Come farà Alex a concentrarsi sulle Olimpiadi, se a rischio c’è il suo cuore?
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Per arrivare all’oro, il pattinatore Alex Grady deve allenarsi di continuo e con maggior vigore dei suoi avversari. Riuscire a completare un salto quadruplo diventa la sua ossessione e, non avendo filtri tra cervello e bocca, Alex non ha molti amici. Per non parlare di un fidanzato. Cosa importa se è ancora vergine a vent’anni? Le Olimpiadi si tengono solo ogni quattro anni, tutto il resto può aspettare. Le storie d’amore sono sempre troppo complicate e non ha tempo per pensarci.
Il che rende ancora più ridicolo l’interesse che Alex prova per il suo nuovo, noioso compagno di allenamenti, Matt Savelli. Il calmo, razionale “Capitan Cartone” è simpatico, ma, anche se Alex avesse tempo da perdere con l’amore, non è comunque il suo tipo.
Eppure, sotto le spoglie da bravo da ragazzo di Matt si nasconde un uomo appassionato e sexy che risveglia in Alex un desiderio che non aveva mai provato prima e che non riesce a rinnegare…

Una storia d’amore e di pattinaggio. E di amore per il pattinaggio. Per quel sogno chiamato Olimpiadi.
Alex passa tutto il suo tempo ad allenarsi, letteralmente: la sua vita ruota per interno intorno al pattinaggio, al ripetere i salti finché non riescono alla perfezione e all’allenarsi in palestra; ogni suo minuto è dedicato a quella che è una passione e insieme una specie di ossessione. La carriera di un atleta può durare un numero limitato di anni e per l’amore non c’è tempo, non importa se a vent’anni Alex è ancora vergine. Oppure importa, quando quello che riteneva un ragazzo noioso diventa quasi un amico, aprendo crepe nella corazza di determinazione e propositi ferrei che Alex lotta ogni giorno per mantenere.
Nella luce appena accennata noto che mi sta fissando con quella sua espressione seria, come se avesse scovato qualcosa di importante in me che vuole indagare. Mi sforzo di sorridere e alzo le spalle. «Te l’ho detto, mi andava di pattinare.»
Mi prende il volto tra le mani con gentilezza e si avvicina sempre di più. Le nostre fronti si toccano, due respiri diventano uno. «Grazie.»
Le nostre labbra secche si sfiorano appena e avverto una scarica di fuochi d’artificio partire dietro le palpebre chiuse.
Questo potrebbe essere definito una sorta di romanzo di formazione, per certi versi, perché mostra il percorso compiuto da Alex per prendere coscienza di sé e capire che non può vivere in modo sano se l’unico suo pensiero è il pattinaggio. Anzi, paradossalmente le difficoltà che incontra sul ghiaccio sono causate proprio dalla sua fissazione, perché pattinare per essere il migliore a ogni costo rischia di far svanire la gioia di fare qualcosa che ama.
Alex non è sempre un personaggio amabile, a volte risulta quasi antipatico e mi è piaciuto il modo in cui l’autrice l’ha fatto crescere e maturare nel corso del romanzo: impara a vedere un avversario come un essere umano dotato di sentimenti, smette di ossessionarsi sui suoi salti per aiutare un compagno d’allenamenti in crisi, cede all’attrazione e fa qualcosa per se stesso invece di ridursi a un automa che si allena e basta.
«Tanner Nielsen non si lascia distrarre dall’amore. Devi lavorare più sodo degli avversari. Devi lavorare più di tutti.»
Ugh, Tanner. Conosce le mie debolezze. Mi alzo di scatto. «Andiamo ad allenarci.»
Mrs. C annuisce e torniamo insieme sul ghiaccio. Matt è accanto agli spalti quando mi tolgo i paralame, ma non gli rivolgo neanche uno sguardo. Non può essere il mio ragazzo quando sono in pista.
I baci non ti portano alle Olimpiadi.
Matt porta passione ed entusiasmo nella vita di Alex, lo sfida a osare e infrangere qualcuna delle sue regole ferree, lo aiuta a vedere il pattinaggio sotto una nuova luce e tramite le proprie debolezze lo spinge a diventare più generoso e altruista. In uno dei momenti più drammatici della storia, Alex si rivela abbastanza forte per sostenere entrambi, aiutando Matt a ricominciare a pattinare e, così facendo, ricorda anche a se stesso il motivo per cui questo sport è la sua vita.
L’autrice descrive in modo appassionato cosa significhi allenarsi per essere un pattinatore degno di gareggiare alle Olimpiadi, trascina il lettore sul ghiaccio insieme ai personaggi e lo fa volteggiare e saltare al loro fianco, riuscendo a trasmettere l’amore per questa disciplina. Una delle cose che ho preferito della storia è l’equilibrio tra la parte puramente sportiva, che è molto consistente, e quella romantica: i due elementi si intrecciano strettamente, andando di pari passo nell’alternanza di successi e sconfitte, di sfide sui pattini e ferite inferte da un mondo ancora tristemente omofobo. Alex deve imparare a vivere oltre il pattinaggio e Matt, con il suo misto di grinta e purezza, gli insegna che solo così potrà diventare un pattinatore migliore.
Tra i molti personaggi secondari, più o meno approfonditi ma tutti importanti per completare il quadro d’insieme, ho particolarmente amato Mrs. C, la durissima allenatrice russa di Alex che a volte lascia intravedere di avere un cuore e, forse, gli insegna più in quei rari momenti che nel resto del tempo trascorso a redarguirlo.
Se amate il pattinaggio, amerete questo libro, e se non è così, vorrete comunque scoprire chi sarà il prossimo concorrente a scendere sul ghiaccio e lottare per un sogno.


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