Quixote Edizioni – Acquistabile qui

Cenere alla cenere, polvere alla polvere, e tutta quella merda lì.
Avevo ucciso.
Avevo sacrificato.
Colpevoli e innocenti.
Conoscevo il sangue e conoscevo la violenza. Ma non avrei mai immaginato che avrei conosciuto l’amore. Mia Ryder era una donna da amare.
Da venerare.
Da reclamare.
Da ora e per sempre, ogni singolo giorno.
Se c’era qualcuno per cui andare all’inferno e tornare, era lei. Anche se significava andare in guerra contro… mio fratello.
Seguito di “Strada verso il nulla”

Quando ho terminato la lettura del libro precedente, Strada verso il nulla, ero a dir poco entusiasta. Creed è un gran personaggio, il finale era da infarto e tutto lasciava presagire nuove dosi di dolore che la Robinson avrebbe inflitto al suo protagonista.
Be’…questo libro non è all’altezza del precedente. È impostato in modo totalmente diverso: la voce narrante della protagonista della vicenda, Mia, e le cose viste dal suo punto di vista non riescono a colpire con la stessa intensità. L’autrice scaraventa anche su di lei la sua buona dose di crudeltà ma non riesce a ottenere lo stesso effetto empatico di quando a viverle è Creed. Il libro rialza la testa quando è lui a prenderne in mano le redini.
Per una buona metà sembra di vivere, nonostante una situazione di pericolo e violenza, immersi in un muffin alla crema rosa dove anche i duri ryders sono snaturati dal loro ruolo di cattivi e violenti, mentre la Robinson sciorina tutte le emozioni stucchevoli di Mia incinta della sua bambina; Creed si trasforma così in un perfetto cavalier servente con Noah che ricopre il ruolo di padre.
Il finale epico del primo romanzo si sgonfia nelle prime pagine con una soluzione che avrà un senso solo a fine libro facendo perdere molto pathos.
Oh, il dramma arriverà e aprirà le porte a eventi che metteranno i due fratelli in conflitto estremo, lasceranno una Mia alla ricerca di se stessa, una se stessa che si è persa e faticherà non poco a riscoprirsi, a riprendere in mano il filo della propria vita. Il personaggio, nonostante tutto, non riesce a emozionare e coinvolgere come gli eventi hanno il potenziale di fare, è come se tutto quello che coinvolge Mia fosse vissuto con distacco, su un piano diverso, quasi da spettatrice. È una scelta questa che non condivido: dover attendere le rare apparizioni di Creed per riportare il lettore nella vicenda mi pare forzato.
Non vi racconto i fatti perché colpi di scena ce ne sono e alcuni inaspettati, ma sappiate che il libro cambia ritmo e intensità abbondantemente dopo la metà. Troveremo i due fratelli prendere decisioni che segneranno le loro vite, modificheranno destini apparentemente già scritti, segno che il karma ha un enorme potere, trascinandosi verso un finale che cerca di cancellare parte delle tragedie vissute e anche questo mi ha fatto storcere un po’ il naso.
Resta quindi un libro dove il rosa prevale sul nero, snaturando l’impronta che era stata data inizialmente. Certo soddisferà chi cerca il lieto fine, ma a parer mio si sono perse possibili ottime pagine.
Aspetto il libro di Noah sperando di ritrovare la giusta dose di tragedia.


Recensione a cura di:

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