
Casi irrisolti, omicidi, bugie e una verità inimmaginabile.
Il detective di Sydney August Shaw ha passato gli ultimi dieci anni a risolvere casi freddi. Dalla morte del fidanzato, otto anni prima, August lavora da solo, vive da solo, è solo, ed è esattamente così che vuole che restino le cose. Il lavoro è tutta la sua vita, ed è convinto che una serie di suicidi irrisolti siano legati a quello che potrebbe essere il peggior serial killer australiano di sempre. Il problema è che nessuno gli crede.
L’agente capo Jacob Porter ama la sua vita nella piccola città di Tallowwood, nel mezzo delle foreste pluviali nel nord del New South Wales. Gestisce campi estivi per i bambini indigeni, gioca a rugby con gli amici, ha una famiglia molto unita ed è l’agente di collegamento locale tra il mondo LGBTQIA+ e quello indigeno.
Quando vengono trovati dei resti umani nel campeggio della Riserva di Tallowwood, il nuovo caso di Jake si rivela essere collegato a quelli irrisolti di August, e anche lui concorda che non si tratti affatto di suicidi. Sono dalla stessa parte e affrontano un ostacolo dopo l’altro. Anche quando vengono trovati altri resti, sembra che non riescano a guadagnare terreno.
Ma dopo il rinvenimento del corpo di un collega poliziotto, ucciso con lo stesso modus operandi, il caso non può più essere ignorato. August e Jake devono rintracciare l’irrintracciabile prima che l’assassino faccia un’altra vittima o che riesca a fermare uno di loro, definitivamente.

Avete presente quando iniziate a leggere un libro e sin dalle prime pagine capite che sarà una storia che amerete e che vi farà soffrire? Ecco, per me è stato così: l’ho letto lentamente, anzi l’ho assaporato finché ho potuto. Come un buon vino, un piccolo sorso alla volta per farlo durare più a lungo, ma arriva sempre il momento in cui non sai trattenerti e lo bevi tutto d’un fiato.
Tallowwood è stato il mio vino e, arrivata a un certo punto, non ce l’ho fatta più e mi sono immersa tra le sue pagine fino a girarne l’ultima e ritrovarmi orfana di una storia bellissima, di un giallo scritto con maestria, e di due protagonisti che ho amato tantissimo.
Perché c’era una parte di August in ogni caso. Una parte della sua identità, una parte di chi era, era presente in ogni caso freddo LGBT che gli arrivava sulla scrivania. All’inizio, si era spesso chiesto per quanto tempo avrebbe potuto farlo, quanto della sua anima avrebbe potuto dare al lavoro prima di non averne più disponibile.
August è un detective che si occupa di cold case (sì, esatto, proprio come nel famoso telefilm), casi avvenuti anni prima e ancora senza soluzione. I suoi casi hanno tutti un particolare in comune: coinvolgono la comunità LGBTQIA+ e in apparenza sembrano suicidi. August affronta le indagini in modo molto personale, ogni caso lo tocca da vicino, ognuna delle persone coinvolte è per lui come un familiare (in un caso è davvero così…), si sente legato alle vittime in un modo che va oltre i legami di sangue. Tutti sono convinti si tratti di suicidi, tutti meno August, secondo lui sono tutte vittime, vittime dello stesso assassino. Nessuno gli crede quando parla di serial killer, nessuno… Tranne Jacob.
Senza pensarci veramente, Jake gli poggiò una mano sul petto. Sentiva il battito del suo cuore, a tempo con il proprio. Sincronizzato perfettamente, ed era certo che sua madre avrebbe avuto qualcosa da ridire su quello. «Sistemeremo tutto,» disse. Quello che intendeva dire, quello che voleva dire, è Ti rimetterò in sesto,August Shaw. Ma non poteva dirlo. Quindi non lo fece.
“Jake” è un giovane di origini aborigene, è un agente di polizia davvero in gamba, ha sempre voluto fare il poliziotto e nutre una vera ammirazione per August. È iperattivo (mi stancavo solo a leggere quello che faceva) ed è coinvolto attivamente nella vita della sua comunità. Le radici con il luogo e con i suoi antenati gli danno forza ed entusiasmo per affrontare la vita e le difficoltà che incontra sul suo cammino. Finché nella sua piccola cittadina non vengono scoperti dei cadaveri, corpi che presentano sin troppe similitudini con quelli dei cold case di August… è così che le strade dei due si incontrano e ha inizio la loro collaborazione.
Quest’indagine porterà i due a esplorare i meandri di una mente perversa, a cercare di dare giustizia a delle vittime innocenti ingiustamente dimenticate, a scontrarsi con un muro di omertà inspiegabile. Scoperchieranno un vaso di pandora e alla fine arriveranno a un assassino insospettabile. Ma non saranno solo vecchi misteri a essere svelati indizio dopo indizio: questa indagine aiuterà August a fare luce non solo sui casi ma soprattutto in se stesso. Finalmente riuscirà a seppellire definitivamente il passato, affrontare i sensi di colpa e abbandonare – finalmente – il grigiore della sua vita e riabbracciare l’arcobaleno, i colori che Jacob ha riportato nel suo mondo.
Gli fece provare malinconia e desiderio, come se la sua anima avesse bisogno di quella connessione. Jacob. Quei profondi occhi marroni e quelle maledette lentiggini. August era così sopraffatto. Non avrebbe dovuto provare mai più nulla per nessun altro. La luce nella sua vita si era spenta anni prima e lui aveva accolto il buio e l’isolamento. Fino a quando un piccolo faro tremolante non era arrivato in vista, pieno di speranza e di contatto umano, nella forma di Jacob.
La parte mystery è predominante e io ne ho amato ogni singola sfumatura. Il ritmo è elevato, mai noioso e con colpi di scena ben dosati, il mistero è ben costruito, non è intuibile da subito chi sia l’assassino. Devo ammettere che non avevo capito chi fosse, o meglio avevo capito qualcosa ma non tutto e io adoro, adoro davvero, quando un libro mi riesce a stupire.
La storia d’amore è realistica, non è il classico colpo di fulmine, sì c’è attrazione immediata ma i sentimenti nascono piano piano. Il feeling tra i due è palese e li ho trovati perfetti assieme, si completano a vicenda come lo yin e lo yang.
La differenza di età tra i due protagonisti è gestita benissimo e contribuisce a rendere ancor più realistica la storia. Le diverse esperienze di vita, i due caratteri apparentemente all’opposto danno quel tocco in più alla buona riuscita delle indagini, entrambi vedono qualcosa che all’altro sfugge dandoci una visuale più completa di tutti gli indizi.
Insomma, questa storia mi ha catturata, mi ha avvinta alle sue pagine e mi ha privato delle parole giuste per renderle giustizia. Spero davvero di essere riuscita a farvi capire quanto questo romanzo mi sia piaciuto e quanto sia bello. Se non ci sono riuscita allora mi spiace davvero perché è bellissimo e merita davvero tanto.
Consigliatissimo!



Recensione a cura di:

Editing a cura di:

Qui N.R. Walker su Feel.









mi hai fatto venire voglia di recuperarlo
Grazie Chiara, a me è piaciuto moltissimo tanto che mi piacerebbe diventasse una serie.