
Dopo aver portato alla luce un caso di sfruttamento della prostituzione (Donne nel vento), Hannah Weybridge, giornalista freelance e madre single, rimane coinvolta in un terribile indagine per omicidio quando la sua amica, Liz Rayman, viene trovata con la gola tagliata nel suo studio dentistico.
Con pochi indizi a disposizione e un delitto apparentemente privo di movente, Hannah si getta a capofitto nella ricerca dell’assassino e delle ragioni che lo hanno spinto a compiere quel gesto efferato. Così facendo, però, si troverà a rischiare la sua stessa vita…

– La prima cosa che la colpì fu la puzza. Le diede la nausea. Un insieme di odori, sostanze chimiche e il sentore metallico del sangue, amalgamati in un’unione diabolica. Un’unione che minacciava di farla vomitare. Si premette un fazzoletto sul viso, cercando di tenete sotto controllo il proprio respiro e la voglia disperata di scappare dalla stanza.
Man mano che i suoi occhi si abituavano all’oscurità, mise a fuoco il caos: la sedia rovesciata, il bicchiere rotto, il contenuto della valigetta di Liz sparso sul pavimento.
Poi la sua mente prese consapevolezza di ciò che il cuore non voleva accettare: il corpo inerte di Liz, abbandonato sulla sedia da dentista improvvisata.
Riuscì a compiere i quattro passi che la separavano dal cadavere, e dall’assoluta certezza che Liz Rayman fosse morta. –
A pochi mesi dall’orribile vicenda di sfruttamento violento della prostituzione che l’aveva coinvolta (Donne nel vento), Hannah scopre che la sua migliore amica, Liz Rayman, è stata orrendamente uccisa.
Un omicidio brutale, in una chiesa, una clinica improvvisata in cui Liz prestava la sua opera di dentista pro bono.
Hannah è sconvolta e addolorata e, coinvolta anche dalla famiglia di Liz, decide di fare luce sui segreti dell’amica; segreti che si rivelano sempre più intricati e numerosi.
Perché Liz aveva deciso di abbandonare il lussuoso studio medico in cui lavorava per andare dapprima in Somalia con una ONG e poi, dopo un repentino ritorno, dedicare parte del suo tempo ai senzatetto della città?
Dov’è finito il padre scomparso di Liz?
Chi è il padre del bambino che l’amica aspettava?
Al dolore della perdita, Hannah aggiunge il dolore dello scoprire che la sua migliore amica le nascondeva molte cose. Inoltre è sola. Dopo essersi illusa che con Tom Jordan potesse davvero esserci qualcosa, lui ha deciso di trasferirsi per sei mesi a New York, perché? E perché, dopo averle abbandonate senza rimorso, Paul, il padre di sua figlia, fa una improvvisa ricomparsa nella vita di Hannah?
I segreti si celano ovunque e Hannah, con una determinazione fatta di dolore e qualche rimpianto, è decisa a scoprirli. E va avanti, fino alla fine, fino a mettere a rischio, ancora, la sua stessa vita.
Questo secondo capitolo delle indagini della giornalista e madre single Hannah Weibridge mi ha catturata. Ho divorato le pagine, via via che la faccenda si complicava sempre di più, ho sofferto della sua solitudine, della sua paura. Ho compreso i suoi dubbi, ho compreso la sua determinazione, mi sono posta le sue domande. Hannah, dopo la vicenda narrata nel primo volume, è cresciuta, ha fatto chiarezza, è pienamente responsabile della sua vita e di quella della sua bambina, è indipendente e decisa. Certo, le manca l’uomo a cui ha dato il cuore, non capisce perché lui abbia deciso di andar via. È spaventata e, dopo la precedente indagine, non è davvero ancora al sicuro, ma va avanti. Deve sapere, deve capire.
Il male è sempre in agguato, le donne lo sanno, Hannah lo sa, e per se stessa e per sua figlia decide di non fermarsi.


Recensione a cura di:

Qui la recensione del primo romanzo della serie.
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