
Cavaliere imbattuto nei tornei e un tempo noto come “Leone di Kent”, William Raven si è unito alle file dei Templari in Terra Santa per sfuggire al passato e ai complotti dei suoi nemici. Chiamato a proteggere i pellegrini sulla via di Gerusalemme, qui si imbatte in Guy de Metz, suo amante del passato. Ma Guy non è più il damerino di allora.
Guy de Metz è riuscito a domare il famoso Leone, ma non a impedirne la fuga. Allontanato dalle voci e dagli intrighi, William finì per abbandonarlo senza l’ombra di un rimorso. Ora, dopo anni, l’uomo dichiara di aver dedicato la sua vita a Dio e Dio soltanto, ma Guy crede che nel cuore di William vi siano ancora la stessa fierezza e lo stesso orgoglio che conosceva lui, ed è deciso a dimostrarlo.
Racconto storico a tema gay dell’autore vincitore dell’EPIC Award e finalista al Lambda Award Aleksandr Voinov.
by Franlu
Prima di tutto credo sia doverosa una premessa: il genere storico non è nelle mie corde, ma il giudizio che darò sarà il più imparziale possibile.
La storia parla di William Raven, un cavaliere templare in lotta con i saraceni e i fantasmi del passato, e di Guy di Metz un nobile, ora pellegrino in Terra Santa per espiare i suoi peccati.
Il Cavaliere William, nelle primissime pagine, recupera dei viandanti attaccati dalle file saracene, combatte con valore, spinto dalla fede incrollabile che crede di possedere. Appena aiuta uno di questi pellegrini ospitandolo sul suo cavallo, capisce che qualcosa in lui non segue la stessa ferrea disciplina a cui si è sottoposto da più di sei anni. Il pellegrino, infatti, altri non è che il suo ex amante e grande amore Guy di Metz, e da qui il resto del racconto si sviluppa sui tormenti interiori che attanagliano William.
Ha fatto un giuramento, vuole espiare il grande peccato della sua vita, quello di amare un uomo, ma immediatamente si rende conto che combattere contro il desiderio improvviso che lo travolge è impossibile.
Guy, dal canto suo, fa l’impossibile per avvicinarlo, fino a metterlo alle strette per un confronto, sia fisico che verbale.
Non racconto altro perché il racconto, facente in origine parte di un’antologia a scopo benefico, è talmente breve che rischierei di togliere la voglia di leggerlo, ma posso senz’ombra di dubbio dire che la storia è scorrevole e dettagliata malgrado, per forza di cose, non possa essere ampia ed esaustiva come un romanzo.
Il travaglio interiore di William è palpabile, l’autore descrive nel dettaglio cosa sente e prova il protagonista (unico pov del racconto); è oltremodo attuale leggere su personaggi lontani nel tempo gli stessi timori di molti gay al giorno d’oggi: essere scoperti, giudicati, additati ed emarginati o peggio. Ho apprezzato la ricerca interiore di William e anche il suo voler fuggire da se stesso, anche per quanto ci provi risulterà impossibile.
La cosa che mi ha sconcertato un po’ è stato il linguaggio a tratti attuale, quasi urbano, abbinato a un testo scritto, o tradotto, in modo desueto. Parole arcaiche che si affiancano ad altre come “cappella”, “uccello”, “scopata”, mi hanno fatto storcere il naso. In un paragrafo si parla di Guy che attraversa l’oceano per raggiungere William, e quindi stona anche il contesto storico di pieno medioevo, ma in tutta
sincerità non so se questo tipo di problema derivi dallo scrittore o dalla traduzione, di fatto nella versione italiana riscontro questo.
Il racconto è comunque piacevole e scorrevole, la scena di sesso assolutamente descrittiva e molto credibile, emoziona anche in pochissime pagine.
Sufficiente, senza infamia né lode, ma che, se ampliato e più curato nei dettagli, avrebbe margini di miglioramento notevoli.
Guy lo liquidò con un gesto irato della mano. «Non cerco più il perdono. Era una follia. Se amarti è un peccato, sarò felice di bruciare all’Inferno».
È, non era. William si sentì quasi soffocare.
by Leyla
Prima di tutto è necessario che io vi dica che i racconti storici, almeno per quanto riguarda il genere M/M, non sono tra i miei preferiti. Raramente li trovo coinvolgenti, forse perché mentre leggo so già che un lieto fine realistico non potrà esserci, quindi non ero affatto sicura di voler leggere “Liberato”. Visto che molte persone me lo hanno caldamente consigliato e che si trattava solo di poche pagine ho deciso di tentare comunque la lettura. Posso dire tranquillamente che è stata un’ottima decisione. È un racconto brevissimo, ma non per questo meno bello di tanti libri più corposi, anzi proprio perché breve penso che l’autore sia stato veramente bravo nel caratterizzare i personaggi e nel farci immergere completamente nella storia.
William Raven è scappato da un grande amore considerato immorale e peccaminoso, proprio per espiare i suoi peccati ha preso i voti, entrando a far parte dell’ordine dei Templari e andando a combattere gli infedeli in Terra Santa. Dopo sei anni, quando finalmente pensa di aver dimenticato il suo passato, non si aspetta assolutamente di trovarsi davanti proprio Guy de Metz, la causa della sua fuga. Guy d’altronde, ora che lo ha ritrovato non intende più lasciarlo andare senza lottare e rivendica ciò che è suo di diritto. Ciò che William gli ha promesso durante la loro intensa storia d’amore. Un amore profondo e passionale che nonostante gli enormi sensi di colpa di William, alla fine riesce ad avere il sopravvento.
Non posso dire di più per non spoilerare qualcosa di rilevante, ma posso dire tranquillamente che nonostante si tratti di un racconto storico, l’autore è riuscito a dare un lieto fine credibile e abbastanza
realistico.
Ho sicuramente adorato questo breve racconto e ho amato entrambi i protagonisti, soprattutto Guy, che è sicuramente il più forte e coerente tra i due.
Ottima anche la traduzione, scorrevole e fluida, lo consiglio caldamente a chiunque abbia voglia di leggere una bella storia d’amore. Spero di poter leggere presto altri racconti di questo bravissimo autore.
«È tutto qui, dunque?»
«Tu devi continuare il pellegrinaggio, e io ho i miei voti». William si rimise la cappa scura e si avvicinò alla porta. «Che Dio ti benedica, Guy».
«Dimmi che non mi ami, e ti lascerò in pace» sbottò Guy.
Il palmo di William, appoggiato alla porta, si contrasse in un pugno. Non poteva. Sì che lo amava. Anche se il bastardo gli faceva digrignare i denti.
«Ti amo, invece».






Commenti
Nessun commento ancora.