Buondì, Feelers!
Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Laura Manea per un’intervista esclusiva!
Buona lettura!
Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?
La scrittura per me è equilibrio. Quando scrivo sono me stessa, posso finalmente dare forma a ciò che immagino, manipolare i pensieri fino a trasformarli in parole. La cosa più sorprendente è che, attraverso la stesura, conosco di più me stessa, i miei limiti; spesso trovo il modo di superarli proprio pensando a come sbrogliare le matasse di una trama. Credo quindi di poter dire che la scrittura ha una grande valenza positiva nella mia vita.
Purtroppo, come tutti, ho dei limiti di tempo che mi permettono di dedicarvi solo un’ora la settimana. Faccio tesoro di quei minuti, considerandoli un dono e un ristoro nei confronti del mondo.
Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere?
Ho cominciato a scrivere da bambina perché, avendo una mente sempre al lavoro, sentivo la necessità di concretizzare i miei pensieri. I mondi fantastici sono un po’ la colonna portante dei miei voli pindarici, così ci gioco sopra. Mi diverto a cambiare la realtà, a costruire mondi paralleli dove posso vivere mille vite diverse.
Il mio primo racconto si svolgeva in un territorio punteggiato di vulcani, dove un piccolo guerriero combatteva contro i draghi. Poi ho scoperto che farglieli cavalcare era molto più divertente!
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?
Di solito scrivo quando sono sola, senza distrazioni. La mattina e il primo pomeriggio sono i momenti ideali, poi continuo a elaborare la storia durante il resto della giornata. Capita spesso di essere talmente concentrata su un dialogo che si sta svolgendo nella mia testa che non mi accorgo nemmeno di quello che sto facendo. Ho rimediato un buon numero di scottature, in questo modo!
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.
Credo di potermi descrivere come sognatrice, forse dolce, un po’ troppo romantica.
Con “Emma” ho voluto comunicare la necessità di crescere, di superare i propri limiti e, soprattutto, di gestire l’ego e vedere oltre ciò che esso mostra.
Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?
Devo dire che non me l’aspettavo proprio. Dopo la prima pubblicazione, “Luna”, qualcuno si è incuriosito. Con “Emma” ho raggiunto un risultato che davvero non mi aspettavo. Sono felicissima che sia stato apprezzato. Soprattutto, mi fa sentire bene sapere che il messaggio sia arrivato. La crescita di Emma è un po’ anche la mia e, da quanto ho capito, di molte delle persone che l’hanno letto. Ricevere critiche positive è sempre galvanizzante, mentre quelle negative ma costruttive sono utili per migliorare. Non posso che ringraziare chi, anche con un semplice messaggio, ha voluto condividere le sue emozioni con me.
Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?
Sto lavorando a un fantasy che, nelle intenzioni, è il primo di una serie. La protagonista è una ragazza che dopo un evento traumatico scopre che nel suo mondo niente è come appare. La sua vita subisce un cambiamento radicale che le presenta solo due scelte: lasciarsi dominare oppure fuggire.
Per quanto riguarda i progetti futuri, ho cominciato a lavorare alla trama del secondo volume e… a un qualcosa che è davvero troppo dolce per essere pubblicato! XD
Intervista a cura di:

Editing a cura di:










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