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Dopo essersi vista negare ingiustamente la meritata promozione, la giornalista Emma Fontana decide di fondare una rivista per donne, «Revolution». Ma proprio quando sta per essere eletta femminista dell’anno, Emma scopre che i suoi migliori amici l’hanno iscritta al reality show Chi vuol sposare un milionario? Per dieci giorni il giovane e ricchissimo Marco Bernardi ospiterà venti ragazze nella sua villa e sceglierà tra loro la sua fidanzata. All’inizio Emma è furiosa solo all’idea di dover competere per sedurre un maschilista fatto e finito, e parte per Como con l’obiettivo di approfittare della ghiotta occasione per screditare lo show. La sua missione si rivela però più ardua del previsto, a causa delle prove imbarazzanti, dell’atteggiamento sessista di Marco e delle concorrenti pronte a tutto pur di diventare la futura signora Bernardi. A complicare le cose ci si mette anche il fratello maggiore di Marco, Leonardo, tanto affascinante quanto sospettoso delle reali intenzioni di Emma. Mentre i suoi sentimenti nei confronti dei fratelli Bernardi si fanno ogni giorno più intricati, Emma si troverà a mettere in discussione certezze e pregiudizi: e se in fondo fosse lei stessa la sua avversaria più pericolosa?

Oggi vi parlerò di un romanzo letto qualche mese fa, un chick lit autopubblicato, dal titolo “Chi vuol sposare un maschilista?” che mi divertì davvero tanto e che viene ripubblicato in queste ore dalla casa editrice Newton Compton con un titolo nuovo, ma simile: “Ho sposato un maschilista”.
Emma Fontana, giornalista e donna in carriera, viene discriminata sul posto di lavoro per il suo genere di appartenenza. La promozione che le spettava, e che si era guadagnata lavorando sodo, viene conferita al suo superficiale collega, il cui unico merito rispetto a lei consiste nel non avere due cromosomi XX nel corredo genetico. Emma però non si arrende ai pregiudizi, non china la testa, ma, forte delle sue capacità, si licenzia e fonda una propria rivista femminile, “Revolution”, tutt’altro che una rivista di moda, di consigli estetici e di gossip, ma una che mostra e descrive i successi delle donne in tutti i campi, in particolare in quelli ritenuti, da una società ancora maschilista e misogina, appannaggio dei soli uomini. Grazie al suo impegno con Revolution, Emma sta per essere eletta femminista dell’anno, ma una nottata alcolica fra amici rischia di mandare all’aria tutto.
Emma si ritrova così iscritta a un reality show, di quelli che maggiormente disprezza, dove le donne sono per lo più bambole prive di cervello, oggetti alla mercé del maschio che dovrà scegliere tra di esse la sua futura fidanzata. Accetterà infine di partecipare al solo scopo di studiare da vicino quel mondo finto – composto da vere ochette, finte stupidine opportuniste e il belloccio riccone di turno, sessista e maschilista – per poterne ricavare un dissacrante scoop giornalistico.
Non ha però fatto i conti col fascino, l’umanità e la mente acuta e brillante dei due fratelli Bernardi…
Riguardo alla storia è bene che io mi fermi qui, lasciando alle lettrici il piacere di scoprire cosa accadrà. Passo subito a dirvi, dunque, cosa di questo libro mi è piaciuto di più e cosa meno, premettendo che ho trovato questo romanzo un buon chick lit, ma non eccellente. I pregi sono molti, più di tutti il fatto che si presenti come una lettura leggera, divertente, a tratti esilarante, al limite del surreale, eppure il lettore comprende bene che dietro le risate c’è anche tanto da pensare e su cui riflettere; insomma siamo in presenza di una commedia intelligente, in cui l’autrice con tono leggero e, appunto, da commedia ci porta anche a fare considerazioni critiche, da un lato sul profondo sessismo della società in cui viviamo, dall’altro sulle nocive conseguenze di una forma di femminismo talmente estrema da sostituire ingiustizia con altrettanta ingiustizia, uguale e contraria.
Su tali basi di partenza si sarebbe potuto costruire un eccellente romanzo, cosa che però non è avvenuta. Dove sta l’inghippo? A mio parere l’autrice si è lasciata prendere la mano nella parte riguardante il reality show: la competitività, i dispetti, i siparietti sono divertenti, ma dopo un po’ iniziano a essere eccessivi, mentre la storia d’amore tarda a venire e quando arriva, quasi a sorpresa, lascia straniti, per l’assenza di passaggi intermedi maggiormente approfonditi. Ne vien fuori un romanzo dalla struttura poco equilibrata, troppo prolisso in alcune parti, veloce e superficiale in altre. Mi sono più volte immedesimata in Emma, ho provato la sua rabbia, la sua voglia di rivalsa, la sua delusione, ma non sono riuscita a sentire Emma e Marco come coppia, nonostante il personaggio maschile si riveli ben diverso da ciò che il titolo lascerebbe pensare.


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