Hope Edizioni – Acquistabile qui

Zeke Daniels non è solo un cretino; è proprio uno stronzo, un idiota totale.
Zeke tiene le persone a distanza. Non ha alcun interesse per le relazioni – come la maggior parte degli stronzi.
Frequentare qualcuno? Essere in una coppia? No. Non è roba per lui.
Non ha mai nemmeno pensato a cosa vorrebbe in una ragazza, perché non ha mai avuto alcuna intenzione di averne una.
Diavolo, ha a malapena una relazione con la sua famiglia, e sono imparentati; non piace nemmeno ai suoi stessi amici.
Quindi perché continua a pensare a Violet DeLuca?
La dolce e tranquilla Violet – il contrario di lui in ogni senso.
La luce contro la sua oscurità, anche il suo dannato nome richiama alla mente i raggi del sole, la gioia e stronzate del genere.
E anche questo lo fa incazzare.


“I miei genitori devono aver saputo fin dall’inizio che sarei stato un peccatore…
Per quello mi hanno dato il nome di ben due libri della Bibbia.
Dio sa che non sono un santo.”
Ezekiel Daniels.
Nomen omen? Neanche un po’…
Ezekiel Daniels, Zeke.
Grosso e minaccioso come uno Sherman, sempre imbronciato, lingua tagliente, brusco, volgare, cinico e:
– … talmente bello che quasi mi dimentico di respirare. Capelli neri spettinati. Sopracciglia nere tracciate come barre iraconde su notevoli occhi chiari. Ha un disperato bisogno di radersi.
E di un tutor.-
Ecco. Un tutor per passare l’esame di biologia.
Ed è lì che arriva Violet. Piccina e biondissima, dolce, educata, riservata, timida, assennata; che non vuole assolutamente fare da tutor a quel wrestler maleducato. Gli sfugge, lo evita, si nega, finché non è costretta.
Ha bisogno di quel lavoro, Violet, non ha famiglia e gli studi se li paga da sola.
L’approccio non è esaltante, Zeke tira fuori il peggio di sé, ma Violet fa un profondo respiro e affronta la bestia.
Zeke e Violet? Ma davvero? Lui sibila e impreca, lei si scusa e balbetta, ma poi…
Piano, dolcemente, con fermezza la Pixie comincia a scavare un buchino nel cuore nero del gigante, che si allarga ed allarga; lo spaventa, lo disorienta, lo spinge a guardare oltre se stesso.
Perché la piccola Pixie è coraggio, è determinazione, è altruismo, è amore.
E Zeke, l’orso, ne è attratto, affascinato:
– “Violet”, sospira.
Lui sospira.
Zeke sta… Sta sospirando il mio nome.-
Violet lo vede. Vede oltre le parolacce e le cattiverie e le parole brusche, vede oltre la testardaggine e la solitudine, riesce a metterlo in riga quando deraglia e anche, benedetta ragazza, a impartirgli una lezioncina ogni tanto, prendendolo “a calci in culo”. Grande, piccola Pixie.
E che piacere è stato ritrovare Oz, lo sfrontato, e James, la perspicace, più che mai innamorati e che, anche qui, non si smentiscono affatto.
Dire che questo romanzo mi sia piaciuto è dire poco. Non è cosa facile, dopo un primo romanzo della serie di ottima qualità, mantenere alto il livello della narrazione senza ripetersi affatto. Ho apprezzato la capacità della Ney di rendere affascinante un così rude personaggio, obiettivo non scontato, e ancor di più ho apprezzato lei, la Pixie, perché giudicare dalle apparenze è sempre un’idiozia… Una figura femminile unica, aggraziata, ma determinata. E fortissima.
Complimenti alla Hope Edizioni. Un altro centro! In attesa del prossimo…
Editing a cura di: 


Quando, a inizio estate, lessi e recensii il primo volume di questa nuova serie portata in Italia dalla Hope, The Studying Hours, ne rimasi molto colpita, anzitutto per la capacità dell’autrice di giocare con gli stereotipi più tipici dei romance NA imperniati su ragazzoni sportivi e ambientati al college. E per giocare intendo che quando pensi di essere dentro il più classico dei cliché, ecco che la Ney stupisce con cambi di rotta e involuzioni, stravolgendo gli eventuali luoghi comuni che iniziano a far capolino tra le righe. Premiai The Studying Hours con 4 stelline e ½, sicuramente per l’originalità della storia, e poi anche per la sua freschezza, per la credibilità con cui viene sviluppata, per l’umorismo acuto e sagace che si respira tra le pagine, ed ero impaziente di leggere i libri successivi se non che, indagando un minimo, avevo scoperto che il secondo volume avrebbe avuto come protagonista maschile Zeke Daniels, e lì confesso di aver avuto dei dubbi preventivi in merito al mio gradimento di questa storia. Il perché è presto detto: Zeke, in The studying Hours, è cattivo, antipatico, maleducato, cafone, insomma non mi piaceva per niente, il che da un lato mi incuriosiva riguardo a come la Ney avrebbe sviluppato il personaggio (coi cattivi ragazzi ho da sempre un rapporto di amore/odio), dall’altro temevo che uno stravolgimento per renderlo ben accetto alle lettrici mi sarebbe risultato indigesto perché poco credibile.
E invece, care mie, mi son dovuta ricredere in tutto e per tutto! La Ney in questo romanzo è stata se possibile ancora più brava che nel primo, perciò The Failing Hours merita a mio parere il massimo delle stelle.
Zeke è un ragazzo con dei modi pessimi, tiene a distanza tutti, è sempre incazzato, nervoso, e il più delle volte rende nervosi coloro che gli gravitano attorno. Ma c’è un motivo valido per questo suo atteggiamento, ovvero ciò che in linguaggio medico credo si chiami sindrome dell’abbandono. Sul difficile passato di Zeke e su ciò che lo ha reso così, preferisco non dilungarmi oltre, però sappiate che durante la lettura conoscerete anche un altro aspetto di lui, un aspetto che cela accuratamente, esponendo alla vista solo i modi rozzi e scorbutici.
La sua maschera di zotico e menefreghista inizia a vacillare quando conoscerà Violet, la sua tutor, una ragazza dolcissima, con alle spalle una vita anche più dura di quella di Zeke, che però al contrario di lui non si è mai chiusa in sé, ma anzi è altruista, generosa, forte, più forte di quanto non lo sia il nostro wrestler. Violet è dotata di una forza d’animo tale che la amerete fin da subito, e l’apprezzerete ancora di più quando le capita di essere intimorita o di balbettare, perché niente di ciò la frena o la blocca dal fare o dire ciò che è giusto.
I due, dopo un avvio traballante, stringono una qualche forma di amicizia destinata ad evolvere lentamente in qualcosa di molto più profondo. Le loro cicatrici sono molto simili, anche se le reazioni del tutto diverse, e questo porta Violet a vedere il vero Zeke dietro la maschera, e a quel punto prenderne quasi il controllo nei suoi rapporti con gli altri, spingendolo, pungolandolo ad aprirsi e comportarsi meglio di quanto non abbia fatto finora.
La Ney scava in profondità nelle personalità di questi due ragazzi, ma non solo, perché tratteggiati benissimo risultano anche i personaggi secondari, dal coach apparentemente duro ma dal cuore d’oro, ai bambini Summer e Kyle, ai nostri Oz e James, coppia ormai solida, ad Elliot, il coinquilino nerd, che penso sarà il protagonista del prossimo volume.
Il risultato complessivo è quello di un libro leggero, divertente, ma anche profondo, emozionante, sensuale e in alcuni punti commovente. Cosa chiedere di più?
So che Zeke è uno stronzo.
So che è rozzo e inadeguato.
Zeke può anche essere brutale, ma almeno è brutalmente onesto, e poi so solo che mi sta prendendo la mano e guidando lungo il corridoio.
Editing a cura di: 
Per entrambe le recensioni:











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