
Il tanto bramato scettro della Morrígan sta per essere venduto sul mercato nero al miglior offerente e l’Agente Speciale dell’AOS Patrick Collins farà tutto il necessario per assicurarsi che il Dominion Sect non ci metta le mani sopra. Restituire l’arma alla sua legittima proprietaria è un altro passo sulla lunga strada che lo libererà dal debito che ha contratto con gli dèi, ma non la percorrerà da solo. Jonothon de Vere non glielo permetterà.
Per obbedire agli dèi, dovranno dirigersi a Londra. Per Jono significa affrontare un passato che credeva di essersi lasciato alle spalle per sempre. In Inghilterra il suo ritorno non è gradito, né lo è il loro branco, e sarà costretto a fronteggiare l’antica ostilità insieme a Patrick. Problemi di politica dei mutaforma a parte, il completamento della missione dovrà rimanere la loro priorità, ma i raggelanti segreti che scopriranno nel branco divino londinese avranno ripercussioni sul caso impossibili da ignorare.
Una corsa contro il tempo li porterà dalle strade di Londra alle brillanti luci di Parigi, dove l’ospitalità è fragile, l’aria è carica di preghiere sussurrate per gli scomparsi e lo scettro della Morrígan finirà nell’unico luogo in cui non sarebbe mai dovuto arrivare… un cimitero.
Perché nel sottosuolo di Parigi riposano morti a lungo dimenticati e, quando si risveglieranno per tornare a camminare, i vivi potranno solo sperare in una morte misericordiosa.

Non appena ho girato l’ultima pagina di questo libro, ho fatto un respiro profondo. Poi ne ho fatto un altro… e poi ho iniziato a urlare e a battere i piedi come una bambina capricciosa perché non potevo leggere subito il libro successivo. Ebbene sì, questo libro è stato FENOMENALE, pieno di azione e di emozioni.
Una nuova missione per il branco divino di New York: Pat e Jono, ma anche Sage e Wade, devono andare a Londra alla ricerca dello scettro della Morrígan. È imperativo impedire che il Dominion Sect riesca a impossessarsene.
Facile no?!
No! Per nulla semplice, perché Patrick è affetto dalla “Sindrome di Jessica Fletcher” elevata all’ennesima potenza: se ovunque arrivava la nostra amata scrittrice qualcuno moriva, dove arriva il nostro amato mago… si scatena il finimondo come minimo.
Pat si ritrova un’altra volta a dover lasciare la sua casa e volare fino a Londra, per tenere fede al patto fatto con gli dèi. Come se non bastasse, si ritrova coinvolto, assieme a Jono e agli altri, nei problemi interni del branco divino di Londra.
In questo libro lo vediamo prendere sempre più coscienza del suo rapporto con Jono, è sempre più coinvolto, sempre più innamorato e lo dimostra con mille piccoli gesti, nonostante non riesca a pronunciare le fatidiche parole. Pat inizia a capire di aver finalmente trovato quella famiglia che bramava intimamente e che non ha mai avuto e sarà disposto a tutto per proteggerla.
“«Il luogo in cui sono più al sicuro è al tuo fianco. Funzioniamo meglio insieme, lo sai.»”
Jono non ha bisogno che Pat gli dica quelle parole, le legge ogni giorno nel suo odore, nelle sfumature dei suoi gesti. Ma conosce anche il suo compagno e sa quanto è deciso a tenere lui e il resto del branco al sicuro a scapito della propria sicurezza, per questo non può assolutamente permettere che parta da solo. Anche se questo vuole dire affrontare il suo doloroso passato. Londra è sinonimo di dolore e solitudine, ma forse questa è l’occasione per affrontare i ricordi dolorosi e sostituirli con altri più piacevoli.
Jono è l’uomo che tutte vorremmo: affettuoso e sempre pronto a sostenere il compagno. Quello che sta costruendo con Patrick si rivela libro dopo libro sempre meno vicino a un branco e molto più simile a una famiglia allargata.
“Il periodo in cui aveva vissuto ai margini dei branchi londinesi, tirando avanti a stento con lavoretti da barista o muratore. Non si era lasciato niente alle spalle, ma stava tornando con tutto quello che aveva sempre desiderato e che aveva trovato su una sponda lontana.”
In questo romanzo ritroviamo anche Sage e Wade, e quest’ultimo ci riserverà molte sorprese. L’ho adorato! Da quando è arrivato nel branco di Pat e Jono, è cresciuto sempre più e non solo fisicamente, ma anche emotivamente. Stare con loro gli ha dato fiducia, in sé e negli altri, si vede soprattutto in occasione della battaglia. I suoi siparietti sono divertentissimi e alleggeriscono molto la narrazione. Soprattutto in questo libro che ha un’atmosfera molto più cupa e opprimente rispetto ai precedenti.
Questa volta in nostri protagonisti si ritroveranno a dover combattere con i morti, e con colui che li governa. Pat e Jono dovranno correre per scongiurare l’apocalisse zombie, e quale è la città migliore, o meglio peggiore, per una guerra senza esclusione di colpi? Ovviamente Parigi famosa per le sue catacombe che si estendono sotto la città. Tanti, troppi morti a disposizione del loro nemico: serve tutto l’aiuto possibile. Ed ecco che entrano in campo Nadine e Spencer, amici di Pat dai tempi della guerra. Spencer ha un potere pericoloso e oscuro ed è accompagnato da una psicopompo davvero speciale: Fatima.
Non ridete, non ho scritto male, psicopompo è un termine che esiste davvero, ed è una sorta di guida per le anime dei morti. Spencer è un personaggio interessantissimo, come interessanti sono i suoi poteri, poteri che non devono avergli reso la vita semplice. So che c’è un libro su di lui, che spero verrà tradotto.
Altra protagonista di questo libro è la mitologia slava: incontreremo Pecklabog il dio dell’oltretomba, e poi la mitica Baba Yaga con il suo mezzo di trasporto assai particolare. Ho adorato le scene dove compare la vecchia megera, e l’autrice con pochi tratti l’ha resa reale e parte integrante della storia.
Il ritmo di questo libro è travolgente, un susseguirsi di combattimenti fino allo scontro finale che lascia senza fiato. Azione ed emozione la fanno da padrone in ogni pagina, l’autrice è bravissima a caratterizzare i vari personaggi che incrociano la strada dei protagonisti e a mixare momenti più pesanti con altri più leggeri. Colpi di scena inseriti ad arte in una storia che mi ha catturata, che mi ha emozionata e trascinata dentro le pagine.
Vorrei fare un complimento a chi si occupa della traduzione, credo non sia semplice tradurre un testo come questo, sappiate solo che, se sono riuscita a immergermi così bene in questa storia, è solo merito vostro.
Ora mi sento orfana, già mi mancano Jono e Patrick e tutti gli altri, vorrei avere già tra le mani il prossimo libro, ma sono sicura che non dovrò aspettare troppo.
Consigliatissimo a chi ama la mitologia!


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