Buondì, Feelers!
Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Michela Monti per un’intervista esclusiva!
Buona lettura!

Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?
La mia vita viene influenzata dalla scrittura, la mia e quella degli altri autori, moltissimo. Ci sono momenti in cui ho bisogno di leggere e mi rifugio negli autori che amo. La mia scrittura è influenzata dalla mia vita, perché sono cresciuta in un modo molto inquadrato, quindi poca descrizione, dialogo, elementi romantici il giusto. Ci sarà sempre una parte thriller, una gialla, un morto (almeno uno che ci sta sempre bene!).
Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere?
Ho iniziato a scrivere prestissimo, se si può considerare scrivere i testi di canzoni che poi obblighi tua madre a cantare. Poi leggendo la saga di Twilight e mi sono fatta prendere così tanto dalla storia, da quella magia di fondo, che mi ha portata a voler continuare la storia di alcuni personaggi in una fanfiction. Mi sono resa conto che erano più di 270 pagine e con alcune considerazioni sono arrivata poi a scrivere 83500.
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?
Più ispirata dipende, può esserci qualsiasi cosa che accende la lampadina e ti dà l’incipit. Il momento in cui è più facile è la notte, perché durante il giorno ci si distrae con i social, messaggi o la telefonata alla quale non puoi dire di no, e ti perdi. La sera mi concentro di più e butto giù anche tre capitoli a notte.
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.
Testarda, orientata, curiosa. Per descrivere 83500: poco classificabile per il genere, asciutto di descrizioni, emotivo e ansiogeno.
Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?
Mi fa strano, stranissimo, ma davvero bello. Mi mette ansia, perché quando scrivi alla fine consegni una parte di te, anche se è la storia della protagonista, in qualche modo hai paura di quello che possano pensare gli altri, ma d’altro canto è bello.
Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?
Da quello che mi hanno detto i lettori, 83500 non è un libro facilissimo perché non è lineare, ci sono salti temporali e realtà diverse. In alcune parti della lettura hai sensazione di perdertele, ma in realtà verranno svelate nel seguito, come la nascita del personaggio di Gabriel.
Intervista a cura di:

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