♦ Traduzione a cura di Emanuela Cardarelli
Dreamspinner Press, acquistabile qui ♦

Il vicesceriffo federale Miro Jones è noto per la sua capacità di conservare la calma e il sangue freddo anche quando si trova sotto tiro. Queste qualità sono fondamentali per lavorare con il suo fenomenale partner, Ian Doyle, il tipo d’uomo in grado di scatenare un litigio in una stanza vuota. Nei tre anni trascorsi a lavorare e rischiare la vita insieme, il loro rapporto è cresciuto: dall’essere due sconosciuti sono diventati colleghi, e infine compagni di squadra affiatati e migliori amici. Miro nutre una fiducia cieca nell’uomo che gli copre le spalle, e forse qualcosa di più.
Tutti si aspettano che Ian, come sceriffo e soldato, prenda il comando, tuttavia la forza e l’autocontrollo che lo hanno portato al successo sul campo non funzionano negli altri ambiti della sua vita. Ian ha sempre trovato scuse per rifiutare qualsiasi legame, ma non avere né una casa né qualcuno da cui tornare lo sta lentamente divorando dentro. Col tempo, si è costretto ad ammettere che senza il suo partner non vale la pena andare da nessuna parte. Adesso tocca a Miro convincerlo che farsi catturare dai lacci del cuore non significa essere prigionieri.

Il sorriso di Ian, il modo in cui mi guardava e in cui il suo sguardo si addolciva mi fecero subito venire le farfalle nello stomaco.
Quell’espressione sfacciata di possesso non mancava mai di farmi eccitare, e Ian non ne aveva la più pallida idea.
Miro e Ian sono partner da ormai tre anni.
Miro è gentile, riflessivo, solare e socievole; un uomo adorabile, benvoluto da tutti.
Ian è bello, psicologicamente ferito dalla guerra, asociale, ma disposto a buttarsi nel fuoco per il suo partner. Non lascia avvicinare nessuno, non si lascia coinvolgere né dalla sua ragazza che dice che a letto è un disastro, né dai suoi colleghi che compatiscono Miro, né da suo padre che tenta in ogni modo di allacciare con il figlio un rapporto dopo diversi anni di separazione. L’unico che riesce a oltrepassare la sua corazza è proprio Miro.
Miro è gay e Ian è etero (più o meno).
Miro è follemente innamorato del suo partner, ma tenta in ogni modo di nascondere i suoi sentimenti perché non vuole rovinare la loro bellissima amicizia. Fin dalle prime pagine si nota una sintonia, una complicità e un affetto tra i due uomini che fa sorridere.
Miro sembra essere l’unico a non notare come Ian lo guarda, come invade il suo spazio personale, come tenta sempre di toccarlo e di stargli il più vicino possibile.
Miro e Ian sono come due vecchi sposi; loro non litigano, loro bisticciano in modo adorabile.
“Lasciami andare!” esclamai ridendo e cercando così di coprire il piacere che provavo nell’avere il braccio di Ian sulla mia spalla, mentre mi attirava a sé.
Il suo corpo caldo premeva contro il mio, il suo addome e il suo respiro contro il mio orecchio mentre pronunciava minacce contro la mia vita.
Tutto cambia quando, dopo essere stato richiamato per una missione altamente segreta, Ian torna a casa e scopre che la vita di Miro è stata messa in serio pericolo da due pallottole che sono entrate e uscite dal suo corpo senza causare, fortunatamente, seri danni.
Forse per l’evidente paura di perderlo manifestata da Ian, forse per quello strano senso di possesso che non è più così nascosto, Miro si rende conto che il suo gay radar non funziona così bene e azzarda, si butta su tutto ciò che ha sempre voluto sperando in un morbido atterraggio.
Sospirò. “Penso ci sia un motivo se a letto faccio schifo.”
Mi accigliai, dispiaciuto che si denigrasse in quel modo.
“Penso che sia perché non sono mai stato a letto con te.”
La lettura in questo momento è accompagnata da un sospiro di sollievo. Finalmente, tutto quel che il lettore ha percepito, desiderato e sognato, si avvera in modo dolcissimo.
Solo a questo punto conosciamo il vero Ian, un uomo che ha bisogno di qualcuno nel letto che assuma il controllo, che gli dica cosa fare, dove andare, come muoversi. Solo Miro lo conosce abbastanza bene da capire ciò di cui il suo partner ha bisogno.
“Sei mio” mi sussurrò nell’orecchio.
Valeva per tutti e due.
Tra le avventure lavorative che li mescolano a fuggitivi, assassini e ogni sorta di criminali, la relazione tra i due uomini si evolve e fa scintille.
Una storia molto dolce, non solo per la relazione tra Ian e Miro, ma anche per come, alla fine, i due uomini gestiscono i testimoni che
devono proteggere.
Ho amato il personaggio di Miro, bellissimo dentro e fuori, ma anche il personaggio di Ian, più complesso e bisognoso di attenzioni.
L’unica cosa che avrei voluto in più è il punto di vista di Ian. La storia è interamente raccontata da Miro e scoprire cosa frulla nella testa di Ian, sarebbe stato perfetto.
Se avete voglia di coccole e amore, è la lettura perfetta.


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Miro e Ian sono due persone complementari in ogni ambito della vita. Ex poliziotto il primo e berretto verde il secondo, hanno deciso di intraprendere la carriera di Marshals tre anni prima. La loro accoppiata, sul lavoro, funziona bene, nonostante Miro esca da scontri e inseguimenti sempre piuttosto acciaccato grazie all’irruenza del partner. Nella vita privata, invece, le cose cambiano. Miro prova da sempre una fortissima attrazione per Ian, tanto che le sue relazioni – stabili o occasionali – vanno sempre a finire male, dato che nessuno regge il confronto con il suo collega.
Era tremendo, assolutamente tremendo. Ian Doyle era il mio migliore amico e partner, del tutto etero. Non avevo alcun diritto di notare le vene dei suoi avambracci, o come la giacca gli fasciasse le spalle, o il modo in cui mi toccava quando mi parlava, o quando mi sedeva vicino, o mi si avvicinava in qualunque maniera. Non si accorgeva di essere sempre nel mio spazio personale quasi come se non ne avessi uno, per cui davvero, non avevo alcun diritto di notarlo. Ma fare finta che non lo notassi mi stava consumando. Avrei dovuto chiedere di cambiare partner, dato che sognavo di andare a letto con quello che avevo adesso.
Ian, dal canto suo, è stranamente indicato dalle numerose donne che si porta a letto come un disastro totale. Lavorando al fianco di Miro ogni giorno, Ian dimostra un grande istinto protettivo nei suoi confronti, nonostante lo faccia spesso finire nei guai. Il berretto verde ha un modo molto fisico di dimostrare ciò che prova: abbracci, carezze, piccoli gesti che indicano un grande attaccamento al collega, ma niente di più.
Il sorriso di Ian, il modo in cui mi guardava e in cui il suo sguardo si addolciva mi fecero subito venire le farfalle allo stomaco. Quell’espressione sfacciata di possesso non mancava mai di farmi eccitare, e Ian non ne aveva la più pallida idea.
Quando eravamo ancora nuovi come partner credevo di leggere troppo nel modo in cui mi sorrideva, mi guardava, o quando mi accorgevo di sentire il suo sguardo sulla schiena. Nessun uomo che non volesse scoparmi si era mai comportato così, fissandomi deciso per poi addolcirsi, apparentemente felice per il solo fatto di starmi accanto, Ma lui sì. Ian lo faceva, e per me era una fonte costante di disagio e di orgoglio.
La vita dei due protagonisti è scandita dai casi su cui lavorano, e intervallata dalle lunghe ed estenuanti missioni all’estero di Ian che, in quanto riserva dei berretti verdi, deve essere disponibile in qualsiasi momento a partire, senza sapere quando farà ritorno.
Gli ultimi incarichi, però, sembrano avvicinare di più i due Marshals, tanto che Miro, abbandonata la sua granitica convinzione che il collega sia etero, decide di scoprire le carte e fargli finalmente sapere ciò che sente. Ciò che riceve in risposta è tanto positivo quanto inatteso: Miro deve gestire un lato insospettato del carattere di Ian, ribaltando così tutto ciò che la sua mente aveva costruito. Il lavoro, però, non si ferma: portare in salvo i due testimoni che proteggono è un compito rischioso. Quasi quanto affrontare il loro capo, ammettendo la loro relazione.
I muscoli della mascella gli si tesero. “Ieri, quando noi… quando tu…” Deglutì con forza. “Mi sono sentito come se ti appartenessi.”
Lo avevo trattato proprio così, perché a letto non avrei mai potuto nascondere i miei sentimenti. Il mio desiderio di possederlo, di farlo mio, era palese.
Quel bisogno mi aveva preoccupato, e di conseguenza, fuori dal letto, avevo fatto in modo che il rapporto tra noi restasse leggero e disimpegnato. A quanto pareva, però, non era questo ciò di cui lui aveva bisogno.
Dal modo in cui mi guardava… capii tutto.
La sua frustrazione, la sua rabbia, avevano a che fare col possesso.
Tutto mi fu chiaro: il suo nervosismo nell’auto, il suo smaniare come se la pelle gli andasse stretta e volesse fuggire via da me. Aveva bisogno di certezze. Doveva sapere qual era il suo posto, e a chi apparteneva.
Essendo un’amante dei cambi di prospettiva, ho apprezzato il lavoro della Calmes sul fronte caratteriale dei personaggi. Trovo interessante scoprire quanto l’idea che ci si fa di una persona (reale o romanzata che sia) dipenda da come questa si presenta. Da questo punto di vista, ho gustato appieno il romanzo. La scrittura è fluida e intrisa di una buona dose di dolcezza, che non guasta mai.
L’idea di far partire la storia d’amore dopo anni di amicizia è stata gestita in modo perfetto: Ian e Miro conoscono quasi ogni aspetto dei loro caratteri, sono tanto affiatati da conoscere in anticipo le mosse l’uno dell’altro. Il passo dall’essere migliori amici ad amanti è davvero breve ma, a modo suo, sorprendente.
Sono rimasta un po’ più perplessa da un’unica cosa: sembra che i due Marshals interagiscano solo con coppie omosessuali, cosa che, a mio parere, toglie un po’ di realismo al testo.
La lettura è comunque piacevole, condita da azione e scene sensuali ben scritte.
Consigliato a chi ama il lato tenero degli uomini tosti!



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