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Lui porterà la corona e il trono alla distruzione. Il potere è più facile conquistarlo che mantenerlo: un’amara lezione che Jude ha dovuto imparare sulla propria pelle dopo aver accettato di liberare dal suo controllo Cardan, il re malvagio, in cambio di un potere sconfinato.
Ora la ragazza, Regina degli Elfi esiliata e mortale, ancora sconvolta dal tradimento di Cardan, attende solo il momento in cui potrà riprendersi ciò che lui le ha sottratto.
L’occasione propizia si presenta grazie a Taryn, la sua gemella, la cui vita mortale è in pericolo. Per salvarla Jude sarà infatti costretta a fare ritorno alla corte del re e a fare i conti con i sentimenti che prova per lui.
Ma nulla è come lo ha lasciato. Una guerra feroce è in arrivo e Jude finisce per esserne coinvolta. Quando poi un maleficio potente e fino a quel momento silente si diffonde, generando il panico ovunque, sarà costretta a scegliere tra la sua ambizione e la sua umanità.

La Regina del nulla… mai titolo fu più azzeccato per descrivere l’incipit di quest’ultimo libro della serie. Dopo un breve prologo, dedicato alla nascita di Cardan e alla profezia di devastazione che ne era seguita, il terzo volume riprende qualche settimana dopo la fine del secondo, con Jude in esilio nella terra dei mortali. In Il re malvagio, oltre ai tanti eventi e colpi di scena, avevamo anche assistito a un progressivo seppur titubante avvicinamento tra l’indolente Cardan, re fantoccio e cicala della famosa fiaba, e il suo siniscalco Jude, formichina laboriosa e vera detentrice del potere, grazie al controllo da lei esercitato sul re. Un potere non facile da gestire, di cui non può neppure fare sfoggio: tanti oneri, doveri e responsabilità ricadono sulle sue spalle, ma nessun onore. Eppure, Jude trae forza dal sapere di possederlo; lei, giovane e fragile mortale, che nel mondo magico era stata condotta a forza da bambina, per essere trattata, i primi anni, come e peggio di uno zerbino dagli esseri fatati, Cardan in primis. E trae forza e soddisfazione dal pensiero che il suo “sacrificio” è utile per donare una fanciullezza serena e felice al suo fratellino Farnia, il più giovane dei sopravvissuti alla strage degli eredi al trono degli Elfi.
Dunque, nel secondo libro, Jude è inizialmente convinta che Cardan la odi per essere stato usato e venir ancora manipolato da lei, ma la ragazza riesce sempre meno a ricambiare quell’odio, mentre nuovi sentimenti, che le fanno molta più paura del dover prevenire o sventare attentati, versando il sangue di chi li ordisce, si fanno strada nel suo animo. Per peggiorare le cose, Cardan ha un atteggiamento sempre più ambivalente nei suoi confronti: la sprona a fidarsi di lui, a modificare il loro patto, puntando a diventare complici piuttosto che burattinaio e marionetta. Questo fino al colpo di scena col quale il secondo volume si conclude: proprio quando Jude rinuncia al giogo che ella esercita sul re, il suo novello consorte la tradisce, esiliandola fino a nuove disposizioni della Corona.
Ed eccola, la regina del nulla, allontanata dalla terra che l’ha vista crescere, dalle strategie e dai giochi di potere per i quali ha vissuto, una sovrana più impotente di quanto lo sia mai stato Cardan perché, oltretutto, incapace di riadattarsi a una vita da umana tra i mortali. Trascorre le giornate tra apatia e rabbia, una rabbia feroce, indirizzata contro Cardan e ancor più contro se stessa, per essere stata così stupida da fidarsi davvero. Com’è amara la delusione, piccola Jude… e quanto odi quel sentimento che ti ha reso debole, tu che avevi giurato di non esserlo, mai più.
Nel frattempo, tante cose accadono in sua assenza nella terra degli Elfi, fatti di cui Jude rimane all’oscuro finché la sua gemella Taryn non giunge a chiedere il suo aiuto. Jude coglie al volo l’occasione di tornare, spacciandosi per Taryn, ma nulla, al suo arrivo, è come se lo aspetta, partendo da un Cardan che la riconosce subito e quasi la rimprovera di non essere tornata prima…
Da questo momento in poi, non riuscirete a tenere il conto dei vari colpi di scena, che si susseguiranno senza darvi il tempo di riprendere fiato. Tutti i vecchi personaggi già noti e alcuni nuovi troveranno spazio in questo terzo volume, tranne l’unico grande assente, il più viscido e untuoso della serie, l’inventore di storie, cancellato dalla storia nella maniera più insignificante, in una sorta di legge del contrappasso di cui ho particolarmente goduto. Ritroveremo le sorelle di Jude, il mostruoso padre adottivo Madoc e la sua sete di potere, di sangue e di conquista, la regina degli Abissi e sua figlia Nicasia, il Consiglio dei Vivi, l’ambizioso fabbro Grimsen creatore della Corona di Sangue, e la Corte delle Ombre: Blatta, Bomba e Fantasma, la spia traditore. Conosceremo Grima Mog e gli infidi sovrani della Corte dei Denti. Assisteremo a scontri, fughe, corse contro il tempo, combattimenti da cui Jude uscirà viva per miracolo, grazie alla comunione con quella terra che non le ha dato i natali, ma che in compenso le ha sottratto tanto, e alla quale lei ha finito per dare di propria volontà tutta se stessa.
E tutto per scongiurare o quantomeno attenuare le tragiche conseguenze di una guerra che sembra ormai inevitabile. Questo fin quando un nuovo, più grande pericolo si mostra in tutta la sua evidenza, cambiando ancora una volta le carte in tavola, e ponendo la Regina Jude davanti alla scelta più ardua della sua intera vita. Una ex regina del nulla è in procinto di ottenere tutto… Ma quanto vale quel tutto, se per averlo devi rinunciare allo spicchio di umanità che, tuo malgrado, si è fatto spazio nel tuo cuore?
Naturalmente, in “La Regina del Nulla”, la narrazione è ancora in prima persona presente, dal punto di vista esclusivo di Jude, tranne che per il prologo, che è al passato e in terza persona. Ancora una volta, la Black conferma di non conoscere vie di mezzo riguardo al ritmo narrativo, che passa da lento, lento, lento, al punto che il lettore potrebbe chiedersi se si arriverà mai da qualche parte (è il caso di buona parte del primo libro e della prima parte del secondo, ma solo di una breve parte iniziale nel terzo), a velocissimo, incalzante e senza soluzione di continuità (ritmo questo presente in quasi tutto il terzo volume). Quindi, cari lettori, preparatevi a una bella immersione e a una lunga apnea, perché il romanzo conclusivo della serie vi terrà per gran parte del tempo col fiato sospeso. Consigliatissimo agli appassionati di fantasy-action, La Regina del Nulla è un romanzo che non difetta del giusto approfondimento emotivo.
P.S. Piccola richiesta per la Mondadori: mi piacerebbe che traduceste anche la novella successiva alla trilogia, per due motivi. Uno, per godere della voce di Cardan, che è l’unica cosa che qui mi è un po’ mancata, anche se capisco che nei libri principali non sarebbe stata opportuna… Due, per le bellissime illustrazioni presenti sul testo originale.



Recensione a cura di:

Editing a cura di:


1 Il principe crudele – Qui recensione e acquisto
1.5 The Lost Sisters
2 Il re malvagio – Qui trama e acquisto
3 La regina del nulla
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