Nel 1750, un mastro intagliatore riversò tutto il suo amore, la sua passione e il suo desiderio non corrisposti in un capolavoro, ovvero un meraviglioso angelo di Natale per il suo adorato albero. Quando l’uomo che amava gettò via l’angelo senza pensarci due volte, accadde un miracolo. L’angelo fu trovato da qualcuno che portò all’intagliatore il Vero Amore.
Da allora, l’angelo è stato tramandato, venduto, perso e ritrovato, ma la sua magia rimane intatta. Leggete le storie d’amore ispirate dall’angelo di Natale (e alle quali forse ha dato una spinta) attraverso gli anni. Che sia l’Inghilterra del 1750 (L’angelo di Natale di Eli Easton), la New York del 1880 (L’angelo di Summerfield di Kim Fielding), l’inizio del secolo (L’angelo del prestigiatore di Jordan L. Hawk), la Seconda Guerra Mondiale (A casa per Natale di L. A. Witt), il periodo del Vietnam (Il desiderio di un soldato di N. R. Walker), gli anni Novanta (L’angelo bisbetico di Anyta Sunday), o il 2018 (Un principe a Natale di RJ Scott), l’angelo di Natale troverà sempre il modo di finire sugli alberi di uomini solitari che hanno bisogno della sua benedizione per passare delle buone feste e ottenere il loro “e vissero felici e contenti”.

Il principe Raphael, il figlio più giovane della famiglia reale di Montaunoit, è il custode della storia del suo Paese. A un’asta di Sotheby’s, soffia da sotto il naso del curatore Marc Chandler un oggetto che non vuole nemmeno. Solo perché può farlo.
Incontrare il bel curatore del British Museum mette sottosopra il mondo di Raphael e, quando la lussuria si trasforma in amore, il principe capisce che è giunto il momento di cambiare.
Può Marc essere davvero l’uomo che mostrerà a Raphael che non deve continuare a essere un principe solitario e che si può sempre scegliere la via dell’amore?

Personalmente, pensavo che Raphael fosse la grande speranza bianca per ogni ragazzo gay, bisognoso di un principe nella propria vita. Se solo non fosse parso così arrogante e irraggiungibile, avrebbe avuto un bel seguito.
L’ultimo libro della serie ci porta nel presente ma sembra quasi una fiaba, con tanto di minuscolo regno nel cuore dell’Europa e principe solitario. L’angelo torna in azione, parlando ai due testardi protagonisti per spingerli a fidarsi l’uno dell’altro e lasciar cadere ogni timore, aprendosi alla possibilità di amare.
Marc è un personaggio simpatico, con una goffa insicurezza che lo porta a dire la cosa sbagliata nel momento peggiore, ma anche un animo sensibile; cerca di proteggere se stesso e non innamorarsi dell’affascinante principe, che di certo lo lascerà una volta finita la caccia per conquistarlo.
Non meno insicuro di lui, Raphael è solo da troppo tempo e resta subito affascinato da Marc, al punto da richiedere ufficialmente la sua presenza per allestire insieme una mostra: spera di conoscerlo lavorando fianco a fianco, forse persino conquistarlo, ma di sicuro non si aspetta di innamorarsi perdutamente.
«Adesso siamo qui,» sussurrò la voce, e scossi la testa per schiarirmi le idee, non sapendo bene se avessi pronunciato io quelle parole o se le avevo solo pensate.
Non riuscivo a capire se l’angelo mi stesse sorridendo. In realtà, sembrava triste, e non era una cosa normale. Gli angeli non erano mai tristi. Trasmettevano gioia, vita e promessa oppure vendetta, fuoco e punizione.
«Siamo qui per lui.»
Per quanto la cornice del regno sia abbastanza fiabesca e irreale, con il piccolo castello e i reali occupanti fin troppo bendisposti verso Marc, l’ambientazione in realtà si adatta allo spirito della storia, con l’angelo che ancora una volta si intromette per portare amore nel cuore di due uomini soli.
Il mistero legato al passato della famiglia reale scoperto da Raphael e Marc forse è un poco forzato, ma lo si può perdonare a un libro estremamente romantico, che lascia con un sorriso e un dolce senso di appagamento.


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