Perché continuare a vivere quando tutto ciò per il quale devi vivere non c’è più?

È il giorno del suo ventitreesimo compleanno quando Tommaso si ritrova a guardare la città dal tetto di un palazzo di trenta piani. Non è possibile scegliere come ha inizio la propria vita, ma in alcuni casi è possibile scegliere come essa andrà a finire. E Tommaso, adesso, vuole essere il protagonista di tale scelta. Con questa sicurezza che lo anima, muove l’ultimo passo e si lascia cadere nel vuoto.
Shinobu non sa chi è quel ragazzo che, mentre il Duomo batte la mezzanotte, scavalca il cornicione sul tetto del palazzo più alto della città e si lancia nell’oscurità. Non sa come si chiama, né perché ha deciso di uccidersi. Tutto ciò che gli interessa è afferrarlo prima che si schianti al suolo.
Tommaso non riesce a capacitarsi di ciò che sta accadendo quando si accorge che qualcuno sta precipitando con lui. Quello che si trova davanti sembra un angelo, bellissimo ed intoccabile, oltre che desideroso di aiutarlo. Ma quando afferra la sua mano, accettando la sua proposta d’aiuto, capisce che l’uomo al quale ha appena affidato la propria vita ha ogni intenzione di portarlo con sé all’inferno.
ATTENZIONE: Circa 40.000 parole. Contiene CLIFFHANGER, scene di violenza e sangue.

“Hai iniziato a riconsiderare la tua vita dopo averlo conosciuto. Prima volevi morire, ora arretri quando sei a un passo dal poterlo fare.”
Penso di aver segnato un nuovo record: credo di aver trattenuto il fiato per quattro ore, precisamente il tempo che ho impiegato per leggere questo piccolo gioiellino.
Da quando Tommaso tenta il suicidio a quando arriva effettivamente l’ora della sua morte ho corso tra le parole, desiderosa di giungere alla fine, di scoprire quale destino sarebbe toccato al protagonista.
“Non sai a cosa vai incontro, agnellino.”
La sua voce è l’ultima cosa che sento prima di svenire.
Tommaso è un semplice essere umano che porta sulle spalle un enorme peso, un senso di colpa che l’ha costretto semplicemente a sopravvivere, senza poter godere della bellezza della vita. All’inizio della storia, Tommaso vuole morire perché non può più sopportare tutto il dolore che porta nel cuore, ma niente va secondo i suoi piani, nessun dolore, nessun vuoto, solo una mano tesa per aiutarlo.
Un ragazzo con una faccia d’angelo e il cuore di un demone, ecco chi è Shinobu. Rullo di tamburi! Tornano i vampiri spietati, amanti del sangue umano, privi di scrupoli, desiderosi di leggere nello sguardo delle loro vittime solo sofferenza, terrore e puro dolore.
Mi sento sporco nell’anima, infettato, impuro, provo il desiderio quasi insopportabile di strapparmi di dosso la sensazione dei loro denti e delle loro mani che scivolano sulla mia carne.
Shinobu, Nove, Leto, Duca, Amon, Levi e Domino sono vampiri e vivono nel classico castello pieno di polvere e ragnatele, con stanze infestate, letti a baldacchino e vasche con zampe di leone. Si torna alle origini, evviva!
Tommaso è costretto a vivere con loro, a vivere PER loro. Shinobu lo ha salvato e ora la sua vita, il suo sangue, sono suoi.
Nessuno dei vampiri si commuove davanti alle sue lacrime o alle sue suppliche, godono tutti nell’affondare le zanne, strappare la carne e vedere la paura.
“Il tuo corpo sembra implorarmi di farti del male. Voglio farti del male. Ne ho bisogno. Non hai idea di quanto sforzo richieda trattenersi.”
Il calore del suo corpo mi sconvolge. In questo momento mi sembra più umano, più avvicinabile. Il fatto che stia provando a non farmi male mi lascia senza fiato. Alzo lentamente le braccia per toccarlo. Voglio avvicinarmi a lui, abbracciarlo, stringerlo per un secondo.
[…] “Non farlo” mi ringhia. “Non. Toccarmi.”
Lentamente, un giorno dopo l’altro, Tommaso cambia e riscopre la sua voglia di vivere, il suo desiderio di provare qualcosa che non si è mai concesso. E insieme a lui cambia anche la relazione con i vampiri che lo circondano. Sempre impenetrabili e impassibili all’apparenza, sembrano sotto sotto ammorbidirsi e legarsi a questo essere umano che per loro, all’inizio, non era altro che cibo. Forse, alla fine, potrebbe assomigliare più a un amico? Chi lo sa? Io no perché il libro finisce con il botto. Il lettore resta così, con la bocca spalancata e la pelle d’oca sulle braccia, un senso di terrore a stringere lo stomaco e un desiderio irrefrenabile di sperare, di sapere.
Breve ma estremamente intenso. Completo, scorrevole, accattivante. Una storia che mi ha stregato, con personaggi ben delineati, coerenti e per nulla scontati.
Attendo con ansia di scoprire come andrà a finire e… Ho già il paletto in mano!



Recensione a cura di:

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