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Hanno avuto solo una notte da passare insieme, un interludio rubato alle Olimpiadi del 1936. Dopo che Mark Driscoll ha sfidato Armin Truchsess von Kardenberg a un incontro amichevole di scherma, i due non sono riusciti a resistersi. Anche se provenienti da mondi diversi – un ragazzo di campagna dell’Iowa e un tedesco aristocratico – si sono sentiti immediatamente attratti l’uno dall’altro, ed è stato un incontro che nessuno dei due ha dimenticato.
Ora è il 1944, e un aereo che si schianta in territorio ostile li fa ritrovare, ma alle parti opposte in una Guerra che pare infinita. Affrontarsi come avversari è un conto. Come nemici, invece, è tutta un’altra cosa. E a peggiorare ulteriormente la situazione è il fatto che Mark è un prigioniero di guerra, tenuto in un freddo, lontano castello in Germania… in un campo gestito da Armin.
Non sono più i giovani atleti che erano in passato. La Guerra si è presa mogli, arti, amici, lasciando entrambi prematuramente ingrigiti, traumatizzati e malconci. Il legame che avevano ai tempi è ancora vivo, però, e dal momento in cui Mark arriva, riprendono la schermaglia: avanzare, ritirarsi, testare la difesa.
È stata data loro una seconda opportunità? O il tempo e la brutalità della guerra li hanno irrimediabilmente spezzati?
prima edizione
Qualcuno ha detto: “Se incontri l’Amore della tua vita nel momento sbagliato e non sei pronto son cavoli amari” (non era proprio così, i cavoli non erano cavoli, ma altro, ma il senso è questo).
Sono rimasta molto colpita da questa frase, perché la trovo molto vera, non è detto che si possa essere sempre in grado riconoscere immediatamente la persona che abbiamo di fronte come quella che potrebbe cambiare per sempre la nostra vita. Per tanti motivi potrebbe sfuggire via prima di accorgersene e non è detto che si possa poi avere una seconda possibilità con lui o lei.
Ad Armin e Mark è successo proprio questo: si sono trovati nell’attimo sbagliato. Tra loro è scoccata una scintilla, ma le circostanze del loro incontro li ha portati solo a cogliere l’attimo per vivere insieme una bella avventura, per poi separarsi e continuare a vivere le loro vite seguendo binari diversi.
Il momento in cui si incontrano è davvero molto particolare: le Olimpiadi di Berlino del 1936, a ridosso dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Armin è un giovane aristocratico tedesco, un campione di scherma che ha perso la possibilità di partecipare ai giochi, non per le sue pecche come schermidore, ma per motivi politici, per aver rifiutato di entrare a far parte della ghestapo. È un giovane aristocratico, irriverente, sicuro di sé, che ha percepito nell’aria la tensione e la pericolosità del cambiamento che sta avvenendo nel suo Paese.
Si è accorto che non è in corso una caccia alle streghe, ma una caccia mirata verso alcune categorie di persone ben precise, tra cui anche gli omosessuali, come lui, e questo lo spinge a essere ancora più cauto e attento nelle sue mosse.
La scherma è uno sport nobile, che oltre alla disciplina ti insegna a studiare l’avversario, a leggere attraverso i suoi comportamenti per anticiparlo o parare i suoi colpi per poi attaccare e andare a segno. Armin è un maestro in questa disciplina, gli piace studiare le persone, le loro reazioni.
Mark invece è un giovane americano arrivato per partecipare alle Olimpiadi per rappresentare gli Stati Uniti, insieme ai suoi compagni, ed è ancora un ragazzo abbastanza ingenuo e istintivo, e questa è proprio una delle cose che piace di più di lui ad Armin.
Le loro vite si separano, vanno avanti ma entrambi hanno sempre nella testa e nel cuore il ricordo e il rimpianto di cosa sarebbe successo se… se non fosse arrivata la guerra a spazzare via tutto, a cambiarli profondamente e a dare però a questi due nuovi uomini una seconda possibilità di rivedersi, pur nelle condizioni peggiori di quel momento, come due nemici che hanno combattuto la guerra su due fronti diversi, che però si ritrovano entrambi allo stesso punto: sfiniti, svuotati e quasi distrutti.
Mark con i suoi compagni viene fatto prigioniero e portato in un campo di detenzione per soldati, mentre Armin è l’ufficiale tedesco al comando di quel campo.
Sarebbe stato così facile per loro odiarsi dopo tutto quello che hanno passato, sarebbe stato facile vedere nell’altro solo il nemico e invece ancora una volta si studiano e scoprono che sono ancora solo Mark e Armin, nonostante tutto, e sono l’ancora di salvezza l’uno dell’altra.
È un libro e una storia meravigliosa da leggere, toccante come sanno esserlo quelle storie d’amore che vengono vissute in situazioni estreme, in cui ogni parola detta e ogni gesto deve essere misurato e controllato anche se il cuore ti dice di fare l’esatto contrario.
Quando sono insieme l’intensità dei loro sentimenti e l’amore che li lega è di una bellezza da mozzare il fiato.
Armin mi è entrato nel cuore anche per la sua umanità e integrità come uomo: è disposto a correre ogni rischio pur di mantenere i suoi principi e gestire il suo campo di prigionia garantendo a tutti il diritto di mantenere la propria dignità. Una battaglia che combatte stoicamente anche contro i suoi stessi uomini.
La cosa straordinaria in questo romanzo è che non solo si rimane coinvolti dalla storia dei due protagonisti principali, ma dall’atmosfera che si vive durante tutto il racconto, il clima che gli autori hanno saputo ricreare, in grado di trasmettere prima l’inquietudine presente prima dello scoppio della guerra e poi vivere sulla pelle le emozioni di tutti i personaggi presenti nella storia, approfondendo da un punto di vista emotivo le sensazioni provate e vissute dai compagni di Mark, la sofferenza e il cambiamento provocato in loro dal conflitto e da tutto quello che hanno vissuto.
Tutto il romanzo è raccontato in modo sobrio, diretto, senza fronzoli, una scelta perfetta che rende ancora più di impatto la lettura di questa storia stupenda, che sono sicura colpirà anche voi nel profondo.


Recensione a cura di.

Editing:










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