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L’avventura di una vita potrebbe finire nel caos, ma se si tratta di incontrare il tuo futuro compagno, a chi interessa?
Una novella delle Razze Antiche
Per Olivia, una bibliotecaria specializzata in libri di magia rari, il nuovo lavoro è un sogno che diventa realtà. È stata ingaggiata per far parte della squadra incaricata del trasporto della collezione di libri della strega Carling Severan. Il fatto che la biblioteca si trovi su un’isola misteriosa in un’Altra Terra accresce l’avventura.
Il capo della sicurezza della spedizione, Sebastian Hale, è stanco della sua vita avventurosa e si ritrova attratto dalla tranquilla e bella bibliotecaria. Ma vive un incubo personale. È stato colpito da una maledizione che gli sta lentamente togliendo la vista, e non sa se sopravviverà alle conseguenze.
Ma i forti sentimenti che crescono tra di loro, insieme al turbamento interiore di Sebastian, prendono il sopravvento quando apprendono che c’è un traditore in agguato nella loro squadra di spedizione. Con la politica delle Razze Antiche e una libreria inestimabile in pericolo, dovranno fare affidamento l’uno sull’altra per sopravvivere all’avventura.
Avvertenza: quando una bibliotecaria a cui piace nidificare incontra un gufo wyr che ha sempre vissuto per l’avventura, la loro storia d’amore non sarà effimera…

Ancora una volta mi trovo a terminare una novella di Thea Harrison e pensare che quest’autrice abbia una straordinaria capacità di scrivere racconti brevi eppure completi, con personaggi dalle caratteristiche ben delineate nonostante il numero limitato di pagine. Aiuta di sicuro che ambienti le novelle nel mondo delle Razze Antiche, già ben strutturato nei romanzi, e che quindi il lettore non abbia bisogno di molte spiegazioni per orientarsi all’interno della vicenda, ma è indubbia la sua abilità di creare storie semplici eppure avvincenti.
“La maledizione” si svolge subito dopo il quinto romanzo della serie, “Deus Machinae”, e parte dalla disputa in atto tra Carling e Julian, il re dei vampiri, per il recupero della biblioteca che lei ha lasciato sulla sua isola dopo essere andata a vivere a Miami insieme a Rune. La questione era già stata brevemente sollevata da Duncan in “Devil’s Gate” e qui scopriamo che il Tribunale delle Razze ha autorizzato Carling a inviare una squadra sull’isola. Da apprezzare come sempre la bravura della Harrison nell’intrecciare le vicende di tutti i suoi personaggi: risulta evidente la sua visione globale dell’universo che ha creato e i richiami da una storia all’altra sono sia un modo per mostrarci questo suo modo di concepire i libri come tutti legati sia una sorta di dono ai suoi lettori, che gioiscono nel trovare accenni ai personaggi che avevano amato in precedenza.
«Mi sono reso conto molto tempo fa che ci sono due tipi di persone nel mondo. Ci sono quelli che sono malvagi e quelli che non lo sono.» Julian. Phaedra. Sebastian ne aveva incontrati così tanti nella sua vita. «E tu non fai parte dei primi.»
A volte era un sollievo chiudere i suoi dannati occhi ed esistere nella completa oscurità. Lo fece e seppellì il viso tra i morbidi capelli di Olivia. Aveva un odore unico.
Che idiota era stato prima. Naturalmente il suo aroma, il suo corpo, erano sorprendenti e del tutto originali.
Ti prenderò, pensò. Ti prenderò, anche se so che è egoista e che sto diventando cieco, e anche se so che non dovrei, perché ti voglio troppo per non farlo.
Perché lui era uno dei malvagi.
Nello specifico, qui la protagonista femminile è Olivia, la bibliotecaria amica di Grace, l’Oracolo del quarto romanzo della serie. Tranquilla e appassionata al suo lavoro, Olivia è anche una donna coraggiosa che non si lascia sopraffare facilmente, come dimostrano le sue simpatiche interazioni con Phaedra, la djinn figlia di Khalil che ha un ruolo importante in questa novella.
Il gufo wyr Sebastian, invece, ha sempre condotto un’esistenza avventurosa, vivendo fuori dal territorio di Dragos e facendosi da solo le proprie regole. Tutto sembra essere sul punto di svanire per lui, però, dopo che nell’ultima spedizione è stato vittima di una maledizione che lo sta lentamente privando della vista. Questo non gli impedisce di ergersi a scudo quando, per colpa della rivalità politiche che ruotano intorno al recupero della biblioteca di Carling, Olivia viene minacciata. I rapporti di forza tra Sebastian e Olivia sembrano impari all’inizio, perché lei è del tutto estranea al mondo di pericoli nel quale lui invece si trova a suo agio, tuttavia la forza interiore della donna emerge con prepotenza da subito, per il momentaneo smarrimento del wyr.
«Sai che sei mia, vero?» mormorò Sebastian. «Devi esserlo. Assolutamente.»
«Certo che sono tua,» sussurrò Olivia. Gli prese il viso tra le mani. «Proprio come tu sei mio. Posso non essere una wyr, Sebastian, ma tu sei comunque il mio compagno.»
Mentre la squadra è al lavoro sull’isola di Carling, la storia tra Olivia e Sebastian procede con naturalezza, sebbene lui abbia poche speranze per il proprio futuro a causa della maledizione subita. Oltre al bel rapporto tra i due protagonisti, ho apprezzato molto le macchinazioni di Julian (le cui motivazioni personali a questo punto della serie ci sono ancora ignote e che quindi, leggendo la novella nella sua collocazione naturale, sembra essere quasi uno dei cattivi) e il modo in cui l’autrice ha inserito elementi di pericolo in vari punti della vicenda, movimentando la trama.
Tra i vari personaggi secondari spicca Phaedra, che può sembrare pericolosa e incurante ma cela un bisogno di comprendere le persone molto simile a quello mostrato dal padre nel romanzo di cui era protagonista. Una menzione speciale la meritano anche Grace e Khalil: da lettrice che li ha amati molto è stato davvero bello ricontrarli e constatare quanto siano felici insieme ai bambini. Va poi notato che la socia di Sebastian è la fae Bailey, la gemella di Melly che avrà un ruolo decisivo nell’ottavo libro della serie.
Insomma, la Harrison tiene i propri personaggi in un mazzo e li mischia a suo piacimento, facendoli comparire quando le serve e tessendo una rete che li lega tutti all’interno del mondo che ha creato. E questo, per me, è un motivo in più per amare i suoi libri.


Recensione a cura di:

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