Titolo: An unexpected kind of love
Autore: Hayden Stone
Serie: stand alone
Pubblicazione: Triskell edizioni
Genere: romance mm, romantic suspanse, contemporaneo
Trope: grumpy vs. sunshine, opposites attract, celebrity romance, forced proximity
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Quando una star americana entra nella sua libreria, Aubrey scopre che i veri guai hanno occhi azzurri.
Il libraio Aubrey Barnes ama molto la sua tranquilla e ordinaria vita a Londra, grazie tante. Il suo negozio fatica a stare a galla, la sua unica impiegata è una minaccia alla società e il suo impianto idraulico potrebbe cedere da un momento all’altro, ma sono tutti dettagli sopportabili. Forse. Quello che davvero non può tollerare è la compagnia cinematografica che ha gettato la sua strada di Soho nel caos. Né il carismatico attore americano Blake Sinclair.
Per questo è estremamente riluttante ad affittare il suo negozio come set per il film di Blake, ma è l’unica opportunità che ha di salvare la sua attività. Ora non può sfuggire a quell’attore dalla bellezza distraente. Poi Aubrey si ritrova da solo con Blake in un camper… e quello che succede trasforma l’ondata di caldo di Londra in un rogo che lascia entrambi senza fiato.
Aubrey non è tagliato per la vita d’alto profilo di chi esce con una celebrità, soprattutto se si tratta di un attore americano che non ha nemmeno fatto coming out. Meno male che la loro tresca è destinata a durare poco. Ma non aspettarsi nulla può essere complicato quando quel nulla inizia a significare tutto.

“Sono solo un ragazzo che sta di fronte a un ragazzo e gli sta chiedendo di amarlo…”
Ehm, no, non stiamo parlando del delizioso film che ogni cultore del romance che si rispetti deve aver visto almeno quattro volte, ma di un suo retelling in chiave MM. A proposito, si usa questo termine se non si tratta di una favola? Non saprei, però mi sembra adatto. Non sto dando colpe all’autrice, che non si nasconde ma anzi ci gioca sopra e si diverte, infilando riferimenti cinematografici, come la famigerata battuta su Cavalli e Segugi, o inserendo una persona sulla sedia a rotelle, proprio come nel film. Ma sarebbe sbagliato non farlo notare.
Detto questo, con una trama del genere, mi sarei aspettata qualcosa di spumeggiante e divertente, ma ahimé, pur avendo un gran potenziale, la storia non è stata sfruttata a dovere e mi è sembrata troppo superficiale e tirata di corsa, specie nel finale.
A onor del vero, alcune battute sono spassose, e anche alcuni dei battibecchi e dei dialoghi tra i due piccioncini, il tutto supportato da un’ottima resa in italiano, ma il problema maggiore, a mio personalissimo avviso, sono proprio loro: i protagonisti.
Non sono riuscita a empatizzare con nessuno dei due, anzi non sono riuscita proprio a farmeli piacere, specie Aubrey, un ragazzo di ventitré anni che parla e agisce come se avesse alle spalle il vissuto di un quarantenne, tranne poi uscirsene con azioni al limite dell’avventato e per nulla riconducibili a come lui stesso si è descritto fino a quel momento. Ho trovato un filo esagerato il suo continuo sminuirsi e definirsi poco attraente, goffo e incapace di fare qualsiasi cosa, sia dal punto di vista tecnologico, pratico ma anche emotivo. Insomma, una lagna, che però, inspiegabilmente, attrae un affascinante e lanciatissimo attore americano che punta il giovane libraio, dai vestiti perennemente stropicciati, e lo conquista con relativa facilità.
Blake è bello come il sole, sicuro di sé e sempre ridente, ma la cosa incredibile è che trova interessante Aubrey, tanto che i due iniziano una storia anche molto carina, fatta di momenti teneri, dialoghi simpatici e dissertazioni su legumi e fagioli. Tra i due, Blake è quello che ho apprezzato di più, pur non beneficiando del suo POV, che sarebbe stato fondamentale, specie per capire alcuni dei suoi comportamenti verso il finale del libro. Comportamenti assolutamente non in linea con quello che abbiamo letto fino a quel momento.
I personaggi secondari sono tutti interessanti, o perlomeno lo sarebbero se le loro storie venissero sviluppate meglio. Ad esempio, conoscere qualcosa in più su Eli e Ryan e su come sono finiti insieme a discapito del povero Aubrey non mi sarebbe dispiaciuto.
L’autrice descrive davvero bene ambienti e atmosfere, tanto che alla fine anch’io mi sentivo appiccicosa e sudata a causa del gran caldo che quei poveretti soffrivano, in un’estate londinese particolarmente bollente, e riuscivo a immaginarmi in maniera perfetta la libreria di Aubrey invasa dalla troupe cinematografica.
Per concludere, “An unexpected kind of love” è una piacevole lettura per chi vuole rilassarsi, tra dialoghi scoppiettanti, momenti romantici e scene di sesso carine seppur non troppo descrittive. Niente di profondo o impegnato, ma comunque gradevole.
Lo consiglio agli amanti delle storie romantiche con tanto zucchero e fraintendimenti.


Recensione a cura di

Editing a cura di










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