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Il dottor River McKay si è trasferito a Denver con suo marito Terrence, sperando in un nuovo inizio per il loro matrimonio in via di fallimento. Un anno dopo Terrence se n’è andato, e River ha il cuore infranto. Adesso ha deciso che è ora di rimettersi in gioco. Un incontro casuale in ospedale gli fa conoscere Phil, un farmacista dal carattere forte, che non è per niente colpito dalla sua laurea.
Phil non può negare la sua attrazione per River, ma uscire assieme è fuori questione. Lui accetta un solo tipo di relazione: la servitù domestica, in cui lui dà gli ordini e il suo partner obbedisce. Con sua grande sorpresa River accetta; non perché gli piaccia l’idea, ma perché qualsiasi cosa è meglio che stare da solo.
Sanno entrambi che quell’accordo non durerà. Phil è fissato con le sue abitudini, e incapace di mostrare affetto fuori dalla camera da letto. River non è abituato all’obbedienza, ed è ancora innamorato del suo ex marito. Ma il tempo che passano insieme li cambia, spingendoli a mettere in discussione tutto quello che sanno su amore, controllo e relazioni. Quando l’inaspettato minaccerà di separarli, dovranno scegliere tra il conforto del passato e un futuro che possono trovare soltanto insieme.

“Un uomo da buttare” è stato uno dei più bei libri MM che ho letto nell’ultimo anno e non appena l’ho terminato mi sono precipitata a prendere il secondo libro della serie in inglese, ma pur avendolo letto in lingua originale mesi fa ero ansiosa di potermelo gustare appieno in italiano e ovviamente non mi ha deluso.
Prima di tutto voglio avvisarvi che “Termini di servizio” è molto diverso dal primo libro della serie, è decisamente meno straziante e in un certo senso più “tranquillo”, ma non per questo meno bello.
«So di aver mancato nei suoi confronti. La mia incapacità di dimostrare affetto mi è costata parecchie cose nel corso degli anni. Rory non è stato la prima e non sarà neanche l’ultima.»
Le implicazioni di quella frase rimasero lì sospese tra di loro, pesanti. River chinò la testa. Da qualche parte tra gli alberi un chipmunk si mise a ciangottare. Il ruscello gorgogliava allegro. Il campeggio finì all’improvviso in ombra; che fosse stata una nuvola a spostarsi davanti al sole, o il sole a calare dietro un albero, River non lo sapeva.
Avrebbe voluto dire a Phil che la mancanza di affetto non aveva importanza.
Temeva che sarebbe stata una bugia.
La relazione che si sviluppa tra i due protagonisti di “Termini di servizio” è basata sulla “servitù domestica”, una tipologia di rapporto BDSM che viene trattata raramente nei romanzi di questo particolare genere, forse perché una simile relazione è molto meno “forte” rispetto ai classici rapporti Dom/sub di cui siamo abituate a leggere.
Lo stile di vita BDSM è qualcosa di molto vario, comprende innumerevoli sfaccettature ed è soggetto a continue critiche, ma ci tengo a ribadire che fin quando la relazione si svolge tra due persone adulte e consenzienti non c’è qualcosa di giusto o di sbagliato, ognuno deve vivere le proprie relazioni nel modo che preferisce. Quindi, anche se questo genere di Dominazione/sottomissione ad alcune persone può sembrare assurdo, è il tipo di rapporto “giusto” per i due protagonisti e dovrà leggere il libro in quest’ottica.
«Questa non è schiavitù. È una cosa volontaria. Hai il diritto di andartene in qualsiasi momento. Ma fino ad allora, l’obbedienza diventa il tuo modo di vivere. Non è qualcosa che puoi fare solo quando ti va. Non con me, perlomeno. O ci stai del tutto, oppure no.»
«Non mi sentivo così bene da anni.» Il sorriso di River fu il più splendido che lui avesse visto in tutta la giornata. «Decisamente ci sto del tutto.»
Phil e River non sono due persone perfette, hanno una serie di problematiche che devono necessariamente affrontare prima di poter vivere la relazione nel modo giusto e riuscire a farla funzionare in modo soddisfacente per entrambi.
Phil è rigido ed è convinto di non essere in grado di amare né di gestire in maniera sana i suoi sentimenti, per questo motivo ha bisogno di fissare dei confini ben definiti che l’altro non deve oltrepassare. L’unica preoccupazione che deve avere River è obbedire, non deve prendere iniziative, non deve fare richieste e non deve in nessun caso cercare di spingere il suo “Maestro” a fare qualcosa che non desidera.
«Se vuoi qualcuno che faccia i salti mortali per renderti felice ho una notizia per te, ragazzo: stai con l’uomo sbagliato.»
River sprofondò sulla sedia, il petto che gli doleva per il pensiero. Aveva sperato in una rassicurazione. Non si era aspettato che Charlie confermasse le sue peggiori paure.
I conflitti tra i due non mancano e non sempre River comprende le motivazioni per cui non può uscire dal suo ruolo, ma tra alti e bassi entrambi riusciranno a trovare il loro equilibrio, rendendo la loro relazione più stabile e paritaria pur restando all’interno dei rispettivi ruoli.
L’amore tra i due non arriva in un batter d’occhio, non è la classica storia d’amore che siamo abituate a leggere, ma i sentimenti nascono e si sviluppano lentamente, rendendo la lettura di questo romanzo ricca di emozioni.
Le scene hot sono fantastiche e mai banali, e anche se per i miei gusti c’è un po’ troppa “condivisione”, mi rendo conto che è molto più realistico degli altri libri di questo genere che siamo abituati a leggere.
Una lettura assolutamente da non perdere, se avete sofferto terribilmente con “Un uomo da buttare” e temete di dover affrontare qualcosa di simile, non preoccupatevi perché, come vi ho detto all’inizio, “Termini di servizio” è completamente differente.


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