Buongiorno Feelers, oggi abbiamo il piacere di partecipare al Review Party di “Tu non sei me”, secondo capitolo della serie ’90s Coming of Age di Leta Blake in uscita oggi grazie alla Quixote Edizioni.
A fine articolo tutti i blog che partecipano al Party; scoprite assieme a noi le emozioni che la storia di Peter – nell’estate dopo il suo ultimo anno di liceo – ha suscitato.

Dopo un ultimo anno movimentato, Peter Mandel ha solo bisogno di staccare la spina. È l’estate del 1991, e la relazione segreta con il suo “migliore amico”, Adam Algedi, è in stallo, grazie alla partenza di quest’ultimo per l’Italia, dove va a trascorrere le vacanze. Alle soglie dell’età adulta, Peter ha solo un paio di mesi per scoprire chi è veramente senza Adam al suo fianco.
Ecco che entra in scena Daniel McPeak, un ragazzo più grande e responsabile, con una combriccola di amici gay e un’attrazione spietata per Peter. Trascinato nella novità dei gay club, Peter si imbarca in un viaggio tra nuove esperienze, buone e cattive, che lo porteranno in una stanza d’albergo e lo spingeranno a fare un’ultima scelta.
Ma Adam tornerà comunque, e ci sono delle promesse da mantenere. Mentre l’autunno si avvicina e il college lo aspetta, riuscirà Peter a liberarsi dalle catene contorte del primo amore? E qual è il vero ruolo di Daniel nella sua vita? È una piccola tentazione, o qualcosa di più?

“Com’è possibile?”
“Non lo so per certo, ma se dovessi azzardare un’ipotesi, direi che tutto comincia con l’essere onesti.”
Le parole sono facili, quasi illusorie. Si possono dire tante cose mentre si parla con se stessi o con ciò che ci circonda, ma mettere in pratica quello che le parole hanno semplicemente espresso a voce è una questione ben diversa. Ci vuole un’immensa dose di coraggio per realizzare i propri desideri, per dimostrare di voler andare fino in fondo, per dare prova di avere fede.
Peter ha coraggio. Spesso non ho condiviso le sue scelte, l’ho sgridato e ho tremato per le sue prese di posizione, per la sua ostinazione, per la sua totale fiducia. E per gli stessi motivi, l’ho anche amato.
Peter, che abbiamo già imparato a conoscere nel romanzo precedente della serie “Ritratti di te” (qui la recensione), è un personaggio giovane ma in certe situazioni estremamente maturo, ingenuo ma determinato, insicuro per quanto riguarda ciò che è ma sicuro nelle sue scelte e nei suoi doveri.
Peter ha fatto una promessa a Adam, gli ha concesso una nuova occasione da vivere dopo l’estate, e non ha intenzione di ritrattare la sua parola. Per tutto il romanzo, però, ho avuto l’impressione
che Peter stesse mantenendo questa promessa a se stesso perché, nonostante il comportamento discutibile di Adam, lui non può permettersi di rinunciare al suo primo amore senza lottare, senza provarci ancora una volta, senza crederci fino in fondo nonostante il dolore sia come un faro appena dietro l’angolo.
Sapevo già cosa sarebbe venuto fuori quando avrei unito la speranza con Adam: solo dolore.
Ed è nell’opposizione al dolore che entra in gioco Daniel. Abbiamo avuto un piccolo assaggio di lui nel libro precedente e in questo diviene uno dei personaggi centrali.
Daniel è un ragazzo semplice, dolce, disponibile, facilmente amabile, con una situazione famigliare difficile che lo rende ancora più splendente agli occhi del lettore. Daniel è l’opposto di Adam. È apertamente gay e ha un gruppo di amici gay che lo supportano sempre, una cerchia di individui che fa tanta gola a Peter proprio perché rappresentano per lui la libertà.
Peter non vuole più nascondersi, vuole poter vivere il suo amore liberamente, alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti. Ma deve proteggere Adam che con le sue “parole” lo trascina sempre più a fondo, lo costringe a mentire e a nascondersi.
Non ero sicuro di cosa vedesse in me o del perché mi volesse. Forse erano i feromoni, o forse era qualcos’altro, ma l’unica cosa che mi separava da Daniel nudo era la mia lealtà verso Adam, e la mia paura di lasciarmi andare e andare avanti troppo in fretta.
Avevo paura di fare un altro grosso sbaglio.
Personalmente ho sempre delle difficoltà con i “secondi romanzi” perché mi sembrano un gradino di passaggio. Assolutamente non è questo il caso, anzi oserei dire di aver amato ancora di più questo del precedente, per cui già avevo perso la testa.
La crescita del protagonista è palpabile, la sua maturazione è evidente capitolo dopo capitolo. Nulla viene lasciato al caso e il lettore si sente partecipe delle più semplici scelte, sperando che portino a un futuro ricco e positivo.
La narrazione è scorrevole, i dialoghi sono veloci e costruttivi, i personaggi sono perfettamente descritti e coerenti con se stessi.
È una storia meravigliosa che si conclude con un brivido, con un passo che non sappiamo dove porta.
Possiamo solo attendere con trepidazione il prossimo capitolo. Non vedo l’ora di poterlo leggere.


Recensione a cura di:

Editing:











Commenti
Nessun commento ancora.