Quixote Translation, acquistabile qui.

Cinque alpha.
Solo uno può guidare il branco.
Solo l’omega può sceglierlo.
Ray deve fare ciò che è giusto per il branco, ma che dire del suo cuore?
Ray si è rassegnato a essere legato a cinque alpha, però con un branco in crescita arrivano complicazioni inaspettate: gestire i bambini non è facile e, anche se tutti gli alpha sono suoi compagni, la relazione di Ray con ciascuno di loro è unica… e in evoluzione.
Ma il fragile equilibrio tra loro può sopravvivere a un loro cambiamento? E all’arrivo di sei sconosciuti con un’offerta che potrebbero non poter rifiutare?

Sarebbe stato sciocco immaginare che, dato che lui apparteneva a loro, ciò significasse che loro erano suoi.
In questo volume della serie “Le stelle del branco”, la storia si fa più complessa ed emergono nuove dinamiche che vanno a minare il precario equilibrio ottenuto con fatica.
Già nel primo libro Ray ha partorito i cuccioli che ora crescono forti e in salute, impegnando i loro genitori più di quanto si possa immaginare.
La presenza dei “bambini/lupi” è uno degli aspetti che ho apprezzato per come viene descritta; sembrano piccoli demonietti sempre affamati, che sgusciano dalle sembianze umane a quelle di animali a loro piacimento, che non hanno tutti i pensieri morbosi che affollano le menti dei loro genitori. Passano dalle braccia di un papà all’altro, senza paura, senza distinzione, tessendo una tela invisibile che lega i membri del branco rendendoli sempre più uniti.
Ray resta il personaggio più complesso e talvolta i suoi pensieri risultano estremamente noiosi. L’omega è inorridito dal suo corpo che, con la gravidanza e l’allattamento, è enormemente cambiato. Non accetta le sue nuove curve e fa di tutto per nascondersi dai suoi alpha, chiedendosi più e più volte se è ancora appetibile ai loro occhi, se lo amano nonostante il petto gonfio, se… se… se… Troppi pensieri negativi, troppe parole dedicate sempre agli stessi concetti.
Ray è un concentrato di dubbi e paure, di insicurezze e acidità. Non solo vede del negativo in sé, ma anche nei suoi alpha, soprattutto in Josh e Gabriel che in questo volume hanno maggior spazio rispetto agli altri. Per poche pagine, finalmente entrambi emergono dal gruppo mostrando un briciolo di carattere e portano un po’ di luce, ma poi la negatività di Ray riprende il sopravvento e tutto ripiomba nella nebbia.
Non ho trovato coerenza tra le reticenze di Ray con i suoi ragazzi e la scelta iniziale di accettare un nuovo gruppo di alpha. Le motivazioni sembrano poco chiare, l’omega si arrampica sugli specchi per dare un senso a questo bisogno di accettare altri lupi. Per fortuna tutto viene risolto con l’arrivo dei beta che invece hanno, nella storia, un loro perché.
Non posso dire di aver apprezzato la narrazione. Sì, ci sono dei miglioramenti rispetto ai volumi precedenti, delle descrizioni che invogliano a proseguire, ma il resto è un susseguirsi di scopate sempre uguali, senza sentimento, senza emozioni, in cui si ripetono sempre gli stessi termini, gli stessi gesti.
Ray non è un uomo; l’impressione, purtroppo, è quella che si riduca a un buco da riempire e condividere con sempre maggior facilità.
Spero nella scelta di un primo alpha per stabilire un minimo di equilibrio.


Recensione a cura di:

Editing:










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