Mike Brouwer ha lottato per tutta la vita. Ha lottato per la sua famiglia, per i suoi compagni di squadra, per proteggere se stesso senza mai abbassare la guardia. Ha lottato per ottenere un posto nella National Hockey League e l’unica maniera per riuscire a conservarlo è usare i pugni, per il divertimento dei tifosi e per
proteggere la sua squadra.
Liam Fitzgerald è una recluta con dodici anni meno di Mike e più talento nel suo dito mignolo di quanto Mike ne abbia in tutti e due i pugni. È il giocatore più piccolo sul ghiaccio, ma non permette mai che quello gli impedisca di ottenere ciò che vuole. E a quanto pare, ciò che vuole è Mike e quella è una battaglia che Mike si ritrova a perdere.
Mike sapeva che sarebbe stato un errore permettere a quella recluta di infilarsi nel suo letto, ma non sapeva che quell’errore lo avrebbe seguito per il resto della sua vita.

Questo libro era nella mia lista dalla sua uscita, la trama mi ispirava un sacco, adoro gli sport romance specie quelli ambientati nel mondo dell’hockey. Allora vi chiederete, anzi mi chiederete – lo state facendo vero? – perché abbia aspettato così a lungo prima di leggerlo. Sapevo a cosa sarei andata incontro, avevo sentito parlarne dalle amiche, bene o male ero preparata, ma si è mai davvero preparati per certe emozioni?
A lettura finita, e dopo qualche giorno per assimilare e far sedimentare le varie emozioni, posso dire che questo libro mi è piaciuto molto, nonostante mi abbia fatto versare fiumi di lacrime. Sapevo cosa avrei provato, non immaginavo cosa avrei provato, sì, lo so, non ha molto senso vero? Ma accontentatevi perché questa recensione sarà priva di senso logico, sarà guidata dalle emozioni.
Questo libro è un tuffo nella realtà, uno spaccato di vita vera, con le sue gioie e a volte con i suoi dolori, dolori che possono distruggere, mettere alla prova, e rinsaldare. Dolori che a volte ti fanno capire quello che davvero ha importanza nella vita, quello che si rischia di perdere.
È una grandissima storia d’amore, quell’amore che capita una volta sola nella vita e solo se sei fortunato, perché non a tutti è concesso un simile dono. Mike e Liam hanno avuto la fortuna di incontrarsi, di innamorarsi, di perdersi e di ritrovarsi.
Il punto è che Mike è un egoista. Ha provato in tutti i modi a non esserlo quando si tratta di Liam, ma non ci riesce. Preferirebbe avere un Liam infelice piuttosto che essere infelice senza di lui e se questo lo rende un figlio di puttana, ormai non gliene frega più nulla.
Mike si sente vecchio, oramai il suo tempo come giocatore di hockey è quasi agli sgoccioli, è un cinico – non è vero è un tenerone ma non diteglielo altrimenti si arrabbia – si adatta bene alla vita che ha scelto. Lui è un enforcer, questo termine e ruolo di gioco racchiude la sua essenza più profonda, il suo bisogno di proteggere, perché Mike è un protettore per vocazione. Mike è un picchiatore ed è abituato a incassare colpi destinati a lui ma anche quelli destinati ad altri, ha imparato a rialzarsi e a rituffarsi nella mischia, ma certi colpi sono duri da incassare e non sempre è possibile farlo. Alcune volte le conseguenze di certi colpi le porti addosso per tutta la vita. Lui è abituato a sacrificarsi per il bene della squadra, soprattutto per il bene di Liam.
Non ce la fa a spezzargli ancora il cuore, non crede di poterci riuscire, non senza battere ciglio. Che ferma tutto subito o che lascia a Liam decidere cosa fare perché Liam è più responsabile di lui nell’unico modo che conta davvero e che Mike lo ama e non ce la fa proprio più ad amarlo e a non averlo e a non poter biasimare nessuno per questo tranne che se stesso, morbosamente grato per ogni segnale che Liam possa cavarsela meglio senza di lui.
Liam che è così giovane, così pieno di energia, pieno di talento. Liam che forte della sua giovinezza e della sua testardaggine dimostra a Mike che l’amore può nascere quando meno te lo aspetti. Che nonostante sia giovane, i sentimenti che prova non lo sono, che loro due insieme sono perfetti nonostante la differenza di età o forse proprio per quella. Che forse, a volte, non deve sempre essere Mike a prendersi cura degli altri, di Liam.
Ti amo così tanto. Non glielo dice, ma lo pensa così forte che è quasi sicuro che Liam riesca comunque a sentirlo.
La vita a volte è strana, ti mette di fronte a scelte che mai avresti pensato di poter fare, ricompense che non pensavi di meritare: e che fare in questi casi? Semplice Mike, devi mettere da parte il tuo senso del dovere, il tuo spirito di sacrificio e accettare. Accettare che Liam è fatto per te e che non puoi decidere tu per lui, che tutti meritano di essere amati, che la vita dà e a volte toglie, ma quello che dona potrebbe essere mille volte meglio di quanto toglie.
Questo libro mi ha fatto sentire come un panno dentro la lavatrice, centrifugato, sballottato di qua e di là in preda a mille emozioni, e poi alla fine, quando togli il panno dal cestello, il colpo di grazia ti cade per terra. Ecco questo è stato il finale per me, la caduta.
Ho letto la storia di Mike e Liam in un soffio, pagina dopo pagina, sempre più immersa nel loro mondo, nel loro amore.
Non è un libro leggero, ma d’altronde nemmeno la vita lo è o perlomeno non lo è sempre, ma onestamente se lo fosse stato non mi avrebbe emozionato così tanto. Nonostante le lacrime, e la tristezza non mi pento minimamente di averlo letto e fidatavi non ve ne pentirete nemmeno voi se ascoltate il mio consiglio di lettura.
A volte siamo come una lastra di ghiaccio, difficile da rompere con un unico colpo, ma quando si insiste, pian piano e colpo dopo colpo veniamo scalfiti finché non arriva quel momento che manda tutto in frantumi.


Recensione a cura di:

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