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L’avvocato divorzista Clayton Reynolds è un cinico felice che crede nel duro lavoro e nelle avventure di una notte. Crede anche che essere un ottimo avvocato significhi non dover mai più tornare al miserabile parcheggio per roulotte in cui è cresciuto e che fare volontariato in un rifugio per donne maltrattate serva a placare la sua coscienza che, di tanto in tanto, viene a tormentarlo. Così, quando Nadine Graham arriva con un braccio rotto e un figlio che desidera disperatamente proteggere, Clayton non può rifiutare la sua richiesta di aiuto.
Accettare il caso significa rivolgersi all’investigatore Chiamami-Kelly-e-basta. Il che non sarebbe tanto male, se Kelly non fosse un inguaribile romantico… nonché l’uomo più sexy che lui abbia mai incontrato.
Kelly ha sempre avuto una cotta per l’inarrivabile Clayton Reynolds e acconsente ad aiutarlo, anche se è già parecchio impegnato ad accudire il figlio del fratello rimasto vedovo.
Quando il caso di Nadine si fa pericoloso, i due uomini, all’apparenza agli antipodi, sono costretti a collaborare, scoprendo così di avere moltissime cose in comune… ma risolvere il caso e salvare la vita di Nadine potrebbe costare caro a Kelly.

Avevo già letto dei libri di TA Moore, un fantasy distopico e un romance molto ironico, e devo confessare che mi ha stupito la sua bravura nello spaziare da un genere all’altro: “Sotto gli occhi” è un romance con una forte componente suspense, una trama investigativa che coinvolge il lettore e lo tiene in costante tensione, svelandogli particolari a ogni pagina e stupendolo a più riprese. La parte puramente romantica della storia è inferiore per numero di pagine dedicate ma non per questo meno potente, perché il bisogno nudo e sincero che i due uomini esternano si traduce in gesti passionali e tocchi di una dolcezza stupefacente, descritti con lo stile diretto ed elegante che caratterizza tutti i libri di TA Moore. Tutto questo senza smarrire una certa dose di ironia intrecciata alle battute dei personaggi, persino nei momenti più drammatici; un ottimo modo di alleggerire la sofferenza di alcune situazioni e dei rapporti familiari gravosi che caratterizzano entrambi i protagonisti.
Kelly rise: un brontolio allegro, basso e ruvido. E Clayton provò quasi il desiderio di allungare le mani per sentirne il calore. Era un suono schietto e felice, senza bordi taglienti né secondi fini, un invito a partecipare al divertimento. Clayton aveva sentito quella risata per la prima volta in ufficio e, che quell’uomo trasandato dai capelli scuri fosse il suo tipo oppure no, aveva deciso che, se Kelly aveva anche solo una leggera inclinazione all’omosessualità, lui se lo sarebbe fatto.
Ma a Kelly non piacevano i rapporti occasionali, mentre lui era interessato soltanto a quelli. Ancora ce l’aveva con l’universo per aver dato una risata come quella a un uomo che lui non poteva avere.
Clayton e Kelly sulla carta sono agli antipodi, non sono simili e non cercano le stesse cose nella vita: il primo rifugge qualsiasi legame, e anche il minimo accenno di famiglia, a causa di un’infanzia traumatica che trapela tramite i suoi pensieri, scorci brevi che spuntano quando meno te lo aspetti e permettono di capire il suo modo di pensare; il secondo, invece, si innamora fin troppo facilmente ed è disposto a sopportare di tutto da un a famiglia che forse non lo merita.
“Tienimi questa un minuto.”
Quando Clayton afferrò la bottiglia, Kelly lo baciò: gli prese il viso tra le mani, con le dita irruvidite dai calli, si chinò su di lui e premette la bocca sulla sua, con forza e desiderio. Fu un bacio spontaneo, tutto barba e labbra soffici. E appassionato. Kelly non era uno che si risparmiava per poter salvare la faccia in caso di rifiuto.
Clayton si sentì seccare la gola. Una smania si insinuò sotto la sua pelle, facendolo fremere per il desiderio di essere accarezzato. Sentì l’uccello irrigidirsi dentro i pantaloni e una pulsazione sorda e bramosa al perineo.
Lo baciò anche lui, una volta. Sferzò ruvidamente le labbra di Kelly con le proprie, poi si tirò indietro. Bevve un sorso di birra e appoggiò la testa al muro.
“Stavo per farlo io,” ammise.
“Lo so,” rispose l’altro. Gli rivolse un sorriso lento e colmo di pigra derisione, che fece increspare la pelle agli angoli dei suoi occhi e gli incise rughe non troppo profonde attorno alla bocca. Quel sorriso sembrava avere un sapore tutto suo, simile al miele o alla luce del sole. “Ma ho pensato che tu ci avresti impiegato tutta la notte.”
“Cercavo di sedurti.”
Kelly annuì con aria pensosa. “Ah. Bene, ha funzionato.”
Kelly è romantico e ironico, con la battuta sulle labbra anche quando sta subendo un pestaggio; è un uomo che nasconde molto dietro il sorriso e la generosità di ogni suo comportamento. Ultimo nato in una numerosa famiglia irlandese, l’unico a non fare il poliziotto perché “è troppo basso” (ma poi si scopre che non esistono limiti di altezza nel dipartimento), tutti i suoi fratelli portano il nome di un poeta romantico ma lui non è disposto a svelare il proprio: sono molti i motivi per affezionarsi a lui. Mi sono piaciute la tenerezza con cui si occupa del nipote neonato, la schiettezza nel dichiarare i suoi desideri, la vulnerabilità che emerge quando ha a che fare con i suoi familiari, la passionalità con la quale si prende Clayton a dispetto di qualsiasi logica.
Allo stesso modo ho amato il cinico e disilluso Clayton, che vede morire l’amore ogni giorno in ufficio, un divorzio dopo l’altro, e si crede al sicuro finché non permette a nessuno di avvicinarsi troppo. Avvocato di successo, si muove in un mondo elegante in cui però sa di essere un intruso, perché porta nell’animo e nel corpo, letteralmente, i segni dell’estrema povertà in cui è nato; per questo mette tutto se stesso nei casi pro bono e nella difesa delle donne abusate. È da molto che osserva Kelly e lo desidera, tra i due c’è in atto una specie di danza del corteggiamento fatta di sguardi e pensieri soppressi che esplode quando si trovano a difendere insieme una donna maltrattata e il suo bambino.
Kelly non provava alcun interesse per gli uomini intensi che celavano i propri sentimenti nel profondo, dove nessuno potesse vederli. I suoi amanti erano amichevoli e alla mano, uomini che volevano stare con qualcuno senza chiedere niente in cambio. Finché, almeno, il loro interesse non si spegneva. Anche in quel caso però, non c’erano rancori.
Un giorno avrebbe capito perché quel tipo alto, smilzo e affilato come una lama – che non era né ciò che desiderava, né ciò di cui aveva bisogno – fosse diventato per lui una tale ossessione. Quel giorno però non era ancora arrivato.
La parte investigativa della trama è ben strutturata e procede di pari passo con quella più romantica, prendendo a tratti il sopravvento e condizionando il legame tra Clayton e Kelly a causa delle implicazioni personali che emergono man mano. Nadine scappa da un marito violento ma c’è molto di più sotto, verità sconvolgenti che TA Moore lascia emergere con molta abilità, un poco alla volta, lasciando il lettore letteralmente a bocca aperta. Ogni personaggio secondario trova la sua collocazione e dà un contributo a una storia che parte in un modo e porta in una direzione completamente inaspettata, travolgendo i due protagonisti e mettendoli di fronte a scelte che li condizioneranno per sempre.
Il romanzo è autoconclusivo e alla fine lascia pienamente soddisfatti, perché Clayton e Kelly hanno trovato un equilibrio e nel loro mondo, per quanto sconvolto e mutato, antiche ingiustizie sono state svelate e la felicità finalmente non sembra più qualcosa che non si meritano.


Recensione a cura di:

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