La vita nella prateria non è mai stata facile, ma ora Oestend stessa sembra determinata ad autodistruggersi.
♦Traduzione a cura di Rita Demaria.
Triskell Edizioni – acquistabile qui ♦

Esiliato dal BarChi dall’uomo che ama, Dante Pane deve trovare il modo di rimettere in piedi la propria vita e ricucire i brandelli del suo cuore spezzato. Incapace di amare le donne, terrorizzato dall’idea di amare gli uomini, Dante non vuole altro che un po’ di pace.
Ma a Oestend non c’è pace che tenga.
La nuova casa di Dante puzza di morte, l’uomo non riesce a tenere in riga i propri aiutanti, e la nuova cuoca sembra aver preso possesso della sua dimora. Come se non bastasse, strani avvenimenti cominciano a imperversare per la prateria: animali morti, clima impazzito e voci portate dal vento. Dante è determinato a resistere, ma presto gli diventerà chiaro che la posta in gioco è molto più alta del suo ranch. L’intera Oestend è a rischio, a meno che qualcuno non rimetta le cose a posto.
Con l’aiuto dei suoi fedeli aiutanti, Frances e Simon, e gli sforzi di vecchi e nuovi amici, Dante lotterà per la propria vita, la sua casa e il cuore della persona che ama.

Siamo di nuovo a Oestend. Avevamo lasciato Aren e Deacon al BarChi dove avevano risolto la loro situazione e dato sicurezza ai loro aiutanti. Ma la prateria è ancora nemica dell’uomo e la vita è rimasta dura e difficile.
Dante, che abbiamo conosciuto nel primo libro e di cui ricordiamo alcuni comportamenti non condivisibili, lavora per tenere in piedi uno degli altri ranch, segnato dalla tragica morte delle persone che lo abitavano a causa degli spettri.
Lo conosciamo a fondo e capiamo quali sentimenti lo avevano spinto a cercare di interferire nell’amore tra Deacon e Aren. Entriamo nel suo cuore, lacerato da un profondo senso di inadeguatezza dovuto al rifiuto della sua vera natura da parte di suo nonno e suo padre quando era solo un adolescente. Sentiamo il suo dolore per la perdita del fratello.
Sì, comprese, era davvero tanto egoista. Non sempre, almeno così sperava, ma quando si trattava di Deacon sì. Una volta perso lui, si era volatilizzato anche ogni senso della misura. Si era seduto in quella capanna, sperando di morire, e anche se si era chiesto chi l’avrebbe trovato, non aveva mai pensato a quanto suo padre avrebbe sofferto per la sua morte, o suo fratello, o Tama. Voleva davvero caricarli di un tale fardello, in nome suo?
Ma capiamo anche quanto sia fondamentalmente una brava persona, che non lascia che nel suo ranch si compiano abusi verso nessuno.
Al suo fianco ritroviamo altre figure note, in particolare Frances, in grado di essere forte quando necessario, ma di natura dolce e gentile, e Simon, affidabile aiutante. Incontriamo di nuovo anche Tama, la misteriosa Olsa, Alissa e Jeremiah oltre che, ovviamente, Aren e Deacon.
In più conosciamo Cami, dall’aspetto esile, ma decisa, che prende il controllo della cucina e delle incombenze femminili senza farsi spaventare dai modi bruschi di Dante. Solare e misteriosa allo stesso tempo, Cami incuriosisce fin da subito. Vittima di un passato difficile desta immediatamente le simpatie del lettore.
Fissava l’armadio traboccante di vestiti, sorridendo come se fosse la cosa più fantastica che avesse mai visto, gli occhi sgranati ed eccitati come quelli di una bambina. Era incredibile che non lo avesse ancora spinto di lato per buttarsi sui vestiti. Gli venne da ridere. «Tama diceva sempre che per arrivare al cuore di una donna bisogna passare dal suo armadio. Che gli uomini cercano da sempre di strappare i vestiti di dosso alle donne, peccato che non si rendano conto che il modo più rapido per farlo è farglieli indossare, prima.»
Ed è come un’energia nuova che alimenta il ranch.
«Penso che dovresti chiamarlo Brighton.»
Dante stava giusto per tirarle addosso il rocchetto. Si stava chiedendo se sarebbe stato maleducato mirare alla testa, ma le sue parole lo bloccarono di colpo. Rimase pietrificato, il braccio all’indietro.
«Brighton?»
«Ha due funzioni, no? Prima di tutto, per onorare tuo fratello, e poi suona anche bene, non trovi?» Gli sorrise timidamente. Aveva le guance imporporate, e Dante capì che aveva paura di come avrebbe reagito. «Brighton,» ripeté Cami, come se stesse assaporando la parola. «Sa di sole. E di felicità. Fa pensare a un posto in cui alla gente piacerebbe vivere.»
Ma intorno a loro la natura sembra rivoltarsi. Misteriose morti degli animali ed eventi atmosferici devastanti, e inspiegabili, mettono a dura prova gli abitanti della zona. Non ne è afflitto solo il ranch di Dante, ma tutti, con la sola esclusione del BarChi.
Quale misteriosa forza li sta attaccando? Qual è la strada per sconfiggere definitivamente le entità ostili che sembrano voler cacciare gli umani dalla prateria?
Per capirlo i personaggi dovranno fare i conti prima di tutto con loro stessi, mentre le coppie nascono anche se spesso non in modo semplice.
Qui non posso andare oltre, le coppie che si formano dovete scoprirle leggendo il romanzo, perché qualunque anticipazione rovina una sorpresa che si rivela quasi a metà libro. Una sorpresa che apre la strada a considerazioni ancora più toccanti del primo romanzo della serie.
Già da subito, con le riflessioni di Dante su se stesso, la Sexton colpisce a fondo come ha dimostrato di sapere fare nel meraviglioso primo volume, ma in questa storia altri aspetti vengono posti all’attenzione del lettore, in un percorso che i personaggi devono fare superando senso di inadeguatezza, gelosie, rabbia, e imparando a perdonare e a perdonarsi.
Per la prima volta in vita sua, Dante si trovava esattamente con la persona giusta al momento giusto.
I Salvatori di Oestend non è solo una storia d’amore. Soffrirete per eventi che vi travolgeranno, facendovi temere per il peggio, rimarrete incantati nell’incredibile finale, passionale, emozionante, ma soprattutto carico di significati profondi.
Marie Sexton ci accompagna nella sua affascinante prateria con il consueto tocco irresistibile, in grado di arrivare a toccare corde profonde con la massima semplicità, e far stringere il cuore, costringendoci a non smettere di leggere, ma mai diventando eccessiva o patetica. Non ha bisogno di questi trucchi per fare la sua magia.



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