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Le tracce dell’assassino…
Finalmente guarita dalle ferite riportate durante l’ultima indagine, la detective Claire Morgan non vede l’ora di tornare in servizio, ma il caso di persona scomparsa di cui si deve occupare si rivela ben presto più intricato e infido delle ghiacciate strade di montagna al lago degli Ozark.
Possono condurre soltanto a…
Nei pressi di una scuola locale, viene rinvenuto il corpo di un uomo appeso a un albero. È ancora vivo, ma non per molto. Qualcuno voleva che il professor Simon Classon soffrisse il più possibile prima di esalare l’ultimo respiro, assicurandosi che riuscisse a vedere l’andirivieni di colleghi e studenti prima di soccombere al veleno che gli scorreva nelle vene.
Luoghi oscuri…
Le temperature glaciali e le nevicate abbondanti rendono le indagini ancora più complicate. Per non parlare delle minacce di morte, incidenti terrificanti orchestrati per recapitare a Claire un messaggio letale. Man mano che si avvicina alla verità, Claire rischierà di rimanere intrappolata nella ragnatela di un maniaco. E nei suoi incubi peggiori.

Eccoci di ritorno sul lago degli Ozark ad affrontare, assieme alla Detective Claire Morgan, una serie di efferati omicidi.
Claire sta facendo la “passeggiatrice” sotto copertura, quando viene avvisata del ritrovamento di un cadavere. Sotto la neve incessante e con una vittima esibita in una scena del crimine raccapricciante, conosciamo così l’accademia Cupola della Grotta per i Talentuosi, luogo dell’efferato omicidio di Simon Classon.
Simon ha sofferto prima di morire, e molto, perché la peculiarità degli omicidi che si susseguiranno è la tortura tramite insetti o rettili velenosi; si scopre, però, che il professore non è particolarmente amato dalla comunità scolastica e che praticamente nessuno è triste o anche solo un po’ scosso dalla sua prematura scomparsa.
Claire, invece, è profondamente turbata da ciò che è in grado di fare il killer e si getta a capofitto nelle indagini, interrogando potenziali colpevoli e perdendo il sonno nel puzzle che non riesce a ricomporre.
Ritorna Bud, il detective suo partner, che guadagna molto più spazio rispetto al libro precedente, e incontreremo di nuovo Nicholas Black, ormai compagno di Claire, ma presente in misura estremamente marginale: un uomo innamorato, che elargisce regali costosi, perlopiù assente.
Naturalmente non racconterò altro della trama, ma purtroppo devo ammettere, a me stessa e a chi leggerà questa recensione, che il testo mi ha delusa su più fronti.
Claire è – letteralmente – INSOPPORTABILE: piena di sé, ottusa, del tutto cieca, incapace di identificare un vero sospettato se non cadendoci addosso (e nemmeno sempre) e alla continua ricerca di sarcasmo – cosa che speravo si attenuasse rispetto al primo libro, dopo aver scoperto le sue fragilità.
Un personaggio odioso, indisponente e del quale più volte ho pensato: “Ma come fai a non tener conto di ciò che hai passato mesi fa? Non l’hai capito che l’apparenza inganna?”. In poche parole: di una pesantezza unica, un macigno, e nemmeno particolarmente sveglio.
La trama di per sé sarebbe avvincente, se non fosse che avevo intuito chi fossero gli “Angeli Vendicatori” intorno al 35/40% del testo.
Troppo prolisso in alcuni punti, troppo scontato in altri, tutto viene lasciato in sospeso, a causa dell’ottusità di Claire, fino all’ultima manciata di pagine.
La risoluzione del caso, poi, lascia molto a desiderare, perché arrivare alla fine e non avere nemmeno il barlume di acutezza di capire da sola, mi è parso davvero ridicolo. In un buon thriller la trama si dipana e i piccoli dettagli che aiutano per la risoluzione del caso da parte del lettore sono centellinati e non spiattellati, il caso non te lo racconta il killer, lo scopri pian piano. Il primo volume da questo punto di vista era estremamente più valido.
Il voto finale è dato alla scrittura, scorrevole e ritmata, ai personaggi ben caratterizzati anche se sgradevoli, all’ambientazione e al continuo flashback che, come nel precedente volume, ci racconta la nascita dei “mostri”.
Il punto forte, come nel primo libro, sono i killer: spietati, senza scrupoli, talmente vividi da far paura, così profondamente mostruosi da non sentire nessuna empatia.
«Devi promettermi che sarai mio amico e che non rivelerai mai i miei segreti, nemmeno a mio padre o a tua nonna. Lo prometti?»
«Promesso. Non dirò mai a nessuno di te. Anche tu sarai il mio amico speciale.»
È un testo da cestinare? Assolutamente no, e sono altresì consapevole che Claire potrebbe anche piacere e molto, tanto è brava la Ladd a descriverne le sfumature, ma per me in questo caso ha esagerato: al limite del bipolare, sempre pronta ad attaccare etichette e a giudicare, è il tipo di protagonista di cui non amo leggere; la trama è, però, interessante, cruenta e scorrevole, anche se troppo Claire-centrica e affrettata nel finale.

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