Seguito di Dimmi che è vero.
Seconda edizione – Acquistabile qui.

Credete nell’amore a prima vista?
Sanford Stewart no. Impiegato di giorno e la strabiliante drag queen Helena Handbasket di notte, Sandy ha un acerrimo nemico: Sua Frociosità Pompato I, alias Darren Mayne, il re degli Homo pomp.
I due sembrano odiarsi e comunicano con battute al vetriolo, finché un evento inaspettato e una missione disperata li costringeranno a collaborare per salvare il locale dove Sandy si esibisce. Tra litigi, incomprensioni e una buona dose di sarcasmo i due dovranno fingersi innamorati per tendere una trappola al sindaco Andrew Taylor, padre di Darren.
Ma anche quando il confine tra finzione e realtà comincia a sfumare, i rancori del passato continueranno a minare il loro rapporto e solo l’intervento degli amici salverà la situazione.

Sono al computer davanti a una pagina bianca di Word, pagina che dovrebbe essere riempita dalle mie impressioni, dalla mia opinione su “La Drag Queen e il re degli Homo Pomp” di TJ klune ma, nonostante non sia per me la prima volta che leggo questo romanzo, è difficile scrivere un qualcosa che renda giustizia a questa storia e io… io mi sento piccola e ordinaria di fronte alla grandezza di questo autore. Qualcuno penserà che sia esagerata ma, per quanto mi riguarda, è veramente un grande: la sua fantasia, l’ironia, le battute, la sensibilità, la dolcezza, la profondità, ne fanno uno dei migliori autori degli ultimi anni. Sono di parte? Assolutamente sì, lo amo, come ho già avuto modo di affermare più volte.
Ma veniamo al libro in questione: un sequel? Sì, si potrebbe definire così, anche se i protagonisti sono diversi rispetto a “Dimmi che è vero”; in questa storia infatti ritornano tutti i personaggi che lo hanno caratterizzato: Paul e Vince, la strampalata famiglia di Paul, Jonny Depp, Charlie e Mike, il centro però è costituito dal rapporto di odio tra Sanford “Sandy”, amico fraterno di Paul, e Darren, fratellastro di Vince.
Non credevo nell’amore a prima vista, neanche dopo aver assistito con i miei occhi all’evolversi della storia tra Paul e Vince. Ma di sicuro credevo al suo contrario. Odiavo Darren Mayne. E non c’era niente, ma proprio niente, al mondo che avrebbe potuto farmi cambiare idea.
Complesso il loro rapporto, come lo è anche la personalità di Sandy, che racchiude due caratteri diversi: durante il giorno è un ragazzo timido e dolce, con un lavoro impiegatizio che lo imprigiona e lo svilisce, ma la sera si trasforma nella stratosferica drag queen Helena Handbasket, sfacciata, dalla lingua affilata come una lama, dura come una roccia e incredibilmente sensuale. E qui mi soffermo a sottolineare ancora una volta la bravura dell’autore, che ha saputo con efficacia far emergere e amare entrambe le personalità di Sandy e la loro complessità.
Io ero lei, ma lei non era me, se quello che dico ha un senso. Helena era tutto ciò che io non potevo essere nel mondo reale. Il che non significava che fossi docile e mansueto, ma erano in pochi quelli che mi conoscevano abbastanza bene da sapere che io e Helena non eravamo poi troppo diversi. Estranei e conoscenti non riuscivano quasi a credere che ci fossi io sotto il cerone, dopo averla vista sul palco. Quando non ero tra persone che conoscevo, infatti, ero silenzioso nel migliore dei casi e paralizzato dalla timidezza nel peggiore.
L’autore deve anche aver fatto ricerche e parlato con diverse drag queen, e il tutto, unito alla sua sensibilità e alle sue doti, ha portato a pagine di questo tipo:
Molta gente ignora quanto sia difficile diventare una drag queen. Pensa che si tratti semplicemente di un uomo vestito da donna. Non si rende conto delle ore trascorse ad assicurarsi che l’illusione sia perfetta. Il trucco. La rasatura. Spingersi le palle dentro al corpo così da non mostrare nessuno strano rigonfiamento. Se poi si sommano le ore passate a provare, si capisce quanto possa diventare gravoso per il fisico. Non lo facciamo per i soldi. La maggior parte di noi non lo fa neanche per la fama, perché a meno che tu non sia conosciuta a livello nazionale, non sei altro che un viso truccato in mezzo ad altri mille.
L’altro protagonista, Darren, che risulta forse meno complesso ma non per questo banale, ha un passato segnato dal fatto di essere il figlio “nascosto” del sindaco. È definito il re degli Homo Pomp, cioè giovani palestrati, tutto muscoli e niente cervello, pronti a passare da una conquista all’altra come un’ape passa di fiore in fiore.
Tra scambi di battute feroci, litigi senza esclusione di colpi, travestimenti assurdi, gelosie non dichiarate, una famiglia sopra le righe e un “fato padrino” molto particolare, a Sendy/Helena non rimane altro che deporre le armi, ascoltare il cuore, abbandonarsi ad esso e fidarsi di Darren, che solo con queste parole potrebbe far sciogliere un ghiacciaio:
Non mi interessa che tu sia Helena. Non mi interessa se non metterai mai più una parrucca. Prenderò qualsiasi cosa tu sia disposto a darmi, ma vorrei che sapessi che eri Sandy quando ti ho visto la prima volta. Non lei. Non mi serve lei o qualsiasi separazione tu credi esista tra voi. Non voglio una parte di te. Voglio tutto.
In conclusione, se avete voglia di ridere, piangere, ridere, arrabbiarsi e ridere ancora questa è la storia giusta, una storia da non farsi scappare. E se almeno una persona non viene invogliata a leggerla da queste mie parole, forse è il caso che mi dedichi ad altro…


Recensione a cura di:

Qui l’autore su Feel.
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