Triskell Edizioni – Acquistabile qui

Tutto quello che Robbie Fontaine ha sempre voluto è un posto da considerare casa. Dopo la morte della madre passa da un branco all’altro, formando legami provvisori per evitare di diventare selvaggio. Gli basta… finché il presidio dei lupi a Caswell, nel Maine, non lo convoca.
La vita da braccio destro di Michelle Hughes, il capo di tutti gli Alfa, e l’amicizia preziosa di un vecchio stregone insegnano a Robbie che cosa significhi fare parte di un branco, avere una casa.
Ma quando Michelle lo invia in una missione sul campo, Robbie si ritrova a mettere in discussione da dove viene e tutto quello che gli hanno raccontato. Girano voci di lupi traditori e magia selvaggia, ma chi sono i traditori e chi il tradito?
Cosa più importante, Robbie ha un bisogno disperato di risposte, perché uno dei presunti traditori è Kelly Bennett… il lupo che potrebbe essere il suo compagno.
La verità ha un modo tutto suo di venire allo scoperto. E quando succede, tutto si disintegra.

Prima che vi racconti le mie impressioni su questo libro, ho bisogno di un po’ di tempo per mettere ordine tra i miei pensieri, le mie emozioni, ma soprattutto devo mettere in ordine il mio comodino e gettare tutti quei kleenex.
Ebbene sì, se leggerete questo libro preparate anche dei fazzolettini, perché qualche lacrimuccia verrà versata.
Klune si riconferma uno dei miei autori preferiti, lo adoro, amo come riesce a coinvolgermi e a farmi immedesimare nei suoi protagonisti.
La storia ha inizio mesi dopo la fine del libro precedente, e mi sono ritrovata catapultata in un mondo che non ricordavo. Sono rimasta un po’ spiazzata, ma poi ho capito. Klune è stato geniale, la confusione provata non è mia, o meglio lo è, ma era data dalla mia immedesimazione nel protagonista Robbie, ero confusa perché lui lo era.
Robbie si sente strano, qualcosa nella sua vita a Caswell, nel suo lavoro come secondo dell’Alfa di tutti i lupi e nella sua amicizia con un vecchio stregone, gli dà delle strane sensazioni. Come se quello non fosse il suo posto, come se quei rapporti non fossero reali, fino a quando, dopo una missione, i dubbi divengono certezze e la verità viene svelata.
Ho avuto la sensazione che Robbie vivesse la sua vita e la vedesse come se la guardasse attraverso un velo d’acqua, e che quell’acqua fosse mossa, e a volte torbida, confondendo la vista.
È una storia che parla di perdite, ma anche di riconquiste, di legami spezzati e ricomposti, ma soprattutto di come l’amore in tutte le sue forme sia un faro che ti guida quando ti trovi ad attraversare la tempesta e dei momenti di confusione.
Mi aggrappai a lui con tutta la forza. Dovevo avergli fatto male, ma non si ritrasse. «Che cosa facciamo adesso?» Inclinò la testa. «Adesso? Ci riproviamo. Forse le cose non saranno le stesse, ma tu sei ancora tu. Nel profondo. Sei ancora il Robbie che conosco. E anche se tra di noi non funzionerà, anche se non torneremo più quelli di una volta, andrà bene perché ti avrò qui. E questa è la cosa più importante.»
Legami spezzati, strappati via, che creano confusione e che hanno allontanato i membri del branco, come delle note discordanti che guastano l’armonia. Si sono formate delle crepe, che rendono vulnerabile il branco e la situazione peggiora di minuto in minuto, ma il branco Bennet non è un branco come tutti gli altri, e con tanto duro lavoro riparerà le crepe e tornerà più forte di prima. Come nello Kintsugi, l’arte delle preziose cicatrici, non sempre qualcosa che si rompe è destinato a essere gettato via, a finire. A volte può essere riparato, e a volte le riparazioni lo rendono più resistente e più bello. La storia che Klune ci racconta è un inno a questa pratica, il branco Bennet opera un Kintsugi stupendo e commovente.
«Quel che resta è un cuore spezzato, frantumato come vetro. Ci sono pezzi mancanti, e quelli che restano non combaciano come un tempo. Ma batte ancora, perché non importa ciò che gli viene portato via, non importa ciò che è perduto, deve andare avanti. Sopravvivere. Sei un sopravvissuto, Robbie. E nemmeno la magia può privartene.»
Il ritmo è alto sin dall’inizio, pagina dopo pagina, indizi seminati come molliche di pane che ti portano esattamente dove l’autore vuole tu sia. Rivelazioni dopo rivelazioni mi sono ritrovata catapultata nella storia, nel brancobrancobranco, ed è stato come tornare a casa. Mi erano mancati il #TEAMLUPI ma soprattutto il #TEAMUMANI, entrambi hanno subito perdite o guadagnato nuovi membri, ma non trovo corretto fare una distinzione tra i due schieramenti, perché in realtà loro sono #BRANCOBENNET.
FratelloAmoreAmicoCompagnoBranco ti vediamo ti sentiamo non ti lasceremo mai andare perché siamo brancobrancobranco e branco è amore branco è casa branco è…
Nel leggere questo libro, come con i precedenti, sembra di tornare in famiglia, nonostante i protagonisti di questo siano Robbie e Kelly. Entrambi provati da quanto successo rivelano una fragilità insospettata che ti prende il cuore. Ritrovare tutti i personaggi, mi dà una sensazione di continuità che io adoro, perché mi piace vedere come sono cambiati, come si sono evoluti. Ox si sta rivelando un leader nato, ha avuto una grande maturazione, così come Joe. Carter è solito pagliaccio che mi fa morire dal ridere, ma rivelerà un lato più fragile di sé.
La fine è stato un colpo, un cliffhanger di quelli da paura… no non è esatto non è un vero e proprio cliffhanger, ma io sono rimasta “appesa”. Non vedo l’ora di leggere il prossimo libro, quello su Carter e Gavin.
Klune è davvero un poeta, sì un poeta un filino sadico magari… ma un poeta!
Consigliatissimo.



Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Non vedo l’ora di iniziarlo!
Sono curiosa di sapere cosa ne pensi
la sofferenza di questo libro!
Davvero…. Ora aspetto l’ultimo… Sono curiosissima…
altra serie che devo recuperare
Devi assolutamente recuperarla Chicca