Il detective Daniel McKenna si occupa dei cold case, i casi irrisolti, ma la sua ultima indagine si è arenata. Sono passati cinque anni da quando la studentessa delle superiori Amy Greene è scomparsa dopo essersi allontanata dal suo posto di lavoro part-time, e da allora nessuno l’ha più vista. Daniel è contento di
ricevere finalmente l’aiuto che aveva richiesto all’FBI, anche se l’agente incaricato è proprio il suo ex: l’uomo incapace di emozioni che l’ha lasciato senza guardarsi indietro.
L’agente speciale dell’FBI Rain Christiansen era il golden boy dell’agenzia, ma gli è bastato un momento di debolezza, una piccola, minuscola, infinitesimale apparizione paranormale per diventare, all’improvviso, l’imbarazzo del Bureau.
Quando Rain incontra di nuovo Danny, non può negarlo: si sta di nuovo innamorando di lui, ammesso che abbia mai smesso di amarlo. I fantasmi che lo perseguitano dietro ogni angolo e un’indagine che non rivela piste contribuiscono alla sua frustrazione, al punto che comincia a chiedersi se le seconde opportunità e il lieto fine non siano solo favole.

Uno dei miei telefilm preferiti è “Ghost Whisper”, i fantasmi mi hanno sempre incuriosito e la capacità di interagire con loro pure, va da sé che quando ho letto la trama di questo libro ho subito deciso di leggerlo. Mi sarà piaciuto? Mi avrà convinto? Vi dico subito che sto già aspettando il seguito con impazienza, ho adorato Rainstorm, detto Rain, e Daniel “Danny”, come ho adorato i vari personaggi corporei e incorporei – Ethan ti adoro – che girano intorno a loro.
Lavorando nel mio campo e vedendo quello che vedevo… a volte incontravo le persone nel giorno peggiore delle loro vite, quello che non avrebbero mai immaginato. All’inizio del loro inferno privato. Porca puttana, sì, cazzo, sì, era una di quelle verità della vita che non potevo negare. A volte la vita faceva schifo e tutti erano un po’ infelici in un modo o nell’altro.
Rain è un agente dell’FBI che per una debolezza si trova sull’orlo del baratro, la sua carriera è in bilico e il Bureau gli assegna quest’ultimo caso che potrebbe rappresentare la salvezza o dare il colpo di grazia alla sua professione. Ma Rain non sa che potrebbe anche rappresentare la possibilità di riallacciare il rapporto con Danny, il suo grande amore. Di ricostruire la loro relazione affrontando i segreti che li hanno portati alla separazione. Lavorare su questo caso porterà Rain a lavorare su se stesso, a venire a patti con le sue capacità. Rifiutare le proprie doti, soffocare il proprio io, cercare di essere quello che non è e soffocare la sua vera natura lo avrebbero lentamente portato a quella pazzia tanto temuta.
«Ti amo,» sussurrai e mi morsi il labbro. La mia confessione fu accolta con il suono di un respiro profondo e regolare. Anche se ero steso su di lui, non riuscivo a capire se stesse fingendo di dormire o se si fosse veramente assopito. Era più bravo a fingere il sonno di me.
Rain è solido e compito, a tratti freddo, incarnazione del manuale del perfetto agente; Danny è irruento, passionale e poco attento alla forma, molto più interessato al contenuto. Assieme sono perfetti, si compensano e si completano, smussando gli spigoli dell’uno o dell’altro. Danny ha un passato difficile del quale rifiuta di parlare e che ancora gli impedisce di andare avanti. La rottura con Rain lo ha fatto soffrire e fatica a fidarsi di lui ancora una volta, ma entrambi sono cambiati, entrambi hanno capito gli errori commessi in passato e sono pronti a ricostruire il loro rapporto, questa volta però su basi solide.
La casa era buia quando entrai. Mi fermai per un attimo nell’ingresso e mi godetti la strana sensazione di essere… tornato a casa. Non importava cosa fosse successo tra noi, questa la sentivo casa.
Come detto all’inizio, i due protagonisti sono affiancati da un eterogeneo gruppo di personaggi, alcuni in carne e ossa, alcuni solo in forma eterea. Ognuno di loro è caratterizzato benissimo e indispensabile alla storia, ma soprattutto alla maturazione dei protagonisti, in particolare di Rain.
Ho molto apprezzato la crescita e l’accettazione di se stesso compiuta da quest’ultimo, il suo rifiutarsi alla fine di uniformarsi alle aspettative del mondo che lo circonda.
Buona anche la parte crime, il mistero è ben costruito (anche se ho capito quasi subito chi era il colpevole): le indagini, gli indizi ben distribuiti lungo tutta la storia, i colpi di scena e i piccoli dubbi inseriti qui e là hanno contribuito a rendere molto reale il tutto.
Non vedo l’ora di poter leggere il seguito, sono curiosa di vedere come si evolveranno le cose tra Danny e Rain, ma soprattutto non vedo l’ora di leggere ancora di quella “pazza hippie” della madre di Rainstorm: quel poco che ho letto di lei mi ha fatto morire dalle risate e mi ha fatto capire il perché il figlio abbia fatto certe scelte.
Decisamente consigliato.


Recensione a cura di:

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