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Wes Jensen ha appena perso la sorella che l’ha cresciuto e ha avuto l’affidamento della sua nipotina. L’ultima cosa di cui ha bisogno è doversi occupare di Braden Roth, l’avventura di una notte che continua a provare a infilarsi nella sua vita già piena. Wes non è mai stato bravo ad avvicinarsi agli altri e ora ha anche una bambina da crescere.
A Braden, invece, non era mai capitato che qualcuno, uomo o donna che fosse, se la svignasse dopo una notte passata insieme. Per questo Wes lo intriga fin dall’inizio. Braden non è il tipo da negarsi ciò che vuole, e vuole Wes. Più tempo passa con lui e la bambina, che li tiene costantemente sull’attenti, più Braden capisce che non si tratta solo di un capriccio, del tentativo di conquistare l’uomo che è fuggito via.
Con l’intrecciarsi sempre più stretto delle loro vite, Wes scopre che Braden è meno superficiale di quanto pensava. Dopo tutto ciò che ha perso, Wes non è sicuro di voler mettere a rischio il suo cuore, ma desidera anche che Braden resti. E se l’uomo restasse, la vita calma di Wes sarebbe abbastanza per lui?

Serve più coraggio a passare una notte con una persona oppure a dirle di restare fino al mattino dopo? Di restare nella propria vita?
Non sono domande che Wes si pone, all’inizio del libro, travolto dalla morte della sorella e dall’essere di colpo responsabile della nipotina; tuttavia, man mano che la sua vita e quella di Braden si legano, gli sarà impossibile continuare a fuggire e scegliere la solitudine. Si dice da sempre che da solo non potrà soffrire, che nessuno potrà abbandonarlo, ma nemmeno lui forse ci crede fino in fondo. Wes è un uomo generoso e pronto ad aiutare chiunque, però mettere le necessità degli altri prima delle sue non è sempre la scelta migliore, se significa rifuggire ogni legame.
«Con te è facile,» scherzò.
«Facile rompermi le palle o facile essere di buon umore?» Bevve un sorso di birra, guardando Wes da sopra il collo della bottiglia. Quel bastardo. Aveva quella scintilla presuntuosa negli occhi e un’incurvatura maliziosa delle labbra. «Credo di piacerti anch’io. Uno di questi giorni lo ammetterai.»
Wes alzò gli occhi al cielo, rendendosi conto di stare cercando di trattenere un sorriso. «Resterai con il fiato sospeso nel frattempo?»
«Mi faresti la respirazione bocca a bocca?»
All’inizio, in realtà, Braden insegue Wes solo perché gli è sfuggito dopo una notte insieme, quasi per capriccio. Essergli amico mentre cerca di elaborare il lutto e nel medesimo tempo di occuparsi di Jessie, però, cambierà le cose, spingendolo a mostrare i lati meno superficiali del suo carattere, il suo vero io. Braden si rivelerà una persona altruista, uno che spesso dice di slancio la cosa sbagliata ma poi rimedia con la propria gentilezza.
Questi due uomini soli finiranno per scoprirsi molto meno soli del previsto, quasi senza accorgersene, perché un’amicizia colorata di attrazione e battute lentamente diventerà altro con una naturalezza che rende l’intera vicenda molto dolce. Non servono grandi dichiarazioni, a volte, ma una quotidianità domestica che spinge a chiedere a qualcuno di restare, almeno fino al mattino.
«[…] Ma credo che, quando penso al mio futuro, non mi importa molto che sia con un uomo o una donna, ma più come una persona mi fa sentire o come mi sento io nei loro confronti. Da un punto di vista sessuale, amo stare con gli uomini e adoro anche stare con le donne. Ci sono delle differenze, cose in un uomo che amo da impazzire, come qualche volta adoro la morbidezza di una donna. Ma se parliamo, di cosa, amore? In quel caso ciò che importa è di chi mi innamoro. Il resto sono solo dettagli.»
Un personaggio centrale nella storia è Jessie, la nipotina di Wes, intorno alla quale adesso ruota tutta la sua vita; all’inizio è lei, in un certo senso, a legare i due uomini, più della palese attrazione che provano l’uno per l’altro. Non so quante bimbe di quattro anni siano tanto sagge e intraprendenti, ma devo ammettere che le sue paure e i modi in cui esprime il dolore per la perdita della madre sono descritti bene, in modo credibile e con sensibilità.
Chi diavolo era quell’uomo? Quante volte Braden aveva detto la cosa sbagliata, ma anche quante volte, quando era importante, aveva detto la cosa giusta? Non sapeva se se ne fosse reso conto. Non sapeva se avesse capito che più tempo Wes passava con lui, più aveva paura di non voler mai più stare senza di lui. E quello faceva pensare e provare a Wes cose che credeva non avrebbe provato mai più.
No, cose che non aveva mai provato prima.
L’attrazione tra Braden e Wes porta a una relazione appassionata e nella narrazione c’è un buon equilibrio tra momenti ironici ad altri drammatici, in cui trova spazio il dolore per la morte della sorella di Wes, alternati ad altri estremamente sensuali. Nel complesso, il romanzo è un susseguirsi di emozioni che accompagnano la nascita e l’evoluzione del rapporto tra Wes e Braden, una lettura perfetta per chi ama le storie d’amore a lieto fine.


Recensione a cura di:

Editing:


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3 Pretend, Mason e Gavin
3.5 Return to Blackcreek
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