
Ryan Kendall è un uomo spezzato. Ha conosciuto la sofferenza, la violenza e il dolore della perdita. Sa cosa vuol dire aver deluso chi aveva bisogno di lui. Ma la sofferenza non cancella la voglia di fare sua l’unica cosa che non può avere: Finlay Tanner. Il suo sorriso è dolce e il suo futuro luminoso. È la ragazza con cui è cresciuto, la ragazza che ama, la ragazza che protegge dal mondo, e da se stesso.
A diciannove anni, Ryan parte per arruolarsi nell’esercito australiano. Dopo anni di addestramento diventa un soldato del SAS e viene inviato in guerra in Afghanistan. Il suo reggimento è coinvolto nelle missioni più pericolose che un soldato possa affrontare. Ma non importa quanto sia lontano, o quanto sia duro combattere, il bisogno di avere Finlay accanto a sé non l’abbandona.
Tornato a casa dopo sei anni, gli basta uno sguardo per sapere che non potrà più vivere senza di lei. Ma a volte l’amore da solo non basta a guarire le ferite. A volte le persone come lui non possono essere guarite, e le persone come Finlay meritano più quanto si è in grado di dare loro.
Questa storia parla di guerra e sacrificio. Di legami e amicizia. Di quanto la vita sembri a volte accanirsi proprio su chi sembra più forte. Di quanta sofferenza provochi stare lontano dalla persona che si ama. E di come la battaglia più dura che un uomo possa affrontare è quella per salvare se stesso.


Sono due i motivi principali per cui scelgo di leggere un libro e attualmente sono assolutamente alla pari: la trama, che deve smuovere qualcosa in me, e la cover. Non era così fondamentale una volta l’immagine di copertina, ma viviamo in un tempo in cui le cose belle emergono, perché siamo spesso circondati da mediocrità. Quindi ora, se una cover non ha quel “di più”, spesso passo oltre. Probabilmente è un limite, ma tant’è.
Ovvio che poi ci sono motivi meno determinanti ma importanti, come per esempio un autore di cui hai già letto altro, una casa editrice a cui sei affezionato, il consiglio di un altro lettore, il giusto prezzo…
Triskell con questo titolo ha centrato in pieno il punto; una cover che mi ha attratta inesorabilmente e una trama che poi ha fatto il resto.
Non avevo alternativa, questo libro gridava a gran voce: LEGGIMI!
Mentre scrivo questa recensione, sono reduce da quattro ore di sonno, perché non c’è stato modo di scollarmi dalla lettura finché non ho girato l’ultima pagina. La storia è di quelle che dalla metà del libro in poi va affrontata con i fazzoletti a portata di mano. Di quelle che prendono il cuore e in alcuni momenti lo fanno a pezzettini per poi pian piano ricomporlo, almeno un po’. Un amore di quelli che porti avanti “da quando hai memoria”, ma che combatti perché per motivi che sembrano validi solo a te pensi di non essere abbastanza, che l’altro meriti di più, che il tuo amore non sia giusto.
Rimasero a lungo seduti senza dire altro, finché la voce di Jake non ruppe il silenzio. «Da quanto sei innamorato di mia sorella?»
Ryan sollevò bruscamente la testa, all’improvviso senza fiato. Jake mimò la sua posizione, con i gomiti sulle ginocchia, e lo guardò dritto negli occhi.
Lui deglutì. «Da quando ho memoria», ammise.
Jake annuì e appoggiò la sua bottiglia vuota sul tavolo. Ryan piegò la testa all’indietro mentre l’amico si alzava.
«Forse un giorno ti darai una mossa,» disse Jake e tornò silenziosamente nella sua stanza.
«Cazzo,» mormorò Ryan.
È la storia di Ryan e Finlay e del loro amore, ma è anche la storia di due fratelli e di due amici che gli anni trasformano in fratelli, perché a contare non è solo il sangue. È il racconto neanche troppo edulcorato della fatica della guerra, del partire, del lasciare i propri affetti per cercare di rendere il mondo un posto migliore di quello che hai trovato, ma anche dei legami indelebili che in quelle situazioni germogliano. È un romanzo doloroso, di perdita e di sofferenza ma, per fortuna, ad un certo punto anche di rinascita. È lo spaccato di vita di una famiglia che dal dolore viene travolta e distrutta e di un’altra che, anche nel dolore, trova la forza di reagire e di amare.
Fin ti entra nel cuore dal primo momento in cui viene nominata e lì resta, per tutto il romanzo. Jack ti toglie il fiato per bellezza, maturità e lealtà. Ryan fa male da quanto è spezzato, ma dalla prima riga gli riconosci il cuore.
Non vi racconto di più della trama del libro. Non stavolta. Leggetelo se amate il Romance e le storie strappa cuore, ma anche se avete voglia di un libro intenso, ben scritto e con una trama articolata che mantiene tutte le caratteristiche del suo genere. Ho apprezzato l’uso dello scorrere del tempo nel libro, è una storia che parte da lontano ma che incalza incessante verso un qui e ora.
«Ti amo, Fin. Ti ho sempre amata. Sin dal momento in cui hai salito i gradini di quella scuola e mi sei inciampata nel cuore. Non smetterò mai di amarti. Ti amerò più a lungo di quanto vivono le stelle in cielo.»



Editing a cura di:



Scrivere recensioni, quando amo un romanzo, per me è davvero molto semplice, ma quando leggo una storia che in realtà non mi convince del tutto, è davvero difficile. “Il prezzo della redenzione” è un libro che nasconde tanta potenzialità ma che, a mio avviso, non viene sfruttata nel modo giusto.
La storia è una di quelle che tocca il cuore, perché qui non parliamo solo di immaginazione. Ryan, un uomo spezzato, che deve convivere con sensi di colpa atroci, si arruola nell’esercito australiano e diventa un soldato del SAS, perché vuole salvare le persone che non possono proteggersi da sole, e verrà spedito in Afghanistan. Qui veniamo messi faccia a faccia con una guerra che per noi semplici civili, che ci disperiamo per sciocchezze, è davvero inconcepibile. Non possiamo capirla. Ed è proprio qui che entra in gioco la realtà, quella crudele e spietata che segna la vita di molti uomini.
Fin, la dolce ragazza che Ryan lascia a casa e che nel corso della sua vita ha sempre protetto e amato, è una donna combattiva che non si lascia scoraggiare dalla lontananza. Soffre, ma va avanti, si realizza come donna e non permette a niente e nessuno di decidere per lei. La vita è sua, così come i suoi sogni, e fa di tutto per realizzarli.
Ebbene, fin qui nessun problema, a mente lucida mi rendo conto di quanto questa storia sia molto carina. Ma… c’è un ma.
Non sono riuscita a comprendere la maggior parte delle decisioni, e delle azioni, dei protagonisti, soprattutto di Ryan. Da parte di un uomo che si arruola, che affronta le realtà più terribile, mi aspettavo più consapevolezza e forza. Quando viene messo di fronte alla vita che lo aspetta a casa, di fronte a Fin, alle sue colpe passate, l’uomo forte cede il passo all’uomo fragile, fin troppo, così troppo da risultare immaturo.
Per non parlare del fatto che, dopo anni e anni di lontananza, di decisioni sbagliate, all’improvviso cambia idea e decide di prendersi quello che vuole. Per gelosia? Vero amore?
Perché dopo così tanto tempo e dopo essere sparito per anni dalla vita di Fin?
Ma nonostante questa nota negativa, del tutto soggettiva, c’è un personaggio in particolare che a me ha rubato il cuore. Questo personaggio, che dovrebbe essere secondario, a mio parere è il protagonista assoluto dell’intero libro. Mi ha commosso, mi ha fatto ridere e piangere, è una presenza forte e costante, che ti fa rendere conto come, nella vita, non ci sia solo l’amore verso la propria famiglia o verso la propria donna, ma esiste anche l’amore verso un amico che diventa più di un fratello. Un amico che ci indica la strada, che ci resta accanto anche quando commettiamo degli errori atroci. Un amico che ci fa ridere nei momenti più impensabili e che, nel momento del bisogno, ci urla contro per farci alzare e combattere.
Ecco, questo non protagonista mi ha fatto apprezzare una storia che a causa di Ryan e Fin poteva ricevere una valutazione abbastanza negativa.
Ammetto che, a parte lui, ci sarebbe anche un altro personaggio che ho apprezzato molto, e sono quasi certa che ruberà il cuore a molte di voi!
Spero davvero di poter leggere un libro anche su di lui, se lo meriterebbe.
Più di questo non posso dirvi perché sarebbe spoiler e, quando ci sono personaggi del genere, anche se la storia non convince totalmente, tutto deve scoprirsi man mano per goderselo fino in fondo.
Anche quando fa male. Anche quando certe scene e certe parole commuovono e portano lacrime.



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