Nel 1750, un mastro intagliatore riversò tutto il suo amore, la sua passione e il suo desiderio non corrisposti in un capolavoro, ovvero un meraviglioso angelo di Natale per il suo adorato albero. Quando l’uomo che amava gettò via l’angelo senza pensarci due volte, accadde un miracolo. L’angelo fu trovato da qualcuno che portò all’intagliatore il Vero Amore.
Da allora, l’angelo è stato tramandato, venduto, perso e ritrovato, ma la sua magia rimane intatta. Leggete le storie d’amore ispirate dall’angelo di Natale (e alle quali forse ha dato una spinta) attraverso gli anni. Che sia l’Inghilterra del 1750 (L’angelo di Natale di Eli Easton), la New York del 1880 (L’angelo di Summerfield di Kim Fielding), l’inizio del secolo (L’angelo del prestigiatore di Jordan L. Hawk), la Seconda Guerra Mondiale (A casa per Natale di L. A. Witt), il periodo del Vietnam (Il desiderio di un soldato di N. R. Walker), gli anni Novanta (L’angelo bisbetico di Anyta Sunday), o il 2018 (Un principe a Natale di RJ Scott), l’angelo di Natale troverà sempre il modo di finire sugli alberi di uomini solitari che hanno bisogno della sua benedizione per passare delle buone feste e ottenere il loro “e vissero felici e contenti”.
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Pax Polo è il chitarrista spaccone dei Serenity Free.
O meglio: era il chitarrista spaccone dei Serenity Free.
Al momento sfoggia un occhio nero e i suoi amici l’hanno cacciato dalla band, oltretutto tre settimane prima di Natale. Una bella botta per il suo ego smisurato, ma… pazienza.
Non c’è problema.
Grazie alla sua bravura nell’origliare le conversazioni altrui, a un sorprendente puntale a forma di angelo e a un losco accordo che gli consentirà di aprire un concerto del suo gruppo preferito, Pax riuscirà a rientrare nelle grazie della sua band.
Non deve far altro che diventare amico di Clifford, il bisbetico del quartiere, per la durata delle vacanze. Distrarlo un po’ per consentire alla sorella minore del ragazzo di uscire di nascosto.
Facile come suonare un brano di Beethoven per principianti. Un gioco da ragazzi.
Che ci vuole?
In fondo, Pax è bravissimo a fare amicizia. Ha un mucchio di amici. Il bisbetico non può certo dargli del filo da torcere. O forse sì?

Il Natale in Australia cade in estate ed è sempre un po’ disorientante leggere storie in cui lo spirito natalizio si abbina alla stagione calda, perché nel nostro immaginario ci sono neve, sciarpe colorate e bevande bollenti.
Nonostante questo, “L’angelo bisbetico” si integra alla perfezione nella serie, con una coppia particolare: il chitarrista un po’ spaccone Pax e il suo vicino di casa Clifford, che all’apparenza detesta tutto il resto del mondo. L’idea di concepire una storia ispirata a “La bisbetica domata” e ambientarla a Natale è curiosa, ma bisogna dire che funziona.
Riaprì il pugno e osservò il suo trofeo. Un puntale a forma di angelo. Una donna splendidamente intagliata, con intricate ali dorate e occhi che parevano osservarlo, quasi fossero a conoscenza della sua propensione per la vanità. Quasi sapessero che i suoi compagni avevano ritenuto necessario scaricarlo. Che temeva di non essere riaccettato nella band. «Sono amici,» mormorò Pax. «Ci ripenseranno.»
La luce del sole giocava sul volto dell’angelo, dandogli l’impressione che stesse sbattendo le palpebre. Quantomeno sperava che fosse un’illusione ottica, perché altrimenti voleva dire che Blake l’aveva colpito più forte di quel che pensava.
La storia è a tratti molto divertente, narrata attraverso il punto di vista scanzonato di Pax mentre il giovane si ingegna per permettere al coinquilino Luca di frequentare Bianca, la sorella di Clifford. A suon di equivoci, incidenti esilaranti, inseguimenti, sfide musicali e battute, Pax riuscirà a infrangere le barriere che Clifford si è costruito intorno, scoprendo le radici del suo dolore e finendo per perdere anche le proprie di protezioni, innamorandosi di lui.
«Abbiamo un nuovo obbiettivo,» sussurrò con voce roca.
«Sì,» rispose come suo solito in italiano.
«È importante.»
«Sì.»
«E il piano è chiaro.»
Luca annuì. «Saremo più carini del solito.»
«E?»
«Li distrarremo dal dolore?»
Pax lanciò un’occhiata al puntale. Una nuvola doveva essersi appena spostata, perché l’angelo brillava. «No, non li distrarremo. Li aiuteremo ad affrontarlo.»
Più lungo rispetto agli altri libri della serie, “L’angelo bisbetico” all’inizio sembra leggero ed esilarante, come Pax, ma man mano acquisisce una dimensione più profonda mentre conosciamo la storia di Clifford e della sorella Bianca, il dramma che ha cambiato le loro vite per sempre.
L’atmosfera generalmente ironica, tipica della scrittura di Anyta Sunday, resta fino alla fine, però se ne apprezzano anche le sfumature più serie, arrivando a tifare per i due giovani innamorati un po’ come fa la statuina dell’angelo, quell’addobbo un po’ magico che veglia su di loro come ha già fatto con tanti altri uomini prima.

e 1/2
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