Come rovinarsi la vita in tre passi? Semplicissimo.
Primo: finire il college senza nessuna prospettiva di lavoro all’orizzonte.
Secondo: tornare a vivere a casa dei genitori perché, purtroppo, niente lavoro significa niente soldi.
Terzo: dimenticarsi di stalkerare sui social il ragazzo che ti ha spezzato il cuore prima di accettare un lavoro in una cittadina con una popolazione inferiore a quella di un festino del college il mercoledì sera.
Dovrei licenziarmi, ma vivere per sempre dai miei non mi sembra un gran progetto di vita.
Jase Hale è il ragazzo d’oro. Il nostro titolare pensa che abbia talento da vendere. La receptionist gli riserva più sorrisetti ammiccanti e prodotti da forno di quanto si possa considerare normale per una donna che potrebbe avere l’età della madre.
Io cerco di evitarlo a tutti i costi, lui e quel suo fascino innegabile.
Jase fa di tutto per farmi impazzire.
Ogni incontro mi lascia in preda alle vertigini.
Ogni sorrisetto mi manda lo stomaco in subbuglio.
Do per scontato che mi stia prendendo in giro, che sia tutta una provocazione, come sempre, ma quando mi solleva sulla scrivania e mi zittisce premendo le labbra sulle mie, mi ritrovo più confusa che mai.
Non mi importa se sta cercando di dimostrarmi che mi sbaglio. Non esiste che io mi faccia spezzare il cuore dallo stesso stronzo per ben due volte.
Ha già sprecato la sua occasione, e io non ho nessuna intenzione di finire nei guai, anche perché sarebbe tutta colpa del mio capo.

Eccomi a parlarti di nuovo della Rock Bottom series e a darci il bentornato ci sono loro: Jase Hale e Sophie Moore.
Già, già, già, il secondo volume ha per protagonisti la sorellina di Tucker – figo stratosferico – Moore e Jase sarà il suo nuovo capo.
Lo sai che significa, vero?
Abbiamo tra le mani un favoloso office romance, incartato e infiocchettato poi noi amanti del genere.
Se quelle mura potessero parlare… uuuh quante sconcezze hanno assorbito grazie a questi due ragazzi!
Ma non divaghiamo…
Sophie: fresca fresca di laurea in Architettura, lascia Seattle, città che lei immaginava come patria del suo sfavillante futuro, per tornare a casa. La casetta sopra il garage è la sua nuova dimora, i suoi genitori i nuovi vicini, il fratello la sua personale spina nel fianco e un lavoro alla Norman Architecture “gentilmente” offerto da Jase. Ultimo ma non ultimo dei suoi problemi? Proprio Jase. Lo ama, lo odia, ne è invaghita ma prova un terribile risentimento nei suoi confronti, vorrebbe baciarlo e strozzarlo h24.
Jase: ovviamente è un figo da paura – che ve lo dico a fare –, intrigante, talentuoso, ben voluto dal proprietario dello studio e… da tutto il popolo femminile in vita. Non vuole Sophie davanti agli occhi ogni giorno ma non tutto quello che si vuole si ottiene. O no? Vuoi vedere che Sophie è proprio la persona che pensa di non volere ma non sa di volere? Oh che mal di testa!
Sarebbe stato un disastro.
Eh già, un disastro fatto e finito. Ma uno dei più dolci e benvoluti.
Entrambi ambiziosi, entrambi competitivi, insieme formano un incendio difficile da domare.
Complice un matrimonio in arrivo, una gara tra gruppi per accaparrarsi un grosso cliente e una cerchia di amicizie tutto pepe, per Jase e Sophie non c’è acqua che tenga. Il loro è un amore ustionante e noi lettrici ne usciremo bruciate.
Tutta colpa del capo è un romanzo divertente, spassoso, zuccheroso, con una punta di dramma, qualche lacrimuccia e tanta chimica esplosiva.
Devo dire che ho divorato questo capitolo con voracità, ho amato molto di più questa coppia e, anche se decisamente più corta – ahimè –, la loro storia è lineare e rispetta tutti i passi che ci si aspetta da un romanzo del genere. E sono convinta che piacerà da impazzire anche a te!
Piccolo consiglio: compra un ventaglio prima di iniziare a leggere, ne avrai bisogno. Oh dios mio, que calor!
Alla prossima.


Recensione a cura di:

Qui la recensione del primo romanzo della serie.









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