
Sconvolti dalla loro devastante rottura, il detective Levi Abrams e l’investigatore Dominic Russo si ritrovano in guerra proprio quando hanno più bisogno l’uno dell’altro. Mentre Dominic è intrappolato in un circolo vizioso di dipendenza, Levi dispera di poter catturare il Sette di picche. Il numero di vittime dello spietato giustiziere continua a salire e Levi non può fare altro che tenere il passo con la carneficina.
Le strade di Levi e Dominic si incrociano ripetutamente durante l’indagine su un giro di rapimenti con annesse mutilazioni, e la storia sembra ripetersi. Messi ancora una volta insieme dal destino, uniscono a malincuore le forze per dare la caccia ai colpevoli.
Ma il Sette di picche odia condividere i riflettori e ha un asso nella manica: una nuova serie di vittime con un legame speciale con Levi. Gli omicidi provocano onde d’urto a Las Vegas e cambiano per sempre le regole del gioco.
Il Sette di picche ha alzato la posta. Se Levi e Dominic non giocheranno bene le loro carte, finiranno per perdere tutto.

Il finale del libro precedente è stato emotivamente devastante e l’inizio di questo quarto volume della serie non è da meno: Levi e Dominic non riescono a starsi lontani e continuano a ferirsi a vicenda, a cercarsi e gettare l’uno sull’altro la propria disperazione e rabbia, a mantenere viva una connessione fisica quasi feroce quando quella emotiva sembra ormai irrecuperabile. Ogni gesto diventa quasi una vendetta crudele, ogni parola una lama affilata: leggere alcune parti della storia fa male perché si soffre insieme a loro. Nessuno dei due è esente da colpe, l’orgoglio e l’incapacità di superare rabbia e dipendenza diventano soffocanti e sembrano destinati a fare a pezzi quel poco che resta di loro. E tutto questo avviene mentre la caccia al Sette di Picche si fa sempre più cruenta e disperata.
La consapevolezza che si tratta di una serie romance è la luce che guida il lettore oltre la tempesta che infuria nell’animo e nella vita di questi due uomini che abbiamo imparato ad amare nel corso della serie: uomini imperfetti e fallaci, segnati da demoni implacabili, ma comunque decisi a fare ciò che è giusto e dare la caccia a chi ha reso Las Vegas una zona di guerra. Le rispettive indagini li costringono a lavorare di nuovo insieme ed è allora che, nonostante gli scontri nella loro vita privata, Dom e Levi riescono a dare il meglio perché, a dispetto di tutto, in coppia funzionano come nessun altro.
Dominic fu il primo a rompere il silenzio. «Ce la faremo, vero?»
Levi appoggiò la testa sulla sua spalla per guardarlo in faccia. «Non sarà facile.»
«Non voglio qualcosa di facile.» Le sue labbra si arricciarono, e lui tracciò il pollice lungo la mascella di Levi. «Voglio te.»
Non voglio parlare della trama, l’evolversi della storia è un susseguirsi di emozioni e colpi di scena che vanno scoperti e vissuti man mano. Il Sette di Picche è sempre più il terzo protagonista, celato e misterioso, ma onnipresente; condiziona le scelte dei personaggi a ogni passo, incombendo come un’ombra terrificante soprattutto su Levi, con cui sembra possedere un’affinità spaventosa e inquietante.
Il gruppo dei personaggi secondari è ormai solido e ben caratterizzato, ma si sospetta praticamente di tutti e a ogni svolta si cambia idea su chi possa essere il killer inafferrabile. Si ha quasi paura ad affezionarsi a loro, perché pare sempre più evidente che il Sette di Picche debba essere solidamente intrecciato nella vita di Levi.
Arrivati alla fine si ha un’unica certezza: adesso che Dominic e Levi hanno ricostruito un fronte unito, resta solo la caccia finale. La domanda è chi sopravviverà oltre a loro per vederne i risultati.


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