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Vincent. Julien.
Due sconosciuti che il destino ha diviso e che riunisce di nuovo. Due uomini a cui tutto sembra opporsi. Non così differenti. Non così indifferenti.
Una relazione al di là delle norme.
Dove comincia e dove finisce l’amore, davanti agli occhi della Legge e della Morale?
Trigger warning.
Attenzione: nel romanzo sono presenti argomenti sensibili quali incesto e tentativo di suicidio.

Amare è superare se stessi. Oscar Wilde.
Diciamolo subito: il libro è impegnativo e la mente deve essere molto aperta, ma l’argomento trattato non esce dalla legalità nel paese in cui la storia è ambientata, la Francia.
Per quanto riguarda il giudizio morale, sta nella sensibilità di ognuno trarre le conclusioni alla fine della lettura.
Posso dire che mi sono messa nei panni dei protagonisti e non mi sento assolutamente di giudicarli: sono adulti e le circostanze che portano alla nascita di un rapporto sentimentale e fisico tra di loro sono accettabili.
Stiamo parlando di due uomini legati geneticamente dal rapporto padre-figlio, un rapporto che però al di fuori della donazione di sperma da parte di Vincent non si è mai concretizzato. Sono due completi estranei che non hanno, fino al momento della loro convivenza forzata, mai sentito nulla l’uno per l’altro. Vincent ha visto il figlio solo in sporadiche riunioni di famiglia, una famiglia che non sa nulla di lui, tanto-meno della sua omosessualità. Julien è vissuto con la madre e con il secondo marito di lei, che lo ha cresciuto e che per lui è suo padre.
Il suo ragionamento è chiaro. Franck gli è sempre stato vicino, lui è suo padre più di me. Di conseguenza, sono un uomo meno padre di un altro? Questa constatazione mi pone delle domande che non ho mai considerato.
Ora come ora, quale deve essere il mio atteggiamento? Un amico? Un adulto a cui deve rispetto?
Come devo considerare questo figlio che non è completamente mio, alla fine?
Julien ha 21 anni e sogna per se stesso un futuro profondamente diverso da quello progettato dai genitori, che rifiutano il suo essere gay e il suo desiderio di diventare tatuatore. Quando i rapporti tra madre e figlio diventano insostenibili, lei non trova altra soluzione che spedirlo a Parigi dal suo padre biologico.
L’incontro tra i due all’inizio è imbarazzante, non si conoscono e non hanno nulla in comune. Per Vincent però è automatico schierarsi dalla parte del figlio, comprendendone desideri e sogni. Tra i due inizierà una conoscenza che li porterà verso il precipizio; il loro è un rapporto tra due conviventi, che iniziano a osservarsi con occhi diversi. Julien accetta l’attrazione verso l’uomo che non considera padre in maniera quasi normale, vuole lasciarsi andare e non gli interessano le convenzioni sociali.
So che per lui è complicato e spero che non pensi che per me sia facile. Anche se, in effetti, per me è più semplice. Anche io sono consapevole che c’è una barriera, ma la spezzo. La distruggo con ciò che prova il mio cuore; con le mie mani che si aggrappano a Vincent; con le mie unghie che scorticano la sua pelle per ricordargli che siamo vivi. Per dirgli che anche se non è normale, io voglio lui, e so che lui vuole me. Desidero che i nostri cuori battano all’unisono.
Per Vincent è un tormento: schiacciato dal senso di colpa non riesce a reagire al desiderio, all’amore. Subisce maggiormente la pressione dell’etica e della morale, e questo lo devasta.
Vorrei morire per aver ceduto, pur sognando di vivere eternamente per ricominciare. Come si può arrivare a un tale grado di disgusto di sé? E come si può amare così tanto questo piacere, malgrado sia vietato?
Un conflitto interiore che lo porta a cercare di autodistruggersi. Non sa come affrontare né se stesso né la situazione e cede. A dare il colpo finale il giudizio impietoso degli altri, che Vincent non riesce ad affrontare.
Non hai voluto darmi una possibilità, non ci hai lasciato nessuna possibilità. Lo so… so bene che Hervé l’ha scoperto, che tutta la situazione è difficile, ma non ti sei battuto nemmeno per un attimo! Mi hai detto che mi amavi ma non era vero, cazzo! Non ami nemmeno te stesso. Perché se lo facessi, non avresti mai voluto farla finita e io non avrei mai dovuto pulire il tuo sangue in quella dannata vasca.
Morale e etica o natura e sentimenti? Un continuo dibattito interiore che i due protagonisti vivono in modi diversi, pur soffrendo.
Vincent non ha coraggio, subisce la pressione e non lotta. Julien cerca la felicità fregandosene del mondo. Sono posizioni inconciliabili, ma le conseguenze sono devastanti per entrambi.
Vicini o separati. Una scelta che uno dei due arriva a imporre, ma non fa i conti con il dolore.
Tutto ciò non significa niente. Non serve a niente. Ci amiamo, ci desideriamo, e invece subiamo questo amore proibito come se fosse maledetto. È tutto a posto. Ho un padre biologico di cui sono innamorato. Dov’è il male? Non lo considero un padre nel senso educativo del termine. Anzi, è proprio il contrario. Lui è l’uomo della mia vita, la spalla sulla quale voglio appoggiarmi, il mio migliore amico, il mio tutto. Mi dà tutto. Mi dava tutto. Perché, da una settimana, è il nulla più assoluto.
Pagina dopo pagina mi sono sempre più sentita dalla loro parte. Non me la sono sentita di condannare una scelta che è solo loro, di due persone che vivono un rapporto intenso e vivo, completamente distaccato da quello del sangue che non è riuscito negli anni ad avere lo stesso peso, lo stesso valore.
Ho apprezzato la sfacciataggine di Julien, il suo essere vivo, istintivo, giovane.
Ho compreso i dubbi di Vincent, schiacciato da un ruolo di padre che nella sua mente avrebbe dovuto impedirgli di cedere; ho sofferto nel vederlo disgregarsi, perdersi in un abisso da cui pareva destinato a non uscire.
Trovo che Sagan sia davvero riuscito a cogliere ogni sfaccettatura di due personalità diverse ma simili, che la vita passata e l’età portano verso scelte obbligate.
C’è un finale, potete approvarlo o meno; io trovo che Sagan abbia fatto parlare i suoi protagonisti, che li abbia messi al centro di tutto e abbia seguito i loro desideri.
Ho trovato la lettura di questo libro davvero intensa. Se ve la sentite di essere super partes non perdetevela.
È così facile con lui. Naturale. Giusto. Riscopro il Paradiso nelle braccia di Vincent che finiscono per circondarmi. Mi tengono. Forte. Molto forte. Come se sfiorando il dolore, realizzassimo con certezza e sollievo che siamo qui. Insieme. Che possiamo vincere tutto.
L’amore deve vincere. Sempre.


Recensione a cura di:

Editing:








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