— UNA STRADA SBAGLIATA. L’UOMO GIUSTO. —
Quixote translation per Acerbi & Villani Ltd, acquistabile qui.

Colin. Ama seguire le regole. Futuro dottore. Testimone di un omicidio. Prigioniero.
Taron. Survivalista. Muto. Assassino. Rapitore.
Come ogni fine settimana, Colin sta tornando a casa dopo l’università, ma è tormentato dal pensiero di non trovare mai la forza di correre un rischio solamente per seguire il percorso che ha scelto. Seguendo l’istinto, decide di prendere un’altra strada. Solamente per una volta. Quello che non sa, è che sarà l’ultima occasione in cui avrà la possibilità di scegliere.
Alla fine, fa una deviazione e si ritrova in trappola, rapito da un uomo silenzioso e imponente, con un’ascia sporca di sangue. Tuttavia, quello che sembra il suo peggior incubo potrebbe rivelarsi una via sconosciuta per raggiungere la libertà.
Taron vive solo da anni. La sua terra, le sue regole. Ha rinunciato ad avere compagnia da tempo. Dopotutto, essere legati a qualcuno è un peso. Pensa da solo ai suoi problemi, ma la notte in cui deve sbarazzarsi di un nemico, qualcuno assiste al crimine che ha commesso.
L’ultima cosa di cui Taron ha bisogno è un prigioniero che lo infastidisca. Colin non merita di morire per aver messo piede sulla sua terra, ma nemmeno tenerlo con lui è una buona idea. Solamente quando scopre che il ragazzo di città è omosessuale, si trova di fronte a un’altra possibilità. Non è quella giusta, ma lo tenta ogni volta che gli occhi stupendi di Colin lo osservano dalla gabbia.

“La strada sbagliata verso casa” è un romanzo molto particolare e sicuramente non adatto a chi non ama il genere Dark, in quanto i temi trattati sono molto forti.
I due protagonisti sono ben caratterizzati e diversi tra loro. Hanno entrambi una personalità molto controversa che li porta a fare scelte molto singolari e anche abbastanza discutibili dal punto di vista morale.
Quando Taron allacciò il collare sul collo snello di Colin e chiuse il gancio, sentì le sue palle pronte a esplodere per l’eccitazione al pensiero che quel ragazzo gli appartenesse. Era sbagliato? Sì, lo era.
Era grandioso? Assolutamente.
La trama prometteva di essere molto intrigante, ma per la prima volta devo dire che le Merikan non mi hanno convinto fino in fondo. Ho trovato l’evoluzione della storia e le vicende narrate poco credibili.
Purtroppo non mi è facile spiegare cosa non mi abbia convinta completamente senza spoilerare, quindi non mi è possibile scendere nei dettagli, ma posso dire che tutta la questione degli omicidi e della sparizione di Coline non mi è sembrata affatto verosimile.
Nonostante le condizioni in cui era costretto a vivere, per la prima volta nella sua vita, era libero dalle pressioni esterne. Non doveva spaccarsi in quattro per studiare argomenti che non gli interessavano, non doveva rispondere a e-mail o preoccuparsi dei suoi genitori. Era da folli considerare quello che gli era accaduto una benedizione? Probabilmente? Forse essere costretto a vivere nello scantinato di un assassino psicopatico lo stava già facendo impazzire?
Invece devo dire di aver apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e la loro coerenza, soprattutto per quanto riguarda Taron che ha sicuramente dei forti traumi che gli impediscono di vivere in modo normale. Colin l’ho trovato piuttosto infantile, ma comunque coerente con ciò che ci viene detto di lui durante il racconto.
Molto interessante è l’evolversi della relazione tra i due protagonisti e il loro imparare a conoscersi e a comprendersi dopo un primo momento piuttosto burrascoso.
Colin gli apparteneva, non importava quanto quella situazione fosse sbagliata. Anche le sue lamentele dimostravano quanto ci tenesse, e lui non si era mai aspettato delle attenzioni del genere da nessuno.
Le scene hot sono, come sempre, ben scritte e abbastanza originali, da questo punto di vista le Merikan non deludono mai. La traduzione e l’editing sono buoni, e la cover è spettacolare e perfetta per il libro.
Non è il miglior lavoro di queste due autrici, ma se amate il Dark è comunque un libro che merita di essere letto.



Recensione a cura di:

Editing:









Commenti
Nessun commento ancora.