Newton Compton Editori – Acquistabile qui

Il primo amore è impossibile da dimenticare
Ho sempre pensato che sarebbe stato mio per sempre. Anche quando il destino ci ha costretti a dirci addio. Non avremmo mai dovuto permettere alla vita di separarci. Ma è successo. E adesso che qualcuno ha preso il mio posto nel suo cuore, so che avrei dovuto lottare con molta più determinazione. Sono passati due anni e i nostri progetti si sono realizzati. Ora che avremmo l’occasione di mantenere le promesse che ci eravamo scambiati, lui sembra aver dimenticato tutto. Si è messo con la mia migliore amica, facendomi iniziare la nuova avventura al college con il cuore spezzato. Immagino che a questo punto della storia dovrei raccontarvi di come un altro ragazzo sia riuscito a farmi innamorare di nuovo e ritrovare il sorriso. Non è andata così. Anche se ho il cuore ancora a brandelli, la verità è che non riesco a smettere di pensare a Quinn.

Appena letta la trama ho pensato che “Love me” potesse essere un libro con un potenziale notevole, magari la prossima volta smetto di pensare e aspetto di poggiare gli occhi sulle pagine del kindle. Di solito apprezzo il genere, anche se preferisco letture più “forti”, però il problema in questo caso è che non sono riuscita a entrare in contatto con i protagonisti. Quinton (Quinn per gli amici), bello, alto, fisicato, giocatore di football americano, aveva tutte le carte in regola per arrivare al mio cuore e anche oltre, invece mi ha solo sfiorata. Daisy, che dire di Daisy? Ragazze, piange, forte, sempre. Eh già, qui non si tratta di qualche lacrimuccia di commozione ogni tanto o di gocce di infelicità che scorrono copiose nei momenti giusti. No. Daisy piange quasi per qualsiasi cosa, che sia un momento di sconforto, un dolore lacerante, una frase romantica, un attimo di inquietudine, una rivelazione improvvisa, lei piange. Intendiamoci, ogni tanto ci sta, ma datti ‘na regola fanciulla bella, che dall’empatia per la “perdita” del tuo grande amore al fastidio per le troppe lacrime versate in ogni dove, è un attimo. Per fortuna Daisy è un’artista e un’eterna sognatrice, e questo mi piace. Partiamo dall’inizio. Il libro è scritto a pov alternati (anche se i capitoli dal punto di vista di Daisy sono maggiori rispetto a quelli raccontati attraverso gli occhi di Quinton) e inizia con i protagonisti ancora bambini. Nella prima parte il passato si alterna al presente, viene spiegato il loro legame, che cresce sempre più e diventa amore puro, fino al giorno in cui, ormai al liceo e proprio quando sono una coppia a tutti gli effetti che si è promessa amore eterno, Quinn e Daisy sono costretti a separarsi a causa delle scelte lavorative del padre di lei. Daisy si trasferisce in un’altra città, molto lontana e piano piano i rapporti tra i due si indeboliscono fino a spezzarsi del tutto. Pochi anni dopo arriva il momento dell’università per Daisy, che sceglie il college che aveva giurato di frequentare con Quinn, convinta di ritrovarlo lì, e infatti succede, però lui è andato avanti e adesso è fidanzato con un’altra. Peggio, è fidanzato con colei che era la migliore amica d’infanzia di Daisy: Alexis. Da questo momento mi aspettavo colpi di scena, palpitazioni, alti e bassi, invece poco o nulla. Tutto scorre lineare, niente ti sorprende davvero e l’intreccio tra i vari personaggi viaggia sull’onda della superficialità. C’è l’amore, okay, ma è forse un po’ troppo scontato e con poca tensione, c’è l’amicizia tradita, okay, ma il rapporto tra Daisy e Alexis non è approfondito a sufficienza per far sì che si arrivi a odiare o amare l’antagonista. Alexis poteva essere un personaggio forte, invece resta nel limbo. Nel limbo anche i protagonisti minori, Pippa (compagna di stanza di Daisy) e Toby (che divide l’appartamento, e il campo da gioco, con Quinn), la loro storia sarà raccontata in futuro, e io mi auguro che la Fields cresca ancora un pochino insieme ai suoi personaggi, perché c’è da dire che l’autrice australiana scrive bene (qualche piccolo refuso, non imputabile a lei), e questo è un grande punto a favore, se riuscisse anche a scavare un briciolo più a fondo sarebbe una bomba. Le basi ci sono, manca qualche mattoncino. In “Love me” la sensualità è ben dosata, alcune scene sono esplicite, e un po’ di bel sesso non fa mai male, anzi, se raccontato con grazia e passione rende la storia più ricca.
In sostanza “Love me” è consigliato a chi ama profondamente il genere, ma di certo, per me, non un libro indimenticabile.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Commenti
Nessun commento ancora.