Angel Undone.
Quixote Edizioni, acquistabile qui.

L’Arcangelo Michael è stanco. Ha combattuto guerre e cacciato suo fratello Lucifer dal Paradiso prima che i secoli bui ritornassero. Il suo ruolo di protettore di Israele ora comprende tutta l’umanità, e mentre svolge perfettamente il suo lavoro, c’è poca gioia personale nella sua vita.
Fino quando, una notte, in un bar incontra Asher.
Michael non è sicuro di cosa lo attiri nel vulnerabile e autoironico Asher, ma qualcosa nel suo cuore riservato, nei suoi sorrisi gentili e la conoscenza enciclopedica dei fiori lo attira in un modo che non può essere negato. Peccato che l’amore non faccia parte della sua missione.
Di fronte a un’eternità di perfetta sottomissione all’autorità di Dio, un impulso di ribellione si agita in Michael. Domande sul libero arbitrio, vocazione angelica e il ruolo dell’amore e della lussuria richiedono risposte che potrebbero costare a Michael il suo posto in Paradiso.

«Vai a scuola? O hai un lavoro?»
«Lavoro per mio padre,» dice Michael. «Gestisce un business piuttosto grande, una cosa globale, molto corporativo. Molto noioso.»
Da questa battuta potete comprendere la sottile ironia intrecciata a gran parte dei dialoghi di questa novella, che narra la bellissima imperfezione dell’Arcangelo Michael: sceso sulla Terra per lavoro, il suo compito è quello di aiutare un umano infelice e smarrito ad abbracciare la sua vera natura e decidersi a vivere la vita che merita. Avrebbe dovuto essere l’avventura di una notte, simile a moltissimi altri incarichi svolti da Michael nel corso dei millenni, ma tra le braccia di Asher l’angelo trova qualcosa che non si aspettava e che lo cambierà per sempre.
Michael sospira, ammettendo mentalmente che la ‘salvezza’ di cui parla suo Padre cambia da un giorno all’altro e spesso da persona a persona. Ha rinunciato a cercare di seguire la logica di suo Padre, o come tende a definirla, i suoi capricci, tanto tempo fa.
L’amore che nasce tra l’angelo e l’umano va ad alimentare l’insoddisfazione e la stanchezza cresciute nel
corso del tempo dentro Michael, che arriva al punto di mettere in discussione se stesso e l’incarico che svolge per conto del Padre. Tra i due protagonisti, lo spazio maggiore viene lasciato all’approfondimento psicologico di Michael, mentre Asher è più che altro la miccia che serve alla sua passione per accendersi.
Cosa c’è in questo triste e dolcissimo uomo che vive la sua vita infelice, non diversamente da milioni e milioni di altre creature del Padre, che suscita in Michael molte più emozioni di quanto dovrebbe? Pensa a quell’espressione umana, che parla di cose che entrano sottopelle.
Altro personaggio importante è Lucifer, l’angelo caduto, fratello di Michael. Attraverso le conversazioni tra i due fratelli vengono analizzate le tematiche più profonde della novella, come la questione del libero arbitrio e la vera natura della tentazione. Provocatorio com’è giusto che sia, Lucifer rivela un lato quasi fragile dietro la spavalderia di certe affermazioni, lasciando intuire di sperare che il Padre continui a interessarsi a lui in qualche modo, nonostante le loro strade si siano separate moltissimo tempo prima.
«Così ti ha mandato di nuovo in tentazione. Pensi davvero che ti salverà dal male?»
Michael non lo guarda. Lucifer ridacchia. «Oh, adesso capisco. Non vuoi che ti salvi, ma non riesci a comprendere il motivo per cui ti ha mandato. Pensi ancora che al Padre importi. Oh, Mike. È tutto un gioco per lui. Un testo. Passerai? Fallirai? Ti scaccerà o ti prenderà tra le sue braccia grandi, forti e indulgenti e ti dirà che va tutto bene? Che puoi andare a scopare il tuo amichetto umano quanto vuoi, perché sa quanto sia bello?»
Dovere o amore? La scelta di Michael sarebbe più semplice se non implicasse anche una caduta simile a quella di Lucifer.
Alla fine, questa novella si rivela una lettura stuzzicante, perché oltre al lato puramente romantico pone quesiti esistenziali che potrebbero riguardare chiunque, prima o poi nella vita.


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