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Voleva altri tagli, altro sangue, altre cicatrici profonde, voleva che chi avrebbe scoperto il suo cadavere vedesse gli inequivocabili segni del suo dolore.
Alessia vuole morire. Vittima di bullismo a scuola e incompresa a casa, trascorre passivamente le giornate insieme ai mostri che le affollano la testa: l’ansia e la depressione. Il suo unico conforto sono i tagli che si autoinfligge.
Al culmine della disperazione, decide di compiere un ultimo viaggio per salutare le due città che le hanno rubato il cuore, Venezia e Dublino, e poi farla finita. Ma la vita ha in serbo per lei qualcosa di inaspettato, e l’incontro con Selene, in un’antica libreria della nebbiosa città veneta, potrebbe stravolgere i suoi piani.
Tra ponti, calli strette e piazze affollate, si dipana una struggente storia d’amore in bilico tra la vita e la morte.
Un viaggio tra fantasmi del passato ed emozioni travolgenti alla ricerca spasmodica di una fragile felicità.

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Nelle grotte di tristezza infinita, là dove m’ha relegato il Destino, mai entra un raggio rose e cristallino.
Dolore, depressione, inadeguatezza, autodistruzione, tutto questo vive dentro Alessia.
La giovane ragazza ha lasciato la propria casa, il suo mondo in cui abita solo sofferenza, per intraprendere il suo ultimo viaggio.
Scappare di casa e raggiungere le due città in cui vivere gli ultimi giorni di una vita che rinnega, prima di concluderla con un salto, un volo che nei suoi piani si concluderà nel mare irlandese.
Alessia è una ragazza bullizzata fin dalle medie per il suo aspetto. Alle superiori però la crudeltà degli altri
arriva al suo culmine. Gli amici, scoperta la sua omosessualità, le tendono un agguato, la fotografano mentre viene baciata e pubblicano lo scatto sui social. La cittadina è piccola e si scatena una massa di cyberbullismo tale che Alessia perde ogni stima di sé, vessata dai commenti, dagli insulti che riceve. Non trova appoggio in nessuno dei suoi familiari e si sente abbandonata. Cominciano l’autolesionismo, il panico e l’ansia, fino alla voglia di chiudere definitivamente questo capitolo di vita nell’unico modo che le sembra liberatorio: morire. Prima però vuole rivedere Venezia, la città che l’ha incantata e che, con i suoi canali, con quella sua caratteristica di non essere né mare né terra, le ispira pace. Dopo raggiungerà Dublino e da lì la scogliera che ha scelto per saltare.
Alessia è una ragazza “consumata” nel fisico e nella mente:pallore, occhiaie, cicatrici caratterizzano il suo aspetto esteriore, mentre dentro è in corso una continua e snervante guerra tra i suoi demoni e il “canto del cigno”, l’ultima luce che, fioca, vive ancora nel suo animo.
Quando la luce è destinata a spegnersi nella nebbia veneziana Alessia incontra un angelo argenteo, Selene, una ragazza albina che fin dal primo momento saprà leggerla e comprendendo il suo dolore.
«Come posso lasciarti sola in queste condizioni?» La voce di Selene si era fatta più calda, più… comprensiva.
Era la prima volta che qualcuno non assecondava, anche inconsapevolmente, le sue tendenze autodistruttive. Era la prima volta che qualcuno si preoccupava davvero per lei.
Non puoi lasciarmi sola…
«Salvami» sussurrò.
Da qui inizia un viaggio con una Selene decisa a mostrare alla ragazza le piccole gioie della vita: quelle emozioni e quelle sensazioni che ti fanno essere felice di essere viva, quei sapori e quegli odori che ti riportano il sorriso. Saranno giorni intensi in cui le ragazze scopriranno di essere due mondi in contrasto ma complementari, di provare insieme emozioni che parevano sopite se non addirittura sconosciute. Alla fine, Alessia potrà decidere se morire o tornare a vivere, se restare o partire.
E se invece di uccidermi, uccidessi ciò che non mi piace di me, le cose cambierebbero?
È un libro ricco di pensieri, di riflessioni, di angoscia e di speranza. L’autrice ha uno stile descrittivo, con le sue parole ci porta per le calli veneziane decantandone i colori e i palazzi fin nei minimi particolare. E altrettanto fa con l’animo di Alessia: lo scandaglia senza pietà, possiamo toccare le cicatrici del corpo e dell’animo in ogni parola che la ragazza pronuncia, in ogni pensiero che la sua mente martoriata partorisce.
Un’opera che tocca l’angoscia, la depressione, il suicidio, la solitudine che fa mancare la forza di reagire e ci permette di venire schiacciati dalla cattiveria altrui.
Sono temi pesanti che vengono trattati in maniera realistica e a tratti cruda, ma inseriti in un racconto che vale assolutamente la pena di leggere.
“La vita è un pendolo che oscilla tra noia e dolore”.
Oscar Wilde.


Recensione a cura di:

Editing:

Per scoprire i personaggi, alcune curiosità sul romanzo o leggere affrontando il viaggio di Alessia proprio come se foste insieme a lei, con le cuffiette nelle orecchie, seguite la playlist che Sveva Macchiarella e il team di Over the Rainbow hanno scelto appositamente per voi, cliccate qui e… buona lettura!
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