (madoo sto povero verbo è stato davvero usato tanto ma tanto in questa storia) a proseguire nella lettura. Si vuole scoprire cosa è stato sottratto a Peter, se non altro per dare un senso a tutte le scene hard che ti sei sorbita. Finalmente si scopre dove si trova l’oggetto del desiderio, quindi Peter, Pimpi, ehm scusate, volevo dire Winnie, e tutti i ragazzi Sperduti, Vane, Kas e Bash, partono per la missione di recupero. Arrivano sul posto e vi trovano una squadra di …gnomi! Cioè, fatemi capire, colui che ha derubato Peter Pan manda degli gnomi a proteggere il tesoro? Sono andata a cercare su Google la definizione di gnomo e parla di figure la cui altezza raggiunge al massimo 30 cm, in alcuni casi vengono definiti un poco più piccoli dei loro cugini nani… Vabbè cambia poco, Peter e company arrivano e si trovano a ingaggiare un combattimento con questi gnomi. Ora Peter e gli altri sono alti 190 cm (minimo) e gli gnomi, fossero anche i rappresentanti più alti della loro razza, sono al massimo la metà. Ci credo che Peter e gli altri a fine duello fossero stanchi morti, non è per nulla comodo combattere piegati a novanta, la schiena ti deve fare un male cane dopo un po’. E gli gnomi… sicuri di stare bene? Ingaggiate un duello con gente incacchiata da morire perché gli avete portato via qualcosa, e soprattutto che è il doppio di voi… ma non era meglio se prendevate l’oggetto e vi davate alla fuga? Bah, contenti voi di lasciarci le penne…
Peter e gli altri tornano all’isola, e… E niente, finisce tutto così.
Ci sono evidenti buchi di trama che l’autrice si è dimenticata di riempire, ed è un vero peccato perché il potenziale di questa storia era altissimo purissimo levissimo! Le pagine non sono molte da leggere e non sapevo se gioire di questo o esserne rattristata, perché magari con qualche pagina in più l’autrice avrebbe potuto integrare la storia, ma d’altra parte, visto l’andazzo, avrebbe potuto inserire altre scene di sesso.
Sono davvero curiosa di leggere i seguiti, ebbene sì, nonostante tutto l’autrice è riuscita a incuriosirmi abbastanza da voler andare avanti per vedere cos’altro si sarà inventata. E poi deve ancora entrare in scena Uncino, chissà se Winnie riuscirà a conquistare anche lui!
È un libro che si legge in un soffio, lo si divora nonostante tutto, l’importante è non avere alte aspettative, e non fidarsi della trama.
Buona lettura.


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