
Quando si incontra qualcosa per cui vale la pena morire, averne un assaggio non basta. Un’anima sperduta varca la soglia della morte e viene accolta da un principe vampiro che diventa il mentore di cui ha bisogno, e l’amante che ha sempre desiderato.
Mezzo umano e mezzo vampiro, Akito James vuole solo essere un eroe. Ma dopo aver deciso di attaccare una pericolosa congrega di streghe, viene esiliato per la sua iniziativa e abbandonato anche dai suoi migliori amici. Tormentato dalle voci nella sua testa, Akito si butta nel fiume Charles di Boston. Quando riprende conoscenza, scopre che a vegliarlo c’è uno spettro solitario che solo lui riesce a vedere: un vampiro alto, moro e vestito di pelle, che lo accoglie con calore nel regno delle ombre.
In una città tanto antica, persino i morti devono fare attenzione di notte. Nessuno lo sa meglio di Lyandros Dragoumanos, fratello del Signore della Guerra, condannato a vagare da solo per le strade di Boston, senza poter essere visto né sentito, fino a quando tra lui e uno sconosciuto tormentato dagli occhi lucenti e i capelli neri come l’inchiostro non scatta una scintilla. Dopo aver assistito al suicidio del giovane, Lyandros coglie al volo quell’occasione imperdibile. Akito potrebbe essere la chiave della sua salvezza… e il suo tocco la promessa di piaceri inenarrabili.

«Volevo così tanto essere l’eroe di cui il clan aveva bisogno — di cui i miei amici avevano bisogno — che non sono neanche più turbato da Morgan o dalla mia stupidità nel consegnarmi a lui. Non più.» «Allora cosa?» Glielo chiese a bassa voce, per evitare di disturbare la sua disponibilità nel raccontare quella storia. «Che per cinque sfavillanti minuti, ai tuoi occhi, sono stato l’eroe.»
Akito James ha sacrificato ogni cosa nel tentativo di aiutare Benjamin nella lotta tra la Mora dei vampiri e la Congrega, sperando di divenire finalmente quell’eroe che ha sempre voluto essere agli occhi dei suoi amici. Ma le cose non sono andate come aveva sperato, e l’esperienza come prigioniero dell’onorevole Morgan, il capo della Congrega, lo ha lasciato spezzato, nel corpo e nell’anima: nel corpo perché il suo tentativo di divenire un vampiro non ha avuto esito positivo, lasciandolo in uno stato transitorio; nello spirito perché l’onorevole Morgan è riuscito a fare breccia nella sua mente, rendendolo un pericolo per se stesso e per la sopravvivenza stessa di Benjamin, Nix, e la Mora tutta.
Questo stato di disperazione e impotenza lo trascina fino al punto di tentare di porre fine alla propria vita, senza sapere che questo lo porterà a scoprire un mondo nuovo, fatto di ombre e fantasmi. Un mondo dove ad attenderlo c’è un’anima che mai si sarebbe aspettato di incontrare.
Lyandros Dragoumanos, Giudice Supremo della Mora dei vampiri, ha passato gli ultimi vent’anni come fantasma, senza sapere nulla di ciò che è successo ai propri fratelli, vivendo giorno dopo giorno una vita non vita fatta di oscurità e ricordi.
Quando incontra l’anima tormentata di Akito ne viene immediatamente attratto, affascinato dalle contraddizioni dell’aura del giovane, dalla sua forza guerriera, dalla testarda volontà di porre definitivamente fine alla propria vita, figlia di una paura terrorizzante che Akito cerca in ogni modo di nascondere.
«Non puoi costringermi a vivere,» ringhiò l’altro, digrignando i denti. Erano in piedi, uno davanti all’altro. Lo scontro tra le loro volontà si manifestò nelle scintille emanate al contatto delle loro auree. Viola contro blu. Lyandros fissò il guerriero negli occhi e vi trovò una sfida che valeva la pena affrontare. Un lento sorriso gli si aprì sul volto. «Ma non posso lasciare che tu muoia.» «Lo vedremo,» replicò Akito. Mentre si allontanavano dalla camera, Lyandros decise di dare all’altro la battaglia con le tenebre che tanto desiderava. Se aveva bisogno del conflitto per trovare la volontà di vivere, allora lui avrebbe fatto in modo che il guerriero affrontasse più sfide di Ulisse stesso. Perché in un modo o nell’altro, entrambi sarebbero tornati a casa.
Nel tentativo di convincere l’anima del ragazzo a tornare nel proprio corpo, Lyandros viene a conoscenza degli avvenimenti degli ultimi vent’anni, ritrova un fratello da tutti creduto morto, e scopre che l’eroe da cui si sente sempre più attratto nasconde dei segreti oscuri che potrebbero allontanarli per sempre.
Senza pensare troppo a dove stava andando, uscì dalla sala indicando ad Akito di seguirlo con un cenno. Ogni passaggio era simile al precedente, pieno di decadimento e macerie. Prima di quel giorno, avrebbe detto che la morte e l’eterna solitudine erano le cose peggiori che potessero accadere a qualsiasi uomo. Guardandosi attorno nel luogo desolato che un tempo aveva chiamato casa, capì di essersi sbagliato. La cosa peggiore che poteva capitare a un uomo era che il mondo che aveva conosciuto, e coloro che aveva amato, non andassero avanti senza di lui.
Costretto dalle circostanze a fare ricorso al proprio ruolo di Giudice Supremo, dovrà legare a sè Akito come Tributo, facendone il proprio schiavo, senza sapere che ciò risveglierà nel ragazzo ricordi traumatici che potrebbero distruggere per sempre ogni possibilità di felicità per entrambi.
Lyandros si voltò, con uno sguardo preoccupato piuttosto che contrariato. «Parla liberamente.» «Non dovrei volerlo,» sussurrò lui, inchiodato al pavimento. «Non dovrei volerti, né fidarmi di te.» Il vampiro nascose in fretta la sua espressione scioccata. «Non permetterò a nessuno di maltrattarti. Hai la mia parola. Obbediscimi, e andrà tutto bene.» Akito scosse la testa, ripensando alle catene nella camera da letto dell’altro uomo. «È solo che… non voglio sparire. Diventare una decorazione sul tuo muro. Voglio continuare… a essere me.» Non lo preoccupava essere legato a lui, bensì quello che sarebbe successo in seguito. Quanta fiducia poteva riporre in un uomo che lo odiava? Ma Lyandros non si stava comportando come l’onorevole Morgan. Akito doveva credere che il Giudice Supremo lo avrebbe trattato bene.
Per aiutare la Mora e tutti coloro che amano, e avere una speranza di un futuro insieme, i due dovranno imparare a lasciarsi andare ed assaporare l’oscurità insieme.
Lyandros uscì dal salotto senza aspettare di vedere se l’altro lo stava seguendo. Quando raggiunsero la loro stanza, chiuse la porta e appoggiò le mani sul legno, incurvando le spalle in segno di sconfitta. «Perché non lasci che ti protegga?» «Perché non mi lasci espiare i miei peccati?» chiese piano Akito. Che gli dei lo aiutassero, se si fosse trattato di qualsiasi altro tributo, Lyandros lo avrebbe fatto e con piacere. Fece un ultimo sforzo per assumere il controllo e offrire la propria protezione all’uomo più meritevole che avesse mai incontrato. «Prendermi cura di te è il mio lavoro,» tentò. La sofferenza pervase l’espressione dell’altro, stringendogli le labbra e piegandogli gli angoli degli occhi. «Il tuo lavoro?» Quel sentimento andò in cenere non appena Lyandros si rese conto di aver pronunciato una bugia. La dea Temi sarebbe stata scontenta se non avesse fatto ammenda. Tuttavia, senza il suo altare e lo scudo, gli rimaneva solo una cosa da offrire. Alzando il mento, fece un profondo respiro e lo guardò negli occhi per impegnare l’unico dono che aveva ancora da concedere. Il suo cuore.
Devo ammettere che questo secondo capitolo della saga mi ha lasciato un po’ insoddisfatta perché, benché la storia sia molto ben costruita e ben raccontata, non sono riuscita ad emozionarmi tanto quanto mi era capitato con i protagonisti del precedente. Ben e Tzadkiel mi avevano catturato a un livello più viscerale facendomi quasi sentire sulla pelle ogni loro scontro, ogni loro emozione, con Akito e Lyandros invece questo non mi è successo: ho apprezzato le loro interazioni e capito le motivazioni sottese a ogni loro azione, ma niente di più.
Questo comunque non è un difetto del romanzo, che mi ha tenuta incollata alle pagine con colpi di scena e situazioni interessantissime, lasciando anche ampio spazio a Nix, di cui viene svelata la reale natura, facendone intuire la notevole importanza all’interno della storia e lasciandomi quindi con una notevole aspettativa per il terzo capitolo.
Ecco perché il mio voto rimane comunque alto, in quanto non ritengo di dover togliere punti solo per una mia mancata empatizzazione coi protagonisti.
In considerazione di tutto ne consiglio la lettura a chi ha apprezzato e amato il primo capitolo, e a chi ancora non lo ha fatto consiglio di recuperare, perché è una serie che merita molto, soprattutto per l’approccio abbastanza originale al mondo dei vampiri e delle creature soprannaturali in generale.

e mezzo.
Recensione a cura di:

Editing:

Qui la recensione del primo romanzo della serie.

1 Surrender the Dark, Abbandonare l’oscurità – Tzadkiel Dragoumanos, Signore della Guerra.
2 Taste the Dark, Assaporare l’oscurità – Lyandros Dragoumanos, fratello del Signore della Guerra.
3 Claim the Dark – I fratelli Dragoumanos, membri di una famiglia di vampiri reali con gusti molto particolari, ritornano nel finale sensuale della trilogia The Dark.









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