Serie spin-off della Masters & Slaves Series, ambientata nell’harem dell’imperatore.
Taylor Kinney (11 aprile 2019), acquistabile qui.

Dagon, dopo essere riuscito a salvare la vita al giovane Jade, deve imparare a gestirlo, trovando un modo per aiutarlo a comprendere i suoi errori e ad affrontare il futuro in modo diverso.
Sembrerebbe impossibile conciliare le idee di un ragazzo ribelle con quelle di un Generale intransigente, convinto che gli schiavi vadano trattati come tali e addestrati all’obbedienza e al rispetto, ma Jade appartiene a Dagon e che gli piaccia o no dovrà abituarsi all’idea.
La convivenza tra i due non sarà sempre semplice ed entrambi dovranno venire a patti con le loro convinzioni per imparare a comprendersi davvero.
Si stava innamorando del suo schiavo e desiderava poterlo rendere felice, ci sarebbe voluto tempo e impegno, ma avrebbero imparato a gestire quella relazione.
Credo sia doveroso specificare fin dall’inizio che, sì, è possibile leggere questo romanzo senza aver letto la serie precedente dell’autrice, ma (grossissimo, gigantesco MA) personalmente vi consiglio di andare con ordine. Certo, i fatti possono sembrare comunque chiari e le dinamiche sono narrate in modo preciso, ma senza aver letto i libri della serie Masters e Slaves non si può davvero cogliere fino in fondo la relazione tra i personaggi principali (Dagon e Jade), le azioni di alcuni secondari (ad esempio Alexander) e soprattutto i legami già instaurati (come quello tra Kail, Alexander, Shiko).
Detto questo…
Jade è un ragazzo fragile, allevato da un padre che non ha fatto altro che abusare del suo potere sul figlio sia fisicamente che emotivamente. All’inizio potrebbe sembrare un ribelle, arrogante e presuntuoso, ma avanzando nella lettura si coglie il suo bisogno di contatto, di essere accettato, amato e desiderato, di sentirsi capito. Jade è intelligente, ma non ha mai potuto dimostrarlo, almeno finché non ha incontrato Dagon che in lui ha visto qualcosa di speciale.
Dagon potrebbe aver commesso un grosso errore salvando l’attentatore alla vita della Regina, ma è un uomo scaltro e non si fa certo imbrogliare dall’aspetto dolce e dalla finta, immediata obbedienza di Jade. Dagon è severo, alcune volte senza pietà, ma è anche disponibile a prendere consapevolezza dei suoi errori soprattutto quando si confronta con Kail. All’inizio non è facile ma, stando a stretto contatto, i due uomini imparano a conoscersi e a capire le rispettive richieste.
Jade vuole una vita il più possibile normale e lentamente scopre che, nonostante la sua nuova condizione di schiavo, essere graziato da Dagon può essere stata la sua più grande fortuna.
Dagon vuole qualcuno di cui fidarsi, qualcuno da amare, qualcuno che lo conosca e lo accetti nonostante il suo carattere, i pregi e i difetti che porta con sè.
“Dovresti imparare a chiedere quando desideri qualcosa. Non sono affatto contrariato, a dire il vero sono fin troppo contento di te,” lo rassicurò scendendo a mordicchiargli il collo.
Il ragazzo gemette, ma non disse altro e Dagon smise di stuzzicarlo.
“Cercherò di essere più chiaro, Jade. Se vuoi che ti tocchi o che ti faccia godere dovrai chiedermelo, desidero sentirtelo dire,” lo informò, spingendolo a voltarsi verso di lui per poterlo guardare in viso.
La relazione tra Jade e Dagon nasce lentamente e avanza con il giusto ritmo di desiderio e incertezza, pace e lotta. Il Generale non vuole forzare la mano e lo schiavo, spesso, non si sente abbastanza sicuro di sé per fare la prima mossa. Quando finalmente i due uomini trovano un equilibrio, la dolcezza e la passione li travolgono completamente. Le dispute e gli scontri non finiscono mai, dando un po’ di pepe alla storia, e si arriva a un finale che lascia il lettore con un doloroso peso sul cuore.
Dagon e Jade sono i personaggi principali e tutta la storia gira attorno a loro, ma nella narrazione si presentano anche personaggi secondari che si amano e si odiano. Ho apprezzato molto la forte presenza di Kail, Alexander e Shiko, ma soprattutto la maturazione che il Principe dimostra di aver acquisito anche dopo la sua storia che è già stata narrata nella serie precedente.
L’autrice lancia tanti piccoli pezzi di pane che vanno verso diversi sentieri, presentando nuovi personaggi che spero seguiranno presto la loro strada regalandoci nuove, bellissime storie da leggere.
La scrittura è scorrevole, la storia è chiara, nulla viene lasciato al caso o all’immaginazione.
I personaggi sono ben caratterizzati ed entrano prepotentemente nel cuore del lettore.
Personalmente, credo che l’autrice abbia superato se stessa con questo primo romanzo di una nuova serie che ha tutte le caratteristiche per essere spettacolare.



Recensione a cura di:

Editing:











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