
Il modo migliore per mantenere una promessa è non farla.
Non molto tempo fa, in una cappella di Las Vegas, ho giurato di amare Karissa per il resto della mia vita. Ma nessuno può promettere un numero infinito di giorni. Nessuno può garantire quanto durerà.
Per uno come me, poi, il futuro è ancora più incerto. A volte, tutto ciò che si può avere è il presente.
Carpe diem.
Cogli l’attimo.
Ho sperato che fosse finita e che avremmo potuto essere felici, ma ci sono persone che continuano a ostacolare la mia intenzione di vivere in pace. In passato, le mie mani si sono macchiate di tanto sangue e adesso qualcuno vuole che io paghi per questo.
Ogni vero uomo che aspira al “vissero per sempre felici e contenti” è disposto a lottare affinché il suo desiderio si avveri, e ora che hanno messo un bersaglio anche su Karissa, oltre che su di me, non resterò inerme. Nessuno sarà mai al sicuro, quando si tratta di proteggere la donna che amo e la vita per cui mi sono battuto.

Ho posti da raggiungere.
Gente da incontrare.
Sangue da versare.
Sapete tutti come funziona.
Il mostro è tornato.
Abbiamo lasciato i nostri protagonisti alla ricerca di una nuova vita, di una esistenza tranquilla. Karissa riprende gli studi, Naz… beh Naz ozia, si annoia ma non demorde, deve essere un uomo nuovo per amore della sua regina. Ma quella inquietudine, quella sensazione che fa rizzare i peli sulla nuca torna, sempre più intensa.
E mentre la giovane moglie cerca di ritrovare un equilibrio pur rendendosi conto che alla NYU la vita per lei sarà tutt’altro che facile, Naz deve tornare a fare i conti con la famiglia, quella famiglia che non si abbandona se non in posizione orizzontale.
Una raffica di colpi contro la gastronomia del padre e il passato è di nuovo presente: Naz deve tornare ad essere Vitale.
Il posto di Rey ora è vacante e Naz e la sua Karissa si trovano al centro di una guerra all’ultimo sangue. Hanno un bersaglio sulla schiena e riconoscere alleati e nemici pare impossibile. Alleati, non amici: Naz non ha amici.
La storia alterna momenti di profonda intimità dei nostri sposi, passionali e romantici, che ci fanno capire ancora di più quanto il loro legame sia forte.
Non hai bisogno che ti tratti come una regina per sapere cosa significhi per me. Posso scoparti così, scoparti come se non valessi niente, eppure sapresti comunque che per me sei tutto.»
Karissa è un personaggio ancora in crescita, Naz le lascia mano libera, lei commette un sacco di errori ma prende più sicurezza, vive con più consapevolezza la sua vita, la sua storia. Prenderà decisioni fondamentali, affronterà situazioni davvero pericolose e anche se ne sarà a momenti travolta e sommersa dalle lacrime, diventerà forte perché nella sua vita avrà sempre un punto fermo, un uomo che tornerà sempre.
Naz è quel tipo di uomo che, una volta che entra nel tuo mondo, lo sposta dal suo asse e, anche se dovesse poi lasciarti e uscirne, il mondo continuerebbe ormai a girare nel verso sbagliato.
Lo amo, nonostante tutto, con ogni fibra del mio essere.
Naz è intenso, domina la scena, la sua presenza è quasi ingombrante, gli altri uomini del romanzo per quante armi possiedano, per quanto violenti siano, non possono sovrastarlo, non possono dominarlo anche se cercano di obbligarlo a schierarsi. Naz si è chiamato fuori e fuori resta.
Il cacciatore affronta il branco dei leoni conscio di avere un’unica debolezza, LEI, e tutti cercheranno di sfruttarla ma… il mostro è tornato.
E se il mostro fuori dalle mura di casa è sangue e morte dentro è amore e passione.
Quello sguardo.
Era da un po’ che non lo vedevo, era da un po’ che non mi guardava così. Era da un po’ che non abbassava la guardia e lasciava che il mostro venisse fuori a giocare.
È eccitante.
Elettrizzante.
Terrificante.
Forse, è da malati che mi sia mancata quella parte di lui, ma è la verità. Mi è mancata. Non ero riuscita ad ammetterlo neanche a me stessa, fino a ora. C’è qualcosa di eccitante nel vivere sul filo del rasoio, nel risvegliare quello che so essere nascosto profondamente dentro di lui. Non mi farà del male. Ne sono certa. Ma è passionale e primitivo. Feroce.
Anche in questa perfetta conclusione l’autrice riesce a farci stare sulle spine, a farci temere che tutto possa precipitare, la storia si regge su emozioni continue alternando in modo perfetto momenti di respiro a momenti dove iperventilare è d’obbligo.
Adoro questa autrice, adoro come ha sviluppato storia e personaggi e adoro come ha concluso questa trilogia.
Ha caratterizzato bene anche tutti i personaggi che ruotano intorno alla nostra coppia e uno su tutti spicca: Lorenzo, l’uomo sfregiato che gli altri chiamano Scar, che con Naz ha un passato comune. Freddo quasi un involucro senza sentimenti lascia presagire che l’autrice abbia ancora molto da raccontare su di lui.
Con rammarico è giunta la fine della storia di Naz e Karissa, forse…
Carpe diem. Le parole incise intorno al pendente. Il domani non è una garanzia. Non c’è niente di sicuro. Ma oggi? Cogli l’attimo.
È così che Naz ha vissuto la sua vita.
È così che voglio vivere con lui.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:

Qui le recensioni dei primi due romanzi della serie.
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