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Dopo aver perso sul campo il suo partner lavorativo, Edward Davis guarda la vita con occhio cinico e la affronta a muso duro, passando le sue giornate tra lavoro e incontri occasionali con ragazzi più giovani, che non lo mettano in condizione di impegnarsi.
Nel bel mezzo di un caso complicato, viene piantato dall’ennesimo collega, che viene sostituito dal figlio di un politico, appena approdato alla sezione omicidi. Dopo l’iniziale diffidenza, il detective dovrà ammettere che David Briggs è molto di più del raccomandato che credeva e che i meriti sul campo non sono l’unica attrattiva dell’uomo.
Lo svolgimento delle indagini prosegue a pari passo con la crescente attrazione tra i due, fra incomprensioni e momenti di estrema vicinanza.
Come l’acciaio e l’oro del distintivo che portano, i due si scopriranno opposti e complementari.
Ma il detective Davis capirà la forza di questa nuova unione quando sarà sul punto di perdere Dave e si getterà al salvataggio del collega.
La circostanza estrema riuscirà a scuotere le sue convinzioni e predisporlo più positivamente verso un’eventuale frequentazione. Non una vera e propria relazione, ma qualcosa che gli si avvicini molto.

Attaccarsi a qualcuno significava solo soffrire perché tutti, prima o poi, se ne sarebbero andati.
Edward Davis è stato segnato dalla crudeltà della vita; è un uomo scontroso, asociale, incapace di sorridere, estraneo ai rapporti semplici e piacevoli che si possono creare sul luogo di lavoro e nella vita privata. Concede il suo corpo ogni notte ad uno sconosciuto diverso di cui, il giorno dopo, non ricorda nemmeno il volto e il nome.
Da quando Nate, il suo vecchio partner, è morto, Edward ha fatto fuggire così tanti colleghi che il suo superiore non ne può più. David Briggs è la sua ultima occasione.
David è solare, positivo, socievole e sempre ben disposto verso chi lo circonda. È il figlio di un famoso politico e, diversamente da quel che tutti pensano, ha guadagnato con impegno e sudore il posto che gli è appena stato assegnato.
“Io mi occupavo di dirigere le operazioni” spiegò. “Dalla Centrale operativa.”
“Ah, ecco; un burocrate del cazzo. Il tuo lavoro non c’entra niente con il mio,” sentenziò, senza lasciarlo finire. “Qui non siamo in ufficio, comodi alla scrivania dove papino ci ha relegato.”
L’inizio non è semplice; i due uomini fanno scintille e non in senso positivo. Edward coglie ogni minima opportunità per riprendere e sminuire il nuovo partner, David lascia correre finché riesce a sopportare e ribatte quando ne ha occasione.
Lentamente, facendo ogni volta due passi avanti e uno indietro, i due iniziano a trovare una certa sintonia. Il caso che stanno seguendo li avvicina e li costringe a passare insieme molto del loro tempo; imparano a conoscersi e ad apprezzare la reciproca compagnia, si stuzzicano a vicenda, si lasciano andare, sotto l’effetto dell’alcol, ad un piacere di cui non hanno poi il coraggio di parlare.
La disperazione lo spinse ad afferrarlo per la nuca, incurante delle dita che si invischiarono nel sangue che usciva dalla ferita, per attirarlo a sé e ficcargli di prepotenza la lingua in bocca.
L’avrebbe baciato all’infinito, senza più riprender fiato.
Per la propria incapacità di coinvolgersi in qualcosa di impegnativo aveva rischiato di perderlo, e la cosa gli appariva inaccettabile.
Solo quando si è sul punto di perdere qualcuno ci si accorge di quanto questo sia importante, giusto?
Anche Edward, così cinico e all’apparenza privo di sentimenti, alla fine dimostra di avere un cuore e di saperlo usare.
Il testo è ben scritto e la lettura è scorrevole.
I personaggi sono piacevoli e ben delineati anche se l’accoppiata di agenti asociale/benvoluto e odioso/estremamente amabile è ormai un classico ripreso fin troppe volte.
Talvolta si capisce a fatica quale dei due protagonisti narra le vicende perché il nome (David) e il cognome (Davis) sono simili e le abbreviazioni di Edward in “Ed” all’inizio della frase mandano in confusione.
Una cosa non ho apprezzato in modo particolare: all’inizio si fa riferimento ad un vecchio amore di David, un ragazzo marginalmente presente per tutto il libro che il detective afferma di amare ancora alla follia nonostante le problematiche che vengono spiegate. L’ho vissuto come una falsa speranza, personalmente mi sono subito sentita partecipe di questo amore contro le “barriere”, che invece viene messo da parte dimostrando di non essere poi così forte e importante come era stato descritto. È chiaro che viene citato per spiegare alcune scelte ma, personalmente, mi ha lasciato l’amaro in bocca.
L’aspetto poliziesco è spiegato nei particolari con maestria, le descrizioni non sono eccessivamente macabre e la caccia all’assassino occupa gran parte del romanzo lasciando in secondo piano la relazione tra i due uomini che è solo accennata.
Spero di poter leggere presto un seguito per scoprire come evolve la situazione tra Edward e David.


Recensione:

Editing:










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